2013
Cortina d'Ampezzo (BL), 30-05-13
È stato ritrovato questa mattina attorno alle 8, debole e disorientato, ma in buone condizioni, D.I., 28 anni, di Borca di Cadore (BL), le cui ricerche erano iniziate ieri nel pomeriggio a Cortina. In contatto con i famigliari l'ultima volta martedì alle 2 di notte, ieri nel pomeriggio la sua auto era stata rinvenuta parcheggiata in centro a Cortina, mentre il suo cellulare era appoggiato sui tavolini esterni di un bar chiuso di Fiames. A partire dalle 17, una trentina di uomini del Soccorso alpino di Cortina, San Vito di Cadore, Guardia di finanza, con le unità cinofile, avevano iniziato a cercare partendo da quella zona e allargandosi via via, fino a tarda notte, per poi riprendere questa mattina alle 7, con una cinquantina di persone. Il ragazzo, che si trovava in un bosco sopra Fiames, in località Pian de la Spine, è stato riaccompagnato a valle, per essere visitato da un medico, in via precauzionale.
È stato ritrovato questa mattina attorno alle 8, debole e disorientato, ma in buone condizioni, D.I., 28 anni, di Borca di Cadore (BL), le cui ricerche erano iniziate ieri nel pomeriggio a Cortina. In contatto con i famigliari l'ultima volta martedì alle 2 di notte, ieri nel pomeriggio la sua auto era stata rinvenuta parcheggiata in centro a Cortina, mentre il suo cellulare era appoggiato sui tavolini esterni di un bar chiuso di Fiames. A partire dalle 17, una trentina di uomini del Soccorso alpino di Cortina, San Vito di Cadore, Guardia di finanza, con le unità cinofile, avevano iniziato a cercare partendo da quella zona e allargandosi via via, fino a tarda notte, per poi riprendere questa mattina alle 7, con una cinquantina di persone. Il ragazzo, che si trovava in un bosco sopra Fiames, in località Pian de la Spine, è stato riaccompagnato a valle, per essere visitato da un medico, in via precauzionale.
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2013
Agordo (BL), 29-05-13
In vista della stagione estiva che comporterà l'aumento degli interventi in montagna, una ventina di soccorritori delle Stazioni di Agordo e Valle di Zoldo si è ritrovata domenica scorsa sui Piani di Caleda, per un 'ripasso' delle manovre con l'elicottero. L'addestramento, che rientra nei periodici momenti di aggiornamento e formazione del personale del Soccorso alpino, è stato particolarmente approfondito, anche grazie all'utilizzo dell'elicottero sostitutivo che ha garantito i tempi necessari perchè ciascun volontario si alternasse nelle varie operazioni. A rotazione, i soccorritori hanno quindi affettuato, sbarchi e imbarchi in hovering, calata con il verricello e spostamenti utilizzando il gancio baricentrico. All'esercitazione hanno preso parte volontari delle due Stazioni contermini, chiamate spesso ad intervenire assieme nelle emergenze, per migliorare la reciproca conoscenza e le tecniche operative comuni. Domenica prossima è previsto per la Stazione di Agordo un ulteriore addestramento in parete sul Framont.
In vista della stagione estiva che comporterà l'aumento degli interventi in montagna, una ventina di soccorritori delle Stazioni di Agordo e Valle di Zoldo si è ritrovata domenica scorsa sui Piani di Caleda, per un 'ripasso' delle manovre con l'elicottero. L'addestramento, che rientra nei periodici momenti di aggiornamento e formazione del personale del Soccorso alpino, è stato particolarmente approfondito, anche grazie all'utilizzo dell'elicottero sostitutivo che ha garantito i tempi necessari perchè ciascun volontario si alternasse nelle varie operazioni. A rotazione, i soccorritori hanno quindi affettuato, sbarchi e imbarchi in hovering, calata con il verricello e spostamenti utilizzando il gancio baricentrico. All'esercitazione hanno preso parte volontari delle due Stazioni contermini, chiamate spesso ad intervenire assieme nelle emergenze, per migliorare la reciproca conoscenza e le tecniche operative comuni. Domenica prossima è previsto per la Stazione di Agordo un ulteriore addestramento in parete sul Framont.
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2013
Ponte nelle Alpi (BL), 28-04-13
Durante la Gita ai fortini di Soccher, uno dei partecipanti è scivolato lungo un ghiaione in uno degli itinerari e si è infortunato. L'incidente è avvenuto al rientro dalle cave del Fason, prima di un tratto attrezzato con una corda fissa, attorno a mezzogiorno. G.D.B., 57 anni, di Ponte nelle Alpi (BL), stava camminando con gli altri in fila indiana quando i sassi sotto i suoi piedi si sono mossi trascinandolo a valle in un volo di alcune decine di metri. L'uomo, caduto di schiena, è stato subito raggiunto da due soccorritori della Stazione dell'Alpago, che con i tecnici di Longarone vigilavano sulla manifestazione. L'infortunato, che lamentava dolori al collo, alla schiena e a una gamba, è stato recuperato con un verricello dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, sopraggiunto nel frattempo con il personale medico, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma.
Durante la Gita ai fortini di Soccher, uno dei partecipanti è scivolato lungo un ghiaione in uno degli itinerari e si è infortunato. L'incidente è avvenuto al rientro dalle cave del Fason, prima di un tratto attrezzato con una corda fissa, attorno a mezzogiorno. G.D.B., 57 anni, di Ponte nelle Alpi (BL), stava camminando con gli altri in fila indiana quando i sassi sotto i suoi piedi si sono mossi trascinandolo a valle in un volo di alcune decine di metri. L'uomo, caduto di schiena, è stato subito raggiunto da due soccorritori della Stazione dell'Alpago, che con i tecnici di Longarone vigilavano sulla manifestazione. L'infortunato, che lamentava dolori al collo, alla schiena e a una gamba, è stato recuperato con un verricello dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, sopraggiunto nel frattempo con il personale medico, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma.
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2013
Claut (PN), 27-04-13
Ieri sera attorno alle 21.30 è scattato l'allarme per il mancato rientro di 11 forristi italiani, provenienti da città diverse, partiti in mattinata per una giornata di torrentismo e irraggiungibili al cellulare. Inizialmente non si sapeva quale valle tra Erto, Cimolais e Claut sarebbe stata discesa dalla comitiva, finchè le auto non sono state rinvenute parcheggiate un paio di chilometri dopo Claut, nella frazione di Lesis, dove parte il percorso di avvicinamento alla valle del torrente Ciolesan. Sul posto sono quindi state fatte convergere le squadre di tecnici forristi del Soccorso alpino e speleologico di Belluno, Vicenza, Verona e Padova, con personale sanitario, materiale medico e barella stagna, assieme al Centro mobile di coordinamento, in supporto ai soccorritori friulani. Fortunatamente poco prima delle 23 il gruppo è rientrato autonomamente. Stavano tutti bene, ma avevano accumulato ritardo poichè lungo il percorso avevano dovuto superare la lingua di neve di una valanga, caduta in precedenza all'interno della forra.
Ieri sera attorno alle 21.30 è scattato l'allarme per il mancato rientro di 11 forristi italiani, provenienti da città diverse, partiti in mattinata per una giornata di torrentismo e irraggiungibili al cellulare. Inizialmente non si sapeva quale valle tra Erto, Cimolais e Claut sarebbe stata discesa dalla comitiva, finchè le auto non sono state rinvenute parcheggiate un paio di chilometri dopo Claut, nella frazione di Lesis, dove parte il percorso di avvicinamento alla valle del torrente Ciolesan. Sul posto sono quindi state fatte convergere le squadre di tecnici forristi del Soccorso alpino e speleologico di Belluno, Vicenza, Verona e Padova, con personale sanitario, materiale medico e barella stagna, assieme al Centro mobile di coordinamento, in supporto ai soccorritori friulani. Fortunatamente poco prima delle 23 il gruppo è rientrato autonomamente. Stavano tutti bene, ma avevano accumulato ritardo poichè lungo il percorso avevano dovuto superare la lingua di neve di una valanga, caduta in precedenza all'interno della forra.
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2013
SI PERDE SUL GRETO DEL PIAVE
Scritto da Michela Canova
Feltre (BL), 25-04-13
Parcheggiata l'auto nella zona di Sanzan, M.P., 78 anni, di Treviso, è scesa sul greto del Piave con due amiche in cerca di bruscandoi e, allontanatasi, si è persa. Dopo averla vista l'ultima volta verso le 17.30, le due amiche l'hanno attesa a lungo invano e, passate un paio di ore, hanno chiesto aiuto. Scattato l'allarme, sono partite le ricerche nell'area che costeggia il fiume tra Feltre e Quero. Fortunatamente la donna è stata presto ritrovata in riva al Piave. Sul posto il Soccorso alpino di Feltre, vigili del fuoco e carabinieri.
Parcheggiata l'auto nella zona di Sanzan, M.P., 78 anni, di Treviso, è scesa sul greto del Piave con due amiche in cerca di bruscandoi e, allontanatasi, si è persa. Dopo averla vista l'ultima volta verso le 17.30, le due amiche l'hanno attesa a lungo invano e, passate un paio di ore, hanno chiesto aiuto. Scattato l'allarme, sono partite le ricerche nell'area che costeggia il fiume tra Feltre e Quero. Fortunatamente la donna è stata presto ritrovata in riva al Piave. Sul posto il Soccorso alpino di Feltre, vigili del fuoco e carabinieri.
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2013
Belluno, 25-04-13
Senza alcuna attrezzatura, casco, imbrago, nè abbigliamento adeguato, due escursionisti olandesi, un trentenne e una ventisettenne, si sono trovati in grande difficoltà a circa metà della ferrata Zacchi sulla Schiara in mezzo alla neve. Attardatisi, stanchi e la ragazza con principi di congelamento a mani e piedi, hanno chiesto aiuto passate le 19. Prossimo il buio, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a compiere il recupero della coppia, dopo averla individuata a circa 2.000 metri di quota. Recuperati con un verricello di una decina di metri, i due sono stati accompagnati al pronto soccorso di Belluno per gli accertamenti del caso. Pronta a intervenire in supporto alle operazioni anche una squadra del Soccorso alpino di Belluno.
Senza alcuna attrezzatura, casco, imbrago, nè abbigliamento adeguato, due escursionisti olandesi, un trentenne e una ventisettenne, si sono trovati in grande difficoltà a circa metà della ferrata Zacchi sulla Schiara in mezzo alla neve. Attardatisi, stanchi e la ragazza con principi di congelamento a mani e piedi, hanno chiesto aiuto passate le 19. Prossimo il buio, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a compiere il recupero della coppia, dopo averla individuata a circa 2.000 metri di quota. Recuperati con un verricello di una decina di metri, i due sono stati accompagnati al pronto soccorso di Belluno per gli accertamenti del caso. Pronta a intervenire in supporto alle operazioni anche una squadra del Soccorso alpino di Belluno.
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2013
Fumane (VR), 25-04-13
Percorrendo il sentiero che conduce al ponte tibetano in Val Sorda, un giovane di Carpi (MO), M.P., 28 anni, è scivolato di schiena, ruzzolando per una decina di metri tra gli alberi. Poichè a seguito degli urti il ragazzo non era in grado di rialzarsi, l'amico che si trovava con lui poco dopo l'una ha lanciato l'allarme al 118. Sul luogo dell'incidente si sono quindi diretti una squadra del Soccorso alpino di Verona e l'elicottero di Verona emergenza. Difficile per l'eliambulanza individuare l'infortunato, con indosso abiti scuri e nascosto dalla fitta vegetazione. Fortunatamente un soccorritore che si trovava per caso in zona, contattato dai compagni, è riuscito a trovarlo per primo e a indicare le giuste coordinate all'equipaggio e alla squadra. All'escursionista sono state prestate le prime cure, poi, ripulita dalle piante una piccola piazzola, la barella è stata recuperata utilizzando un verricello e il ragazzo, con un sospetto trauma alla colonna, è stato trasportato all'ospedale di Borgo Trento.
All'origine dell'incidente le calzature inadatte del giovane, ovvero un paio di scarpe da basket dalla suola liscia che gli hanno fatto perdere l'equilibrio sul sentiero fangoso.
Percorrendo il sentiero che conduce al ponte tibetano in Val Sorda, un giovane di Carpi (MO), M.P., 28 anni, è scivolato di schiena, ruzzolando per una decina di metri tra gli alberi. Poichè a seguito degli urti il ragazzo non era in grado di rialzarsi, l'amico che si trovava con lui poco dopo l'una ha lanciato l'allarme al 118. Sul luogo dell'incidente si sono quindi diretti una squadra del Soccorso alpino di Verona e l'elicottero di Verona emergenza. Difficile per l'eliambulanza individuare l'infortunato, con indosso abiti scuri e nascosto dalla fitta vegetazione. Fortunatamente un soccorritore che si trovava per caso in zona, contattato dai compagni, è riuscito a trovarlo per primo e a indicare le giuste coordinate all'equipaggio e alla squadra. All'escursionista sono state prestate le prime cure, poi, ripulita dalle piante una piccola piazzola, la barella è stata recuperata utilizzando un verricello e il ragazzo, con un sospetto trauma alla colonna, è stato trasportato all'ospedale di Borgo Trento.
All'origine dell'incidente le calzature inadatte del giovane, ovvero un paio di scarpe da basket dalla suola liscia che gli hanno fatto perdere l'equilibrio sul sentiero fangoso.
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2013
Belluno, 18-04-13
Il Soccorso alpino raccomanda prudenza a quanti intendano passare questi giorni di aprile sulla neve, soprattutto a chi pratica il fuori pista, con sci, ciaspe, scarponi, poichè, per il forte riscaldamento, il pericolo valanghe è in aumento fino a 3, localmente 4, nel corso della giornata. Sono inoltre previsti tra venerdì e domenica 40-50 centimetri di neve fresca a 2200 metri di altitudine, con pericolo 3 e calo termico. Si ricorda di consultare sempre il bollettino della neve, di informarsi sulle condizioni dell'itinerario prescelto, anche dalle guide alpine o dai gestori dei rifugi, di dotarsi dell'apposita strumentazione di autosoccorso, Artva, pala, sonda.
Il Soccorso alpino raccomanda prudenza a quanti intendano passare questi giorni di aprile sulla neve, soprattutto a chi pratica il fuori pista, con sci, ciaspe, scarponi, poichè, per il forte riscaldamento, il pericolo valanghe è in aumento fino a 3, localmente 4, nel corso della giornata. Sono inoltre previsti tra venerdì e domenica 40-50 centimetri di neve fresca a 2200 metri di altitudine, con pericolo 3 e calo termico. Si ricorda di consultare sempre il bollettino della neve, di informarsi sulle condizioni dell'itinerario prescelto, anche dalle guide alpine o dai gestori dei rifugi, di dotarsi dell'apposita strumentazione di autosoccorso, Artva, pala, sonda.
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2013
Teolo (PD), 14-04-13
Percorrendo i 42 chilometri l'Altavia dei Colli Euganei, un marciatore è scivolato sul sentiero, con la conseguente probabile frattura del piede, e il 118 ha quindi inviato il Soccorso alpino di Padova in suo aiuto. Sette soccorritori lo hanno raggiunto sul monte Venda e, dopo averlo imbarellato, lo hanno trasportato a spalla per circa 150 metri fino alla strada. L'infortunato, L.P., 42 anni, di San Pietro di Stra' (VE), è stato quindi affidato all'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Abano Terme.
Percorrendo i 42 chilometri l'Altavia dei Colli Euganei, un marciatore è scivolato sul sentiero, con la conseguente probabile frattura del piede, e il 118 ha quindi inviato il Soccorso alpino di Padova in suo aiuto. Sette soccorritori lo hanno raggiunto sul monte Venda e, dopo averlo imbarellato, lo hanno trasportato a spalla per circa 150 metri fino alla strada. L'infortunato, L.P., 42 anni, di San Pietro di Stra' (VE), è stato quindi affidato all'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Abano Terme.
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2013
DUE INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 14-04-13
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto a Cortina d'Ampezzo sul Bus di Tofana, sotto il rifugio Giussani, dove uno scialpinista, dopo essere caduto si era procurato la sospetta frattura di una gamba. Sbarcati in hovering medico e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, l'eliambulanza ha poi recuperato in hovering la barella con l'infortunato, R.G., 49 anni, di Pozza di Fassa (TN), per trasportarlo all'ospedale di Cortina. Successivamente l'elicottero è stato inviato in Val Popena per soccorrere un altro scialpinista, anche lui con una probabile gamba rotta. A.P., 50 anni, di Venezia, è stato medicato, imbarellato e imbarcato sul velivolo atterrato poco distante dal luogo dell'incidente. L'infortunato è stato accompagnato all'ospedale di Belluno.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto a Cortina d'Ampezzo sul Bus di Tofana, sotto il rifugio Giussani, dove uno scialpinista, dopo essere caduto si era procurato la sospetta frattura di una gamba. Sbarcati in hovering medico e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, l'eliambulanza ha poi recuperato in hovering la barella con l'infortunato, R.G., 49 anni, di Pozza di Fassa (TN), per trasportarlo all'ospedale di Cortina. Successivamente l'elicottero è stato inviato in Val Popena per soccorrere un altro scialpinista, anche lui con una probabile gamba rotta. A.P., 50 anni, di Venezia, è stato medicato, imbarellato e imbarcato sul velivolo atterrato poco distante dal luogo dell'incidente. L'infortunato è stato accompagnato all'ospedale di Belluno.
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2013
San Vendemmiano (TV), 10-04-11
Ieri sera attorno alle 23 il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato allertato dal Suem 118, per intervenire in supporto alle ricerche di una tredicenne di San Vendemmiano, scomparsa nel pomeriggio, dopo essere andata in palestra. I soccorritori hanno perlustrato l'area attorno all'abitato fino alle 3.30, senza però rinvenirne traccia, poi sono rientrati. Su posto carabinieri, vigili del fuoco, associazioni di protezione civile, Croce rossa. Questa mattina due unità cinofile del Soccorso alpino con segugi da traccia si uniranno alle ricerche.
Ieri sera attorno alle 23 il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato allertato dal Suem 118, per intervenire in supporto alle ricerche di una tredicenne di San Vendemmiano, scomparsa nel pomeriggio, dopo essere andata in palestra. I soccorritori hanno perlustrato l'area attorno all'abitato fino alle 3.30, senza però rinvenirne traccia, poi sono rientrati. Su posto carabinieri, vigili del fuoco, associazioni di protezione civile, Croce rossa. Questa mattina due unità cinofile del Soccorso alpino con segugi da traccia si uniranno alle ricerche.
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2013
Chies d'Alpago, 09-04-13
Una valanga che cade sulla strada e travolge due persone di passaggio. E' la simulazione messa in atto lo scorso fine settimana nel periodico addestramento del Soccorso alpino dell'Alpago proprio sulla lingua di neve che, distaccandosi dal versante del Teverone, ogni anno investe la strada secondaria di collegamento tra San Martino e Plois. Lo scenario ipotizzato, quindi, è stato il coinvolgimento di due passanti sprovvisti di Artva, il dispositivo di protezione individuale. Dall'attivazione del 118 alla Stazione, le squadre hanno eseguito tutte le operazioni previste per il ritrovamento, l'estrazione e il trasporto dei travolti. Dopo il passaggio di un'unità cinofila da valanga, sono stati effettuati i sondaggi, che hanno portato all'individuazione dei manichini nascosti sotto il manto nevoso, successivamente liberati dalla neve. All'esercitazione, iniziata con la parte teorica e conclusasi con l'analisi critica di tutte le manovre, hanno preso parte anche 8 iscritti al Cai dell'Alpago.
Una valanga che cade sulla strada e travolge due persone di passaggio. E' la simulazione messa in atto lo scorso fine settimana nel periodico addestramento del Soccorso alpino dell'Alpago proprio sulla lingua di neve che, distaccandosi dal versante del Teverone, ogni anno investe la strada secondaria di collegamento tra San Martino e Plois. Lo scenario ipotizzato, quindi, è stato il coinvolgimento di due passanti sprovvisti di Artva, il dispositivo di protezione individuale. Dall'attivazione del 118 alla Stazione, le squadre hanno eseguito tutte le operazioni previste per il ritrovamento, l'estrazione e il trasporto dei travolti. Dopo il passaggio di un'unità cinofila da valanga, sono stati effettuati i sondaggi, che hanno portato all'individuazione dei manichini nascosti sotto il manto nevoso, successivamente liberati dalla neve. All'esercitazione, iniziata con la parte teorica e conclusasi con l'analisi critica di tutte le manovre, hanno preso parte anche 8 iscritti al Cai dell'Alpago.
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2013
COPPIA SMARRISCE IL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
Trichiana (BL), 07-04-13
Marito e moglie di Caerano San Marco (TV), R.B., 57 anni, e C.M., 37 anni, partiti per una passeggiata dal campo sportivo di Sant'Antonio Tortal, hanno smarrito la strada a valle dei Brent de l'Art e verso le 15.20, incapaci di proseguire, hanno chiesto aiuto al 118, che ha allertato il Soccorso alpino di Belluno. La coppia, che era risalita verso Zelant e scesa poi lungo una strada asfaltata, aveva scelto di tagliare per un tratturo, finendo per perdere l'orientamento. Una decina di soccorritori è subito partita per cercarli, tenendosi in contatto telefonico con loro. Da una descrizione dei luoghi, in particolare dalla presenza di un'altana per la caccia, le squadre sono risalite alla zona in cui marito e moglie potevano trovarsi, grazie anche all'aiuto di un soccorritore di Feltre che ha contattato un cacciatore del luogo per farsi spiegare nel dettaglio la dislocazione delle postazioni di avvistamento. I due escursionisti sono stati ritrovati attorno alle 17 al confine tra Trichiana e Mel e sono stati riaccompagnati alla loro macchina. Sul posto anche il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino.
Marito e moglie di Caerano San Marco (TV), R.B., 57 anni, e C.M., 37 anni, partiti per una passeggiata dal campo sportivo di Sant'Antonio Tortal, hanno smarrito la strada a valle dei Brent de l'Art e verso le 15.20, incapaci di proseguire, hanno chiesto aiuto al 118, che ha allertato il Soccorso alpino di Belluno. La coppia, che era risalita verso Zelant e scesa poi lungo una strada asfaltata, aveva scelto di tagliare per un tratturo, finendo per perdere l'orientamento. Una decina di soccorritori è subito partita per cercarli, tenendosi in contatto telefonico con loro. Da una descrizione dei luoghi, in particolare dalla presenza di un'altana per la caccia, le squadre sono risalite alla zona in cui marito e moglie potevano trovarsi, grazie anche all'aiuto di un soccorritore di Feltre che ha contattato un cacciatore del luogo per farsi spiegare nel dettaglio la dislocazione delle postazioni di avvistamento. I due escursionisti sono stati ritrovati attorno alle 17 al confine tra Trichiana e Mel e sono stati riaccompagnati alla loro macchina. Sul posto anche il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino.
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2013
Cogollo del Cengio (VI), 07-04-13
Il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato poco prima delle 15 dal 118, per recuperare il corpo senza vita di un uomo, rinvenuto per caso da alcuni passanti sulla strada che porta a Forte Corbin. Da una prima analisi, P.S., 57 anni, di Padova, parcheggiata la macchina e incamminatosi a piedi sulla strada a tratti innevata, è morto a qualche chilometro di distanza, probabilmente colto da malore. I soccorritori, raggiunto il luogo con la jeep, hanno ricomposto la salma per trasportarla fino al carro funebre, diretto all'ospedale di Santorso. Sul posto anche i carabinieri.
Il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato poco prima delle 15 dal 118, per recuperare il corpo senza vita di un uomo, rinvenuto per caso da alcuni passanti sulla strada che porta a Forte Corbin. Da una prima analisi, P.S., 57 anni, di Padova, parcheggiata la macchina e incamminatosi a piedi sulla strada a tratti innevata, è morto a qualche chilometro di distanza, probabilmente colto da malore. I soccorritori, raggiunto il luogo con la jeep, hanno ricomposto la salma per trasportarla fino al carro funebre, diretto all'ospedale di Santorso. Sul posto anche i carabinieri.
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2013
Belluno, 04-04-13
Con un momento conviviale e la consegna di una medaglia si è svolto nei giorni scorsi un commovente incontro tra i vertici del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi e i soccorritori storici delle Stazioni bellunesi e trevigiane che, con la loro presenza, tanto silenziosa, quanto preziosa, hanno contribuito, qualcuno per oltre 40 anni, a portare aiuto a decine di persone in difficoltà nelle nostre montagne. Ai soccorritori presenti il presidente del Soccorso alpino Veneto Rodolfo Selenati, il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Rufus Bristot e i vicedelegati Gianni Mezzomo e Alex Barattin hanno consegnato pergamena e medaglia d'argento ai soccorritori fino ai 24 anni di attività, pergamena e medaglia d'oro ai soccorritori con oltre 25 anni di attività. Un gesto simbolico voluto per sottolineare la fondamentale importanza e il determinante sostegno di questi uomini che, dopo tutti questi anni, continuano a rafforzare il loro legame con il Soccorso alpino.
Con un momento conviviale e la consegna di una medaglia si è svolto nei giorni scorsi un commovente incontro tra i vertici del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi e i soccorritori storici delle Stazioni bellunesi e trevigiane che, con la loro presenza, tanto silenziosa, quanto preziosa, hanno contribuito, qualcuno per oltre 40 anni, a portare aiuto a decine di persone in difficoltà nelle nostre montagne. Ai soccorritori presenti il presidente del Soccorso alpino Veneto Rodolfo Selenati, il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Rufus Bristot e i vicedelegati Gianni Mezzomo e Alex Barattin hanno consegnato pergamena e medaglia d'argento ai soccorritori fino ai 24 anni di attività, pergamena e medaglia d'oro ai soccorritori con oltre 25 anni di attività. Un gesto simbolico voluto per sottolineare la fondamentale importanza e il determinante sostegno di questi uomini che, dopo tutti questi anni, continuano a rafforzare il loro legame con il Soccorso alpino.
Medaglia d'oro: Renato Hoffer, 41 anni nella Stazione di Sappada, Andrea Menardi, 36 anni nella Stazione di Cortina d'Ampezzo, Olivo De Toni, Modesto Da Tos, Luigi Tiziano Bellenzier, rispettivamente 36-32-31 anni nella Stazione di Alleghe, Renato Peverelli, 29 anni nella Stazione di Pieve di Cadore, Gianni Maddalozzo, 28 anni nella Stazione di Auronzo di Cadore.
Medaglia d'Argento: Arduino Mazzucco e Silvano Bez, entrambi 24 anni nella Stazione di Longarone, Daniele Frescura, 24 anni nella Stazione del Centro Cadore, Sergio Cassol, 18 anni nella Stazione di Feltre, Arnaldo Loss, 18 anni nella Stazione di San Vito di Cadore, e Renato Cattuzzo, 16 anni nella Stazione della Pedemontana del Grappa.
Medaglia d'Argento: Arduino Mazzucco e Silvano Bez, entrambi 24 anni nella Stazione di Longarone, Daniele Frescura, 24 anni nella Stazione del Centro Cadore, Sergio Cassol, 18 anni nella Stazione di Feltre, Arnaldo Loss, 18 anni nella Stazione di San Vito di Cadore, e Renato Cattuzzo, 16 anni nella Stazione della Pedemontana del Grappa.

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2013
DONNA SI LANCIA DA UN PONTE
Scritto da Michela Canova
Roana (VI), 03-04-13
È stato recuperato sotto il ponte di Roana dagli uomini del Soccorso alpino di Asiago il corpo senza vita di R.V., 45 anni, di Mira (VE). Allertati attorno alle 11.40 dai carabinieri di Canove, in seguito alla chiamata di un passante che aveva visto la donna lanciarsi nel vuoto, i soccorritori sono scesi con la motoslitta verso il luogo dove si trovava il corpo, individuato da un agente del Corpo forestale dello Stato. Una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata ricomposta per essere trasportata fino alla strada e affidata al carro funebre. Sul posto anche la polizia municipale.
È stato recuperato sotto il ponte di Roana dagli uomini del Soccorso alpino di Asiago il corpo senza vita di R.V., 45 anni, di Mira (VE). Allertati attorno alle 11.40 dai carabinieri di Canove, in seguito alla chiamata di un passante che aveva visto la donna lanciarsi nel vuoto, i soccorritori sono scesi con la motoslitta verso il luogo dove si trovava il corpo, individuato da un agente del Corpo forestale dello Stato. Una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata ricomposta per essere trasportata fino alla strada e affidata al carro funebre. Sul posto anche la polizia municipale.
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2013
