2013
COLTO DA MALORE IN RIFUGIO
Scritto da Michela Canova
Caltrano (VI), 01-04-13
Raggiunto in mattinata il rifugio Bar Alpino in località Pozza del Favero, G.G., 62 anni, nel pomeriggio è poi andato con il figlio a fare un giro con le ciaspole, ma si è sentito male. Tornato al rifugio, il malessere non è passato e attorno alle 18.30 è quindi stato contattato il 118, che ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Asiago. I soccorritori in un quarto d'ora di motoslitta sono arrivati al Bar Alpino. Dopo aver caricato in barella l'uomo, hanno accompagnato lui e il figlio fino a Cesuna, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago per gli accertamenti del caso.
Raggiunto in mattinata il rifugio Bar Alpino in località Pozza del Favero, G.G., 62 anni, nel pomeriggio è poi andato con il figlio a fare un giro con le ciaspole, ma si è sentito male. Tornato al rifugio, il malessere non è passato e attorno alle 18.30 è quindi stato contattato il 118, che ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Asiago. I soccorritori in un quarto d'ora di motoslitta sono arrivati al Bar Alpino. Dopo aver caricato in barella l'uomo, hanno accompagnato lui e il figlio fino a Cesuna, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago per gli accertamenti del caso.
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2013
Paderno del Grappa (TV), 24-03-13
Questa mattina attorno alle 10, il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato dal 118 di Treviso, in seguito alla chiamata di un escursionista che, scivolato in un canale innevato sul monte Grappa, non era più in grado di risalire. L'unica informazione giunta ai soccorritori, prima che al cellulare dell'uomo si scaricasse la batteria, era che stava percorrendo il sentiero numero 153 in direzione dell'incrocio, a quota 1.500, con il sentiero delle Meatte. Inutile l'arrivo dell'elicottero di Treviso emergenza, costretto a rientrare per la presenza di nubi basse. Una squadra è subito partita da San Liberale per risalire il versante, chiamando a voce l'uomo, finchè, a circa 1.400 metri di altitudine, i soccorritori sono riusciti a individuarlo. In due, uno dei quali infermiere, si sono calati e lo hanno raggiunto, mentre sopraggiungevano in supporto alle operazioni altre squadre. M.G., 34 anni, di Rossano Veneto (VI), che era infreddolito e aveva una lieve ferita alla testa conseguenza del ruzzolone di una cinquantina di metri, con un paranco è stato issato fino al sentiero, dove medico e infermiere del Suem gli hanno prestato le prime cure. Ripresosi, si è incamminato verso valle con i soccorritori, che lo hanno assicurato, attrezzando i tratti più severi dell'itinerario in discesa. L'intervento, cui hanno preso parte 7 soccorritori della Pedemontana del Grappa, 8 delle Prealpi Trevigiane e 1 di Belluno, si è concluso alle 16.30.
Questa mattina attorno alle 10, il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato dal 118 di Treviso, in seguito alla chiamata di un escursionista che, scivolato in un canale innevato sul monte Grappa, non era più in grado di risalire. L'unica informazione giunta ai soccorritori, prima che al cellulare dell'uomo si scaricasse la batteria, era che stava percorrendo il sentiero numero 153 in direzione dell'incrocio, a quota 1.500, con il sentiero delle Meatte. Inutile l'arrivo dell'elicottero di Treviso emergenza, costretto a rientrare per la presenza di nubi basse. Una squadra è subito partita da San Liberale per risalire il versante, chiamando a voce l'uomo, finchè, a circa 1.400 metri di altitudine, i soccorritori sono riusciti a individuarlo. In due, uno dei quali infermiere, si sono calati e lo hanno raggiunto, mentre sopraggiungevano in supporto alle operazioni altre squadre. M.G., 34 anni, di Rossano Veneto (VI), che era infreddolito e aveva una lieve ferita alla testa conseguenza del ruzzolone di una cinquantina di metri, con un paranco è stato issato fino al sentiero, dove medico e infermiere del Suem gli hanno prestato le prime cure. Ripresosi, si è incamminato verso valle con i soccorritori, che lo hanno assicurato, attrezzando i tratti più severi dell'itinerario in discesa. L'intervento, cui hanno preso parte 7 soccorritori della Pedemontana del Grappa, 8 delle Prealpi Trevigiane e 1 di Belluno, si è concluso alle 16.30.
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2013
Grezzana (VR), 24-03-13
È stato trovato poco dopo le 6 di questa mattina, nei boschi in località Monte Santa Viola, il corpo di I.O., 28 anni, di Lavagno (VR). La scomparsa della ragazza, che si è tolta la vita, era stata segnalata ieri dopo che la giovane non si era presentata a lavoro nel pomeriggio. Questa notte, attorno alle 4, i carabinieri hanno richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Verona quando ne hanno rinvenuto l'auto. I soccorritori hanno iniziato a cercarla, finchè non l'hanno ritrovata non molto distante da dove aveva parcheggiato la macchina. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, le squadre hanno ricomposto la salma e la hanno trasportata fino alla strada per affidarla al carro funebre.
È stato trovato poco dopo le 6 di questa mattina, nei boschi in località Monte Santa Viola, il corpo di I.O., 28 anni, di Lavagno (VR). La scomparsa della ragazza, che si è tolta la vita, era stata segnalata ieri dopo che la giovane non si era presentata a lavoro nel pomeriggio. Questa notte, attorno alle 4, i carabinieri hanno richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Verona quando ne hanno rinvenuto l'auto. I soccorritori hanno iniziato a cercarla, finchè non l'hanno ritrovata non molto distante da dove aveva parcheggiato la macchina. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, le squadre hanno ricomposto la salma e la hanno trasportata fino alla strada per affidarla al carro funebre.
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2013
Cencenighe Agordino (BL), 21-03-13
Oltre sessanta bimbi dell'asilo e delle scuole elementari di Cencenighe Agordino, nonchè delle elementari di San Tomaso Agordino, hanno preso parte nei giorni scorsi a una mattinata di lezione con il Soccorso alpino di Alleghe, per imparare fin da piccini le regole basilari per muoversi in sicurezza sulla neve. I soccorritori, erano presenti anche 4 unità cinofile da ricerca in valanga, una proprio della Stazione di Alleghe, hanno prima provveduto alla parte teorica, aiutati da video che illustrano l'attività operativa e dall'esposizione di attrezzatura e materiali adoperati negli interventi. La lezione era inframezzata dalle domande che i tecnici ponevano ai giovani, attenti, ascoltatori ed è stata grande la soddisfazione nello scoprire che tanti bambini erano già a conoscenza di molte norme fondamentali per la prevenzione, come, ad esempio, cosa mettere nello zaino prima di avventurarsi in un'escursione. Successivamente bimbi, maestre e soccorritori si sono spostati all'aperto, per passare alla parte pratica. Sulla neve i bambini, divisi a gruppi, hanno partecipato in prima persona alla ricerca dei 'travolti in valanga', utilizzando sonde e Artva, oppure nascondendosi loro stessi nelle buche predisposte in precedenza, per mettere alla prova le capacità dei cani. Visto il successo dell'iniziativa, che rientra nei periodici appuntamenti di formazione e informazione tenuti dalle Stazioni, è stato deciso di proporre più avanti una nuova lezione in vista dell'estate.
Oltre sessanta bimbi dell'asilo e delle scuole elementari di Cencenighe Agordino, nonchè delle elementari di San Tomaso Agordino, hanno preso parte nei giorni scorsi a una mattinata di lezione con il Soccorso alpino di Alleghe, per imparare fin da piccini le regole basilari per muoversi in sicurezza sulla neve. I soccorritori, erano presenti anche 4 unità cinofile da ricerca in valanga, una proprio della Stazione di Alleghe, hanno prima provveduto alla parte teorica, aiutati da video che illustrano l'attività operativa e dall'esposizione di attrezzatura e materiali adoperati negli interventi. La lezione era inframezzata dalle domande che i tecnici ponevano ai giovani, attenti, ascoltatori ed è stata grande la soddisfazione nello scoprire che tanti bambini erano già a conoscenza di molte norme fondamentali per la prevenzione, come, ad esempio, cosa mettere nello zaino prima di avventurarsi in un'escursione. Successivamente bimbi, maestre e soccorritori si sono spostati all'aperto, per passare alla parte pratica. Sulla neve i bambini, divisi a gruppi, hanno partecipato in prima persona alla ricerca dei 'travolti in valanga', utilizzando sonde e Artva, oppure nascondendosi loro stessi nelle buche predisposte in precedenza, per mettere alla prova le capacità dei cani. Visto il successo dell'iniziativa, che rientra nei periodici appuntamenti di formazione e informazione tenuti dalle Stazioni, è stato deciso di proporre più avanti una nuova lezione in vista dell'estate.
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2013
Verona, 19-03-13
E' stata veramente intensa l’attività di addestramento cui si sono prestati nello scorso fine settimana i soccorritori della VI Delegazione speleologica, che raggruppa le Stazioni speleo di Verona, Vicenza e Veneto Orientale.
Venerdì sera, nella sede della Stazione del Soccorso alpino di Feltre, si è tenuta la parte teorica del corso 'Neve e valanghe per tecnici di soccorso speleologico', nato dalla collaborazione tra le scuole regionali per tecnici di Soccorso speleologico e per tecnici di Soccorso alpino, finalizzato a fornire anche ai tecnici speleologici le competenze minime per muoversi in sicurezza in ambiente innevato.
Il giorno seguente si è così svolta l'uscita pratica sul Monte Avena, dove i tecnici hanno potuto mettere in pratica la parte didattica trattata la sera precedente.
Sempre venerdì sera la Stazione speleologica di Verona ha organizzato l’annuale evento per i propri tecnici speleo nella piscina di Villafranca di Verona dove, con la collaborazione degli speleosubacquei è stato effettuato un addestramento sull’utilizzo basico di bombole ed erogatori, nell'eventualità da parte dei soccorritori di dover superare in sicurezza, brevi tratti allagati in grotta.
Sempre nell’ambito della formazione, sabato il gruppo tecnico disostruttori ha organizzato un addestramento pratico su mezzi di sollevamento eseguito alle 'Cave Bonaldi' in località Monte, nel comune di Sant'Ambrogio Valpolicella (VR). L'esercitazione si è svolta su cataste di informi calcarei al fine di creare vari scenari del tutto simili a casi reali di frana in ambiente ipogeo naturale.
Domenica, infine, è stata la volta dell'addestramento congiunto dei tecnici speleosubacquei con i colleghi della II Delegazione speleologica del Friuli Venezia Giulia. La prevista uscita alla risorgenza dell’Elefante Bianco in Valsugana a causa delle cattive condizioni ambientali è stata spostata sul lago di Garda a Torri del Benaco dove si sono potute effettuare in sicurezza le attività previste con utilizzo di rebreather.
E' stata veramente intensa l’attività di addestramento cui si sono prestati nello scorso fine settimana i soccorritori della VI Delegazione speleologica, che raggruppa le Stazioni speleo di Verona, Vicenza e Veneto Orientale.
Venerdì sera, nella sede della Stazione del Soccorso alpino di Feltre, si è tenuta la parte teorica del corso 'Neve e valanghe per tecnici di soccorso speleologico', nato dalla collaborazione tra le scuole regionali per tecnici di Soccorso speleologico e per tecnici di Soccorso alpino, finalizzato a fornire anche ai tecnici speleologici le competenze minime per muoversi in sicurezza in ambiente innevato.
Il giorno seguente si è così svolta l'uscita pratica sul Monte Avena, dove i tecnici hanno potuto mettere in pratica la parte didattica trattata la sera precedente.
Sempre venerdì sera la Stazione speleologica di Verona ha organizzato l’annuale evento per i propri tecnici speleo nella piscina di Villafranca di Verona dove, con la collaborazione degli speleosubacquei è stato effettuato un addestramento sull’utilizzo basico di bombole ed erogatori, nell'eventualità da parte dei soccorritori di dover superare in sicurezza, brevi tratti allagati in grotta.
Sempre nell’ambito della formazione, sabato il gruppo tecnico disostruttori ha organizzato un addestramento pratico su mezzi di sollevamento eseguito alle 'Cave Bonaldi' in località Monte, nel comune di Sant'Ambrogio Valpolicella (VR). L'esercitazione si è svolta su cataste di informi calcarei al fine di creare vari scenari del tutto simili a casi reali di frana in ambiente ipogeo naturale.
Domenica, infine, è stata la volta dell'addestramento congiunto dei tecnici speleosubacquei con i colleghi della II Delegazione speleologica del Friuli Venezia Giulia. La prevista uscita alla risorgenza dell’Elefante Bianco in Valsugana a causa delle cattive condizioni ambientali è stata spostata sul lago di Garda a Torri del Benaco dove si sono potute effettuare in sicurezza le attività previste con utilizzo di rebreather.
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2013
RITROVATA TURISTA SCOMPARSA
Scritto da Michela Canova
Costermano (VR), 18-03-13
È stata ritrovata, e sta bene, la turista scomparsa dall'albergo di Marciaga dove era ospite. La donna, una sessantenne danese, era uscita a passeggiare col marito e alcuni amici nel campo da golf dell'hotel. L'uomo, rientrato verso le 19 dopo averla persa di vista, l'aveva attesa, per poi tornare a cercarla invano. Contattati i carabinieri, attraverso il 118 è stato allertato il Soccorso alpino di Verona poco prima delle 21 per far partire le ricerche. I soccorritori hanno quindi iniziato a perlustrare la zona attorno all'albergo, finchè non è arrivata dai carabinieri la notizia del ritrovamento della turista, che si trovava in un bar di San Zeno di Montagna. L'allarme è quindi rientrato.
È stata ritrovata, e sta bene, la turista scomparsa dall'albergo di Marciaga dove era ospite. La donna, una sessantenne danese, era uscita a passeggiare col marito e alcuni amici nel campo da golf dell'hotel. L'uomo, rientrato verso le 19 dopo averla persa di vista, l'aveva attesa, per poi tornare a cercarla invano. Contattati i carabinieri, attraverso il 118 è stato allertato il Soccorso alpino di Verona poco prima delle 21 per far partire le ricerche. I soccorritori hanno quindi iniziato a perlustrare la zona attorno all'albergo, finchè non è arrivata dai carabinieri la notizia del ritrovamento della turista, che si trovava in un bar di San Zeno di Montagna. L'allarme è quindi rientrato.
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2013
Costermano (VR), 18-03-13
Le squadre del Soccorso alpino di Verona stanno cercando una turista, ospite di un albergo di Marciaga, non rientrata all'ora di cena. Dalle prime informazioni la donna, al momento non sono note le generalità, è uscita per una passeggiata verso le 17 e non è più tornata. I soccorritori, allertati dal 118 alle 20.50 su richiesta dei carabinieri, stanno iniziando a perlustrare la zona attorno all'abitato.
Le squadre del Soccorso alpino di Verona stanno cercando una turista, ospite di un albergo di Marciaga, non rientrata all'ora di cena. Dalle prime informazioni la donna, al momento non sono note le generalità, è uscita per una passeggiata verso le 17 e non è più tornata. I soccorritori, allertati dal 118 alle 20.50 su richiesta dei carabinieri, stanno iniziando a perlustrare la zona attorno all'abitato.
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2013
DUE GIORNI DI ADDESTRAMENTO IN VALANGA PER SOCCORSO ALPINO ED EQUIPAGGIO SUEM
Scritto da Michela Canova
Recoaro Terme (VI), 18-03-13
Lo scorso fine settimana si è svolto un addestramento di due giorni per perfezionare le manovre operative dell'equipaggio dell'elisoccorso e del personale del Soccorso alpino, chiamati a intervenire congiuntamente in quella che è forse una delle emergenze più complesse da affrontare, per la rapidità dei tempi e l'elevato numero di persone presenti: la ricerca di travolti in valanga.
A Malga Lora, a 922 metri di altitudine, sono stati, infatti, predisposti 3 scenari che simulassero altrettante situazioni reali, nascondendo sotto il manto nevoso oggetti da ritrovare, sci, bastoncini, zaini, nonché manichini da individuare e disseppellire (due provvisti di Artva, indispensabile dispositivo di autosoccorso per chi si muove in fuoripista, uno senza). All'esercitazione ha preso parte un elicottero sostitutivo della ditta Inaer aviation, convenzionata con il Suem 118 di Verona emergenza, con diversi membri dell'equipe di elisoccorso, ovvero pilota e tecnico aeronautico, medico anestesista-rianimatore, infermiere, tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino, in genere i primi, se le condizioni meteo lo consentono, ad intervenire subito dopo la segnalazione di una slavina. L'addestramento ha riproposto l'operatività messa in atto realmente: dall'allerta al 118 di un 'testimone', all'intervento dell'eliambulanza, con lo sbarco in hovering del personale in prossimità della valanga, all'arrivo delle squadre del Soccorso alpino. I primi travolti con Artva sono stati individuati dall'equipaggio e, dopo il disseppellimento, sono state prestate loro le prime immediate cure, per poi essere trasferiti all'ospedale, dando alla base tutte le informazioni relative all'evento, alle patologie, alle cure prestate. I soccorritori, nel contempo, proseguivano la ricerca del 'travolto' senza Artva, per poi procedere alla bonifica totale dell'area, per escludere con assoluta certezza la presenza di altri coinvolti. Gli operatori hanno anche assistito a una lezione teorica di ricapitolazione delle tecniche impiegate. Al termine dell'esercitazione, l'equipaggio operativo è stato recuperato utilizzando un verricello, mentre le squadre dei soccorritori sono state imbarcate in hovering per rientrare a valle.
Erano presenti 3 piloti, 1 tecnico aeronautico, 14 tecnici di elisoccorso turnanti alla centrale del Suem di Verona (più 2 osservatori), 5 medici, 11 infermieri (più 1 osservatore), 37 soccorritori delle Stazioni di Asiago, Arsiero, Schio, Recoaro-Valdagno, Verona e Padova dell'XI Delegazione Prealpi Venete; Corpo nazionale soccorso alpino e spelelogico. In conclusione l'operatività delle due giornate è stata analizzata per far emergere eventuali osservazioni e critiche, in modo da migliorare ulteriormente l'intervento.
Lo scorso fine settimana si è svolto un addestramento di due giorni per perfezionare le manovre operative dell'equipaggio dell'elisoccorso e del personale del Soccorso alpino, chiamati a intervenire congiuntamente in quella che è forse una delle emergenze più complesse da affrontare, per la rapidità dei tempi e l'elevato numero di persone presenti: la ricerca di travolti in valanga.
A Malga Lora, a 922 metri di altitudine, sono stati, infatti, predisposti 3 scenari che simulassero altrettante situazioni reali, nascondendo sotto il manto nevoso oggetti da ritrovare, sci, bastoncini, zaini, nonché manichini da individuare e disseppellire (due provvisti di Artva, indispensabile dispositivo di autosoccorso per chi si muove in fuoripista, uno senza). All'esercitazione ha preso parte un elicottero sostitutivo della ditta Inaer aviation, convenzionata con il Suem 118 di Verona emergenza, con diversi membri dell'equipe di elisoccorso, ovvero pilota e tecnico aeronautico, medico anestesista-rianimatore, infermiere, tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino, in genere i primi, se le condizioni meteo lo consentono, ad intervenire subito dopo la segnalazione di una slavina. L'addestramento ha riproposto l'operatività messa in atto realmente: dall'allerta al 118 di un 'testimone', all'intervento dell'eliambulanza, con lo sbarco in hovering del personale in prossimità della valanga, all'arrivo delle squadre del Soccorso alpino. I primi travolti con Artva sono stati individuati dall'equipaggio e, dopo il disseppellimento, sono state prestate loro le prime immediate cure, per poi essere trasferiti all'ospedale, dando alla base tutte le informazioni relative all'evento, alle patologie, alle cure prestate. I soccorritori, nel contempo, proseguivano la ricerca del 'travolto' senza Artva, per poi procedere alla bonifica totale dell'area, per escludere con assoluta certezza la presenza di altri coinvolti. Gli operatori hanno anche assistito a una lezione teorica di ricapitolazione delle tecniche impiegate. Al termine dell'esercitazione, l'equipaggio operativo è stato recuperato utilizzando un verricello, mentre le squadre dei soccorritori sono state imbarcate in hovering per rientrare a valle.
Erano presenti 3 piloti, 1 tecnico aeronautico, 14 tecnici di elisoccorso turnanti alla centrale del Suem di Verona (più 2 osservatori), 5 medici, 11 infermieri (più 1 osservatore), 37 soccorritori delle Stazioni di Asiago, Arsiero, Schio, Recoaro-Valdagno, Verona e Padova dell'XI Delegazione Prealpi Venete; Corpo nazionale soccorso alpino e spelelogico. In conclusione l'operatività delle due giornate è stata analizzata per far emergere eventuali osservazioni e critiche, in modo da migliorare ulteriormente l'intervento.
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2013
Recoaro Terme (VI), 14-03-13
Domani e sabato, 15 e 16 marzo, i soccorritori della 11a Delegazione Prealpi Venete del Corpo nazionale soccorso alpinio e speleologico saranno impegnati in un addestramento per la ricerca in valanga in collaborazione con il Suem 118 di Verona emergenza e la Ditta Inaer Aviation Italia
L'esercitazione rientra nelle periodiche attività volte a migliorare la formazione operativa del personale turnante presso la base di elisoccorso di Verona emergenza, che copre il territorio montuoso e collinare della provincia di Verona e di buona parte della provincia di Vicenza. L'addestramento si svolge periodicamente con scenari simulati che vedono la cooperazione dell'equipaggio, composto da pilota, tecnico aeronautico, medico e infermiere e tecnico del soccorso alpino. In località La Gazza - Rifugio Battisti i soccorritori hanno predisposto alcuni scenari riconducibili a reali situazioni di emergenza a seguito di caduta valanghe, con posizionamento di oggetti, come sci, zaini, racchette, e manichini dotati di Artva o sprovvisti di dispositivi di autosoccorso, a simulare le persone travolte.
Oltre al personale citato, che opera presso la base di Verona, prenderanno parte all'esercitazione anche una trentina di soccorritori per ogni giornata, appartenenti alle Stazioni di Asiago, Arsiero, Schio, Recoaro-Valdagno, Verona e Padova, che si alterneranno per testare le manovre di intervento interstazionale e zonale in caso di un evento così complesso, con la necessità di disporre di molte risorse umane in tempi brevi.
Si simulerà quindi il primo intervento dell'elicottero con il tecnico di elisoccorso e il team sanitario, medico rianimatore e infermiere, seguito dall'imbarco, anche in hovering e con verricello, e trasporto delle squadre di volontari a supporto delle operazioni. Saranno inoltre presenti due supervisori che monitoreranno la correttezza delle varie fasi, per poter valutare, a conclusione dei due giorni, il raggiungimento degli obiettivi previsti.
Domani e sabato, 15 e 16 marzo, i soccorritori della 11a Delegazione Prealpi Venete del Corpo nazionale soccorso alpinio e speleologico saranno impegnati in un addestramento per la ricerca in valanga in collaborazione con il Suem 118 di Verona emergenza e la Ditta Inaer Aviation Italia
L'esercitazione rientra nelle periodiche attività volte a migliorare la formazione operativa del personale turnante presso la base di elisoccorso di Verona emergenza, che copre il territorio montuoso e collinare della provincia di Verona e di buona parte della provincia di Vicenza. L'addestramento si svolge periodicamente con scenari simulati che vedono la cooperazione dell'equipaggio, composto da pilota, tecnico aeronautico, medico e infermiere e tecnico del soccorso alpino. In località La Gazza - Rifugio Battisti i soccorritori hanno predisposto alcuni scenari riconducibili a reali situazioni di emergenza a seguito di caduta valanghe, con posizionamento di oggetti, come sci, zaini, racchette, e manichini dotati di Artva o sprovvisti di dispositivi di autosoccorso, a simulare le persone travolte.
Oltre al personale citato, che opera presso la base di Verona, prenderanno parte all'esercitazione anche una trentina di soccorritori per ogni giornata, appartenenti alle Stazioni di Asiago, Arsiero, Schio, Recoaro-Valdagno, Verona e Padova, che si alterneranno per testare le manovre di intervento interstazionale e zonale in caso di un evento così complesso, con la necessità di disporre di molte risorse umane in tempi brevi.
Si simulerà quindi il primo intervento dell'elicottero con il tecnico di elisoccorso e il team sanitario, medico rianimatore e infermiere, seguito dall'imbarco, anche in hovering e con verricello, e trasporto delle squadre di volontari a supporto delle operazioni. Saranno inoltre presenti due supervisori che monitoreranno la correttezza delle varie fasi, per poter valutare, a conclusione dei due giorni, il raggiungimento degli obiettivi previsti.

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2013
Valdobbiadene (TV), 14-03-13
Questa mattina attorno alle 9.30 il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato allertato per recuperare il corpo di A.B., 61 anni, di Valdobbiadene (TV). La scomparsa dell'uomo, che si è tolto la vita, era stata segnalata dai famigliari ieri sera. Stamane i carabinieri ne avevano prima rinvenuto l'auto all'altezza del terzo tornante della strada che sale a Pianezze, per poi trovare il corpo tra la vegetazione. Poichè la salma era all'interno del bosco, un soccorritore è intervenuto per aiutare un sanitario del Suem, sopraggiunto con l'auto medica, e il personale del carro funebre a trasportare il corpo fino alla strada.
Questa mattina attorno alle 9.30 il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato allertato per recuperare il corpo di A.B., 61 anni, di Valdobbiadene (TV). La scomparsa dell'uomo, che si è tolto la vita, era stata segnalata dai famigliari ieri sera. Stamane i carabinieri ne avevano prima rinvenuto l'auto all'altezza del terzo tornante della strada che sale a Pianezze, per poi trovare il corpo tra la vegetazione. Poichè la salma era all'interno del bosco, un soccorritore è intervenuto per aiutare un sanitario del Suem, sopraggiunto con l'auto medica, e il personale del carro funebre a trasportare il corpo fino alla strada.
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2013
ASSEMBLEA REGIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO VENETO: AUMENTANO GLI INTERVENTI E GLI IMPEGNI
Scritto da Michela Canova
Belluno,11-03-13
A livello regionale sono aumentati, rispetto al 2011, gli interventi portati a termine dal Soccorso alpino e speleologico veneto, così come sono sempre maggiori gli impegni cui faranno fronte nel 2013 le 3 Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI Speleologica.
E' quanto emerso nel corso dell'assemblea regionale, svoltasi sabato scorso a Pedavena, che ha riunito tutti i capi e i vicecapistazione veneti, nonchè i delegati e vice e la presidenza uscente, poi riconfermata.
I dati statistici illustrati nel corso della riunione hanno evidenziato nel 2012 un aumento dell'11, 44 per cento degli interventi a livello regionale, che sono stati 915: 790 nella II Delegazione Dolomiti Bellunesi, 115 nell'XI Prealpi Venete, 10 nella VI Speleo. Nel 2011 erano 821, 601 nel 2010, 789 nel 2009, 732 nel 2008.
Degli interventi dello scorso anno, 892 sono stati a carattere sanitario, 23 di protezione civile. Aumentano anche le persone soccorse, 1.039, il 12.2 per cento in più rispetto al 2011, quando erano state 926. Di queste, 638 ferite, 352 illese, 49 decedute. Nel 2012, inoltre, tutte le ricerche intraprese hanno portato al ritrovamento delle persone scomparse e non si registrano dispersi. Le emergenze si concentrano maggiormente nel periodo estivo, con il picco ad agosto, e nei mesi di gennaio e febbraio, mentre in maggio e novembre si verifica il numero minimo di interventi. Riguardo alle casistiche, 356 incidenti riguardano sciatori/snowboarder in pista, 344 escursionisti, 83 alpinisti, 43 fungaioli, 41 sono avvenuti in ferrata e il resto si distribuisce nelle svariate attività outdoor.
La diagnostica vede 419 cadute, 119 perdite dell'orientamento, 82 scivolate, 82 interventi in aiuto di persone incapaci di proseguire, 63 malori, 45 ritardi, e altro tra sfinimento, maltempo, caduta sassi, punture insetti, frane, etc.
Il 75,31 per cento delle persone soccorse è di nazionalità italiana. Purtroppo c'è da segnalare che più del 95 per cento di quanti hanno avuto bisogno del Soccorso alpino non è provvisto di copertura assicurativa, di Cai, Dolomiti emergency o altra.
All'assemblea, cui hanno preso parte i sindaci di Pedavena e Feltre, Teresa De Bortoli e Paolo Perenzin, i consiglieri regionali Sergio Reolon e Dario Bond, la neosenatrice Raffaella Bellot, sono stati discussi i punti programmatici per il nuovo anno. Mentre è stato raggiunto l'obiettivo di renedere ordinario il finanziamento di 650 mila euro per le spese correnti e di 400 mila per spese di investimento in conto capitale (norma finanziaria art.9 della legge regionale 33/07), a livello regionale gli altri punti sono: manutenzione e potenziamento delle reti radio; ridefinizioni delle convenzioni tra Cnsas e assessorato alla sanità (con la richiesta di un aumento del corrispettivo delle spese assicurative e la copertura delle visite per il controllo sanitario) e tra Cnsas e assessorato alla Protezione civile; commissione ostacoli al volo e attuazioni finalità della legge; commissione turismo alta montagna, riproposta p.d.l. sul turismo in accordo con Cai e Guide alpine; commissione di gara elisoccorso stesura appalto e commissione aggiudicatrice gara elisoccorso; stesura protocollli operativi con tutti i Suem 118; rinnovo attuali centrali operative 118 e attuali basi di elisoccorso e, in caso di attuazione del 112, numero unico di emergenza, farsi garanti del ruolo del Cnsas all'interno delle centrali operative.
La programmazione a livello di Delegazioni prevede: ottimizzazione statuto e regolamenti, anche nelle singole scuole, con la stesura di piani formativi regionali di tutte le figure previste; alfabetizzazione informatica; creazione database; uniformazione polizze assicurative; uniformazione modalità addestrative con elicottero; attuazione regolamento soci giovani; 60° di fondazione del Cnsas (nel 2014); definizione protocolli di ricerca persona con le prefetture.
E' stata poi la volta del bilancio consuntivo, approvato con largo anticipo rispetto ai passati esercizi. Il presidente del collegio dei revisori ha presentato gli elementi più importanti dello stato patrimoniale e del conto economico confermando la correttezza di tutti gli elementi presenti anche nella nota integrativa. Il bilancio 2012, è emerso nelle varie presentazioni fatte dai consiglieri, è senza dubbio un atto significativo dello sforzo effettuato nel dare "certezza" economica all'organizzazione di soccorso e che, come illustrato, ha garantito risorse importanti a tutta la struttura. “Si tratta - hanno proseguito - i consiglieri - di offrire stabilità ai finanziamenti soprattutto per la parte degli investimenti in conto capitale”. Il bilancio consuntivo 2012 è stato, quindi, approvato all'unanimità dei presenti.
Approvata all'unanimità anche l'istituzione della Scuola regionale unità cinofile.
Riconfermati alla direzione regionale del Soccorso alpino e spelelogico veneto sia il presidente Rodolfo Selenati, che il vicepresidente Giovanni Busato, che affermano: “Auspichiamo che entro l'anno possano iniziare le visite mediche obbligatorie per tutti i volontari e previste dal 'decreto Gabrielli' che devono essere organizzate dalla Regione” .
A livello regionale sono aumentati, rispetto al 2011, gli interventi portati a termine dal Soccorso alpino e speleologico veneto, così come sono sempre maggiori gli impegni cui faranno fronte nel 2013 le 3 Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI Speleologica.
E' quanto emerso nel corso dell'assemblea regionale, svoltasi sabato scorso a Pedavena, che ha riunito tutti i capi e i vicecapistazione veneti, nonchè i delegati e vice e la presidenza uscente, poi riconfermata.
I dati statistici illustrati nel corso della riunione hanno evidenziato nel 2012 un aumento dell'11, 44 per cento degli interventi a livello regionale, che sono stati 915: 790 nella II Delegazione Dolomiti Bellunesi, 115 nell'XI Prealpi Venete, 10 nella VI Speleo. Nel 2011 erano 821, 601 nel 2010, 789 nel 2009, 732 nel 2008.
Degli interventi dello scorso anno, 892 sono stati a carattere sanitario, 23 di protezione civile. Aumentano anche le persone soccorse, 1.039, il 12.2 per cento in più rispetto al 2011, quando erano state 926. Di queste, 638 ferite, 352 illese, 49 decedute. Nel 2012, inoltre, tutte le ricerche intraprese hanno portato al ritrovamento delle persone scomparse e non si registrano dispersi. Le emergenze si concentrano maggiormente nel periodo estivo, con il picco ad agosto, e nei mesi di gennaio e febbraio, mentre in maggio e novembre si verifica il numero minimo di interventi. Riguardo alle casistiche, 356 incidenti riguardano sciatori/snowboarder in pista, 344 escursionisti, 83 alpinisti, 43 fungaioli, 41 sono avvenuti in ferrata e il resto si distribuisce nelle svariate attività outdoor.
La diagnostica vede 419 cadute, 119 perdite dell'orientamento, 82 scivolate, 82 interventi in aiuto di persone incapaci di proseguire, 63 malori, 45 ritardi, e altro tra sfinimento, maltempo, caduta sassi, punture insetti, frane, etc.
Il 75,31 per cento delle persone soccorse è di nazionalità italiana. Purtroppo c'è da segnalare che più del 95 per cento di quanti hanno avuto bisogno del Soccorso alpino non è provvisto di copertura assicurativa, di Cai, Dolomiti emergency o altra.
All'assemblea, cui hanno preso parte i sindaci di Pedavena e Feltre, Teresa De Bortoli e Paolo Perenzin, i consiglieri regionali Sergio Reolon e Dario Bond, la neosenatrice Raffaella Bellot, sono stati discussi i punti programmatici per il nuovo anno. Mentre è stato raggiunto l'obiettivo di renedere ordinario il finanziamento di 650 mila euro per le spese correnti e di 400 mila per spese di investimento in conto capitale (norma finanziaria art.9 della legge regionale 33/07), a livello regionale gli altri punti sono: manutenzione e potenziamento delle reti radio; ridefinizioni delle convenzioni tra Cnsas e assessorato alla sanità (con la richiesta di un aumento del corrispettivo delle spese assicurative e la copertura delle visite per il controllo sanitario) e tra Cnsas e assessorato alla Protezione civile; commissione ostacoli al volo e attuazioni finalità della legge; commissione turismo alta montagna, riproposta p.d.l. sul turismo in accordo con Cai e Guide alpine; commissione di gara elisoccorso stesura appalto e commissione aggiudicatrice gara elisoccorso; stesura protocollli operativi con tutti i Suem 118; rinnovo attuali centrali operative 118 e attuali basi di elisoccorso e, in caso di attuazione del 112, numero unico di emergenza, farsi garanti del ruolo del Cnsas all'interno delle centrali operative.
La programmazione a livello di Delegazioni prevede: ottimizzazione statuto e regolamenti, anche nelle singole scuole, con la stesura di piani formativi regionali di tutte le figure previste; alfabetizzazione informatica; creazione database; uniformazione polizze assicurative; uniformazione modalità addestrative con elicottero; attuazione regolamento soci giovani; 60° di fondazione del Cnsas (nel 2014); definizione protocolli di ricerca persona con le prefetture.
E' stata poi la volta del bilancio consuntivo, approvato con largo anticipo rispetto ai passati esercizi. Il presidente del collegio dei revisori ha presentato gli elementi più importanti dello stato patrimoniale e del conto economico confermando la correttezza di tutti gli elementi presenti anche nella nota integrativa. Il bilancio 2012, è emerso nelle varie presentazioni fatte dai consiglieri, è senza dubbio un atto significativo dello sforzo effettuato nel dare "certezza" economica all'organizzazione di soccorso e che, come illustrato, ha garantito risorse importanti a tutta la struttura. “Si tratta - hanno proseguito - i consiglieri - di offrire stabilità ai finanziamenti soprattutto per la parte degli investimenti in conto capitale”. Il bilancio consuntivo 2012 è stato, quindi, approvato all'unanimità dei presenti.
Approvata all'unanimità anche l'istituzione della Scuola regionale unità cinofile.
Riconfermati alla direzione regionale del Soccorso alpino e spelelogico veneto sia il presidente Rodolfo Selenati, che il vicepresidente Giovanni Busato, che affermano: “Auspichiamo che entro l'anno possano iniziare le visite mediche obbligatorie per tutti i volontari e previste dal 'decreto Gabrielli' che devono essere organizzate dalla Regione” .
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2013
SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
Arsiè (BL), 10-03-13
Mentre passeggiava con il marito in località Rocca di Arsiè lungo un sentiero innevato, M.F., 66 anni, di Quero (BL), è scivolata e ha messo male il piede e si è procuranta la sospetta rottura della caviglia. Contattato il 118 attorno alle 115, sul posto sono stati inviati un'ambulanza e una squadra del Soccorso alpino di Feltre. Sette soccorritori hanno raggiunto l'infortunata e, dopo averle immobilizzato il piede, l'hanno imbarellata e trasportata a spalla per circa 300 metri fino alla strada, per affidarla all'ambulanza che la ha accompagnata all'ospedale di Feltre.
Mentre passeggiava con il marito in località Rocca di Arsiè lungo un sentiero innevato, M.F., 66 anni, di Quero (BL), è scivolata e ha messo male il piede e si è procuranta la sospetta rottura della caviglia. Contattato il 118 attorno alle 115, sul posto sono stati inviati un'ambulanza e una squadra del Soccorso alpino di Feltre. Sette soccorritori hanno raggiunto l'infortunata e, dopo averle immobilizzato il piede, l'hanno imbarellata e trasportata a spalla per circa 300 metri fino alla strada, per affidarla all'ambulanza che la ha accompagnata all'ospedale di Feltre.
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2013
Falcade (BL), 08-03-13
Oltre 160 ragazzi delle scuole medie della Val Biois, provenienti da tutto il comprensorio scolastico Cencenighe-Canale d'Agordo, si sono ritrovati questa mattina alle 9 nella Piana di Falcade per imparare come si va in montagna, osservare le manovre da attuare in caso di emergenza e metterle in pratica in prima persona. Rientra nei periodici momenti di formazione e prevenzione del Soccorso alpino l'appuntamento che oggi ha visto i soccorritori della Stazione della Val Biois cimentarsi in una lezione teorico-pratica con i giovani studenti. Accolti dal saluto dei soccorritori, nonché dalle parole di benvenuto del sindaco e del vicesindaco di Falcade, i ragazzi sono stati suddivisi in gruppi che, a rotazione, si sono alternati nelle 5 postazioni illustrative, allestite sulla neve. Nella prima hanno ascoltato i consigli di come si va in montagna, di come si affrontano le escursioni e si preparano gli zaini, e imparato le insidie della neve che culminano con le valanghe. Nella seconda, sotto la guida dei loro conduttori, hanno sperimentato il fiuto dei cani delle unità cinofile da ricerca in valanga. Nella terza, un medico della Stazione di Agordo ha spiegato ai ragazzi il primo soccorso, cos'è l'ipotermia, i vari tipi di barella, come si utilizza il telo termico e alcuni accorgimenti preventivi per non farsi male. Successivamente, spalla a spalla, gli studenti si sono cimentati in un vero sondaggio, per capire quali sono i movimenti migliori da mettere in atto quando si cerca una persona sommersa dalla neve. Infine, Arva alla mano, hanno seguito i consigli dei soccorritori per abituarsi a captare i segnali dei dispositivi di autosoccorso, fondamentali in caso di travolgimento. A tutti i partecipanti sono stati distributi gadget informativi e un te caldo finale per riscaldarsi. Purtroppo le condizioni di visibilità non ottimale hanno precluso l'avvicinamento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, previsto per un'ulteriore dimostrazione operativa.
Oltre 160 ragazzi delle scuole medie della Val Biois, provenienti da tutto il comprensorio scolastico Cencenighe-Canale d'Agordo, si sono ritrovati questa mattina alle 9 nella Piana di Falcade per imparare come si va in montagna, osservare le manovre da attuare in caso di emergenza e metterle in pratica in prima persona. Rientra nei periodici momenti di formazione e prevenzione del Soccorso alpino l'appuntamento che oggi ha visto i soccorritori della Stazione della Val Biois cimentarsi in una lezione teorico-pratica con i giovani studenti. Accolti dal saluto dei soccorritori, nonché dalle parole di benvenuto del sindaco e del vicesindaco di Falcade, i ragazzi sono stati suddivisi in gruppi che, a rotazione, si sono alternati nelle 5 postazioni illustrative, allestite sulla neve. Nella prima hanno ascoltato i consigli di come si va in montagna, di come si affrontano le escursioni e si preparano gli zaini, e imparato le insidie della neve che culminano con le valanghe. Nella seconda, sotto la guida dei loro conduttori, hanno sperimentato il fiuto dei cani delle unità cinofile da ricerca in valanga. Nella terza, un medico della Stazione di Agordo ha spiegato ai ragazzi il primo soccorso, cos'è l'ipotermia, i vari tipi di barella, come si utilizza il telo termico e alcuni accorgimenti preventivi per non farsi male. Successivamente, spalla a spalla, gli studenti si sono cimentati in un vero sondaggio, per capire quali sono i movimenti migliori da mettere in atto quando si cerca una persona sommersa dalla neve. Infine, Arva alla mano, hanno seguito i consigli dei soccorritori per abituarsi a captare i segnali dei dispositivi di autosoccorso, fondamentali in caso di travolgimento. A tutti i partecipanti sono stati distributi gadget informativi e un te caldo finale per riscaldarsi. Purtroppo le condizioni di visibilità non ottimale hanno precluso l'avvicinamento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, previsto per un'ulteriore dimostrazione operativa.

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2013
Auronzo di Cadore (BL), 05-03-13
Si è svolta ieri sera nella chiesa Regina Pacis di Reane, dove fu parroco, una sentita cerimonia per ricordare, a 40 anni dalla morte, don Sebastiano Costa, capostazione del Soccorso alpino di Auronzo, che perse la vita per i traumi subiti durante un intervento in aiuto di alcuni ragazzi nel 1973. Alla messa, tenuta dal parroco e dal cappellano, hanno preso parte i soccorritori della Val Biois, terra natale di don Sebastiano, e quelli di Auronzo, i famigliari e l'accademico Bepi Pellegrinon, che ne ha poi tracciato un sentito ritratto. Toccante, nell'omelia, il paragone tra i valori che hanno animato il religioso e quelli che animano i soccorritori: generosità, altruismo e solidarietà.
Al termine della funzione, in rappresentanza delle due comunità unite idealmente dal sacerdote, le Stazioni di Auronzo e della Val Biois, si sono scambiate alcuni doni, tra i quali un quadro di Franco Murer dedicato al Soccorso alpino.
“Nato a Falcade il 23 agosto 1927, fu il primo parroco della parrocchia 'Regina Pacis' in Reane di Auronzo di Cadore. Fu anche vicepresidente della sezione Cadorina del Cai di Auronzo, nonché Capostazione del Soccorso alpino di Auronzo. Una delle sue doti, per la quale è tuttora ricordato, era la generosità. Il 2 marzo 1973 mentre era a Belluno, seppe che una persona aveva urgente bisogno di sangue, fece esaminare il suo e, constatato che era compatibile, fece la sua prima donazione. Due giorni più tardi, il 4 marzo 1973, un gruppo di ragazzi di Forlì, di età compresa tra i 15 e 16 anni, decise di fare una gita in montagna sopra la loro colonia ad Auronzo, sul Col Giralba. Al rientro, per un percorso diverso da quello di salita, rimasero bloccati dall’oscurità sopra un salto di roccia. Cominciarono a gridare aiuto e, nel frattempo, i loro responsabili preoccupati del mancato rientro, allertarono i carabinieri e il Soccorso alpino. La squadra di don Sebastiano cominciò le ricerche risalendo il Col Giralba e, guidati dalle grida, individuò il gruppo dei ragazzi. Una volta raggiunti, iniziò le manovre per il loro recupero. Fu durante queste operazioni che don Sebastiano donò la propria vita su un salto di roccia di 15 metri che non gli diede scampo. I ragazzi furono recuperati incolumi, ma lui spirò durante il trasporto all’ospedale di Auronzo in seguito ai numerosi traumi riportati nella caduta. Don Sebastiano scriveva anche poesie; concludo con alcuni versi di una delle ultime che ha scritto, quasi un presagio di quanto, di lì a poco, gli sarebbe accaduto: Da sempre il mio sguardo/ si volge ai monti. E’ un forte richiamo/ mi invita lassù”. Così lo ha ricordato il Capo della Stazione del Soccorso alpino di Auronzo Giuseppe Zandegiacomo Sampogna.
Si è svolta ieri sera nella chiesa Regina Pacis di Reane, dove fu parroco, una sentita cerimonia per ricordare, a 40 anni dalla morte, don Sebastiano Costa, capostazione del Soccorso alpino di Auronzo, che perse la vita per i traumi subiti durante un intervento in aiuto di alcuni ragazzi nel 1973. Alla messa, tenuta dal parroco e dal cappellano, hanno preso parte i soccorritori della Val Biois, terra natale di don Sebastiano, e quelli di Auronzo, i famigliari e l'accademico Bepi Pellegrinon, che ne ha poi tracciato un sentito ritratto. Toccante, nell'omelia, il paragone tra i valori che hanno animato il religioso e quelli che animano i soccorritori: generosità, altruismo e solidarietà.
Al termine della funzione, in rappresentanza delle due comunità unite idealmente dal sacerdote, le Stazioni di Auronzo e della Val Biois, si sono scambiate alcuni doni, tra i quali un quadro di Franco Murer dedicato al Soccorso alpino.
“Nato a Falcade il 23 agosto 1927, fu il primo parroco della parrocchia 'Regina Pacis' in Reane di Auronzo di Cadore. Fu anche vicepresidente della sezione Cadorina del Cai di Auronzo, nonché Capostazione del Soccorso alpino di Auronzo. Una delle sue doti, per la quale è tuttora ricordato, era la generosità. Il 2 marzo 1973 mentre era a Belluno, seppe che una persona aveva urgente bisogno di sangue, fece esaminare il suo e, constatato che era compatibile, fece la sua prima donazione. Due giorni più tardi, il 4 marzo 1973, un gruppo di ragazzi di Forlì, di età compresa tra i 15 e 16 anni, decise di fare una gita in montagna sopra la loro colonia ad Auronzo, sul Col Giralba. Al rientro, per un percorso diverso da quello di salita, rimasero bloccati dall’oscurità sopra un salto di roccia. Cominciarono a gridare aiuto e, nel frattempo, i loro responsabili preoccupati del mancato rientro, allertarono i carabinieri e il Soccorso alpino. La squadra di don Sebastiano cominciò le ricerche risalendo il Col Giralba e, guidati dalle grida, individuò il gruppo dei ragazzi. Una volta raggiunti, iniziò le manovre per il loro recupero. Fu durante queste operazioni che don Sebastiano donò la propria vita su un salto di roccia di 15 metri che non gli diede scampo. I ragazzi furono recuperati incolumi, ma lui spirò durante il trasporto all’ospedale di Auronzo in seguito ai numerosi traumi riportati nella caduta. Don Sebastiano scriveva anche poesie; concludo con alcuni versi di una delle ultime che ha scritto, quasi un presagio di quanto, di lì a poco, gli sarebbe accaduto: Da sempre il mio sguardo/ si volge ai monti. E’ un forte richiamo/ mi invita lassù”. Così lo ha ricordato il Capo della Stazione del Soccorso alpino di Auronzo Giuseppe Zandegiacomo Sampogna.

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2013
Quero (BL), 03-03-13
Primo di cordata, vola alcuni metri e sbatte violentemente la testa. Sono gravi le condizioni di B.R., 80 anni, di Treviso, volato questa mattina mentre stava arrampicando sulla via Prua della nave, settore Bastionata, nella falesia della Valle di Schievenin. L'uomo, rimasto privo di coscienza dopo la caduta, è stato calato alla base della parete dai compagni, che hanno lanciato l'allarme al 118. Sul luogo dell'incidente l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato con un verricello medico, infermiere e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, mentre arrivavano in supporto alle operazioni 7 soccorritori della Stazione di Feltre. All'infortunato, sempre incosciente, sono state prestate le prime cure, poi, imbarellato, è stato recuperato con un verricello di 30 metri, per essere trasportato all'ospedale di Treviso con un sospetto grave trauma cranico.
Primo di cordata, vola alcuni metri e sbatte violentemente la testa. Sono gravi le condizioni di B.R., 80 anni, di Treviso, volato questa mattina mentre stava arrampicando sulla via Prua della nave, settore Bastionata, nella falesia della Valle di Schievenin. L'uomo, rimasto privo di coscienza dopo la caduta, è stato calato alla base della parete dai compagni, che hanno lanciato l'allarme al 118. Sul luogo dell'incidente l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato con un verricello medico, infermiere e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, mentre arrivavano in supporto alle operazioni 7 soccorritori della Stazione di Feltre. All'infortunato, sempre incosciente, sono state prestate le prime cure, poi, imbarellato, è stato recuperato con un verricello di 30 metri, per essere trasportato all'ospedale di Treviso con un sospetto grave trauma cranico.

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2013
Sappada (BL), 02-03-13
Anche questa mattina le squadre del Soccorso alpino di Sappada hanno perlustrato una zona sopra l'abitato di Cima Sappada alla ricerca di Elisa De Carli, la trentanovenne residente a Verzegnis (UD), la presenza della cui jeep, abbandonata nel piazzale degli impianti di risalita del Monte Siera dal 16 febbraio, è stata segnalata ai carabinieri nei giorni scorsi. I soccorritori, assieme a 2 finanzieri, hanno percorso i sentieri di Colle Bellavista senza poter far luce ancora sulla sparizione della donna. Nessun aiuto su eventuali luoghi frequentati di recente a Sappada è arrivato dalle immagini della macchina fotografica ritrovata nella jeep, tutte sono infatti scattate in altri luoghi, e purtroppo sembra che il suo gatto, con il quale si spostava nei lunghi viaggi, sia stato visto camminare da solo vicino alla pista di fondo nei giorni successivi al 16 febbraio.
Anche questa mattina le squadre del Soccorso alpino di Sappada hanno perlustrato una zona sopra l'abitato di Cima Sappada alla ricerca di Elisa De Carli, la trentanovenne residente a Verzegnis (UD), la presenza della cui jeep, abbandonata nel piazzale degli impianti di risalita del Monte Siera dal 16 febbraio, è stata segnalata ai carabinieri nei giorni scorsi. I soccorritori, assieme a 2 finanzieri, hanno percorso i sentieri di Colle Bellavista senza poter far luce ancora sulla sparizione della donna. Nessun aiuto su eventuali luoghi frequentati di recente a Sappada è arrivato dalle immagini della macchina fotografica ritrovata nella jeep, tutte sono infatti scattate in altri luoghi, e purtroppo sembra che il suo gatto, con il quale si spostava nei lunghi viaggi, sia stato visto camminare da solo vicino alla pista di fondo nei giorni successivi al 16 febbraio.
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2013
