2013
Tambre, 11-07-13
Con una semplice e commossa cerimonia è stato inaugurato domenica scorsa a Cima Lastè il nuovo itinerario 'S.A. 13', dedicato dalla Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago alla memoria degli amici che sulle loro montagne hanno lasciato una traccia incancellabile. Sono stati numerosi i partecipanti all'inaugurazione che hanno percorso, accompagnati dai soccorritori, il sentiero fino a Cima Lastè, dove tutti hanno rivolto il proprio pensiero a Isidoro Bona, Benito Saviane, Oreste Bortoluzzi, Maudi De March, Andrea Zanon, David Cecchin. Dopo la cerimonia, amici, conoscenti e famigliari si sono ritrovati al rifugio Semenza per un momento conviviale. L'attacco del sentiero 'S.A. 13' (sigla del Soccorso alpino dell'Alpago) è a 20 minuti di cammino, a nord est del rifugio Semenza, a metà della cresta che congiunge Cima Val Piccola al Monte Lastè. La partenza è a quota 2.060 circa. Si sale in cresta e, percorrendola in direzione sud fra pilastri vallette e cenge, si arriva sulla cima Lastè a 2247 metri di altitudine. Si tratta di un percorso molto spettacolare e aereo, con un eccezionale panorama a est sulla pianura friulana e a ovest sulla selvaggia val Salatis, destinato per difficoltà esclusivamente agli alpinisti. Il dislivello è di 200 metri, lo sviluppo di 450, con passaggi di terzo/quarto. Lungo la via ci sono alcuni chiodi resinati.
Con una semplice e commossa cerimonia è stato inaugurato domenica scorsa a Cima Lastè il nuovo itinerario 'S.A. 13', dedicato dalla Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago alla memoria degli amici che sulle loro montagne hanno lasciato una traccia incancellabile. Sono stati numerosi i partecipanti all'inaugurazione che hanno percorso, accompagnati dai soccorritori, il sentiero fino a Cima Lastè, dove tutti hanno rivolto il proprio pensiero a Isidoro Bona, Benito Saviane, Oreste Bortoluzzi, Maudi De March, Andrea Zanon, David Cecchin. Dopo la cerimonia, amici, conoscenti e famigliari si sono ritrovati al rifugio Semenza per un momento conviviale. L'attacco del sentiero 'S.A. 13' (sigla del Soccorso alpino dell'Alpago) è a 20 minuti di cammino, a nord est del rifugio Semenza, a metà della cresta che congiunge Cima Val Piccola al Monte Lastè. La partenza è a quota 2.060 circa. Si sale in cresta e, percorrendola in direzione sud fra pilastri vallette e cenge, si arriva sulla cima Lastè a 2247 metri di altitudine. Si tratta di un percorso molto spettacolare e aereo, con un eccezionale panorama a est sulla pianura friulana e a ovest sulla selvaggia val Salatis, destinato per difficoltà esclusivamente agli alpinisti. Il dislivello è di 200 metri, lo sviluppo di 450, con passaggi di terzo/quarto. Lungo la via ci sono alcuni chiodi resinati.
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2013
SOCCORSO SULLA FERRATA
Scritto da Michela Canova
San Vito di Cadore (BL), 10-07-13
Un escursionista francese, L.S., 59 anni, che, partito con un gruppo dal rifugio San Marco, stava risalendo la ferrata Berti, Cengia del Banco, ha contattato il 118 per dei dolori che gli bloccavano la schiena, impedendogli di proseguire. Raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, l'uomo è stato recuperato e trasportato a valle.
Un escursionista francese, L.S., 59 anni, che, partito con un gruppo dal rifugio San Marco, stava risalendo la ferrata Berti, Cengia del Banco, ha contattato il 118 per dei dolori che gli bloccavano la schiena, impedendogli di proseguire. Raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, l'uomo è stato recuperato e trasportato a valle.
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2013
INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 09-07-13
Nel pomeriggio il 118 è stato allertato da due alpinisti inglesi, un ragazzo e una ragazza ventenni, che dicevano di essere incrodati sulla Eotvos-Dimai, parete sud della Tofana di Rozes, nel territorio di Cortina d'Ampezzo. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è subito decollato, ma la ricognizione ha avuto esito negativo. Atterrato al rifugio Dibona, l'equipaggio ha ricontattato i due facendosi dare una descrizione della via intrapresa e alcuni punti di riferimento, che però non sembravano ricondurre a quella da loro indicata. I due rocciatori erano in realtà a due chilometri di distanza, a sinistra del Terzo spigolo. Individuati a circa 2.800 metri di quota in una seconda perlustrazione, la ragazza, che si trovava su una cengia 40 metri più in alto rispetto al compagno, è stata recuperata per prima con un verricello di 20 metri. Per l'amico, fermo in un punto inavvicinabile per l'eliambulanza, l'intervento è stato più complesso. L'elicottero ha infatti sbarcato nelle vicinanze il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, che ha raggiunto il giovane e lo ha assicurato e aiutato a salire in un terrazzino roccioso accessibile. Nel frattempo l'elicottero si è spostato nella zona delle Cinque Torri per un secondo allarme e, dopo aver imbarcato un altro tecnico del Soccorso alpino, è volato sulla Grande, lungo la direttissima Dimai, dove due alpinisti tedeschi di 22 e 24 anni, nel calarsi con le doppie avevano avuto grossi problemi e non erano più in grado di muoversi dalla loro posizione. Recuperati con un verricello di 20 metri, i due sono stati quindi trasportati al rifugio Cinque Torri. Subito dopo l'eliambulanza è ripartita per la Tofana e in hovering ha imbarcato soccorritore e rocciatore.
Infine, a Sappada una coppia fiorentina, arrivata per la ovest in vetta al Peralba, non sapeva più come proseguire, preoccupata anche dall'imminenza di un temporale. I due hanno chiamato la finanza di Tolmezzo, che ha allertato i colleghi bellunesi e il Soccorso alpino di Sappada. Date indicazioni alla coppia sull'itinerario da intraprendere per la discesa lungo la normale, Soccorso alpino e finanzieri si sono diretti verso la montagna. Fortunatamente la coppia è rientrata da sola raggiungendo il rifugio Calvi, gestito da un soccorritore di Sappada.
Nel pomeriggio il 118 è stato allertato da due alpinisti inglesi, un ragazzo e una ragazza ventenni, che dicevano di essere incrodati sulla Eotvos-Dimai, parete sud della Tofana di Rozes, nel territorio di Cortina d'Ampezzo. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è subito decollato, ma la ricognizione ha avuto esito negativo. Atterrato al rifugio Dibona, l'equipaggio ha ricontattato i due facendosi dare una descrizione della via intrapresa e alcuni punti di riferimento, che però non sembravano ricondurre a quella da loro indicata. I due rocciatori erano in realtà a due chilometri di distanza, a sinistra del Terzo spigolo. Individuati a circa 2.800 metri di quota in una seconda perlustrazione, la ragazza, che si trovava su una cengia 40 metri più in alto rispetto al compagno, è stata recuperata per prima con un verricello di 20 metri. Per l'amico, fermo in un punto inavvicinabile per l'eliambulanza, l'intervento è stato più complesso. L'elicottero ha infatti sbarcato nelle vicinanze il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, che ha raggiunto il giovane e lo ha assicurato e aiutato a salire in un terrazzino roccioso accessibile. Nel frattempo l'elicottero si è spostato nella zona delle Cinque Torri per un secondo allarme e, dopo aver imbarcato un altro tecnico del Soccorso alpino, è volato sulla Grande, lungo la direttissima Dimai, dove due alpinisti tedeschi di 22 e 24 anni, nel calarsi con le doppie avevano avuto grossi problemi e non erano più in grado di muoversi dalla loro posizione. Recuperati con un verricello di 20 metri, i due sono stati quindi trasportati al rifugio Cinque Torri. Subito dopo l'eliambulanza è ripartita per la Tofana e in hovering ha imbarcato soccorritore e rocciatore.
Infine, a Sappada una coppia fiorentina, arrivata per la ovest in vetta al Peralba, non sapeva più come proseguire, preoccupata anche dall'imminenza di un temporale. I due hanno chiamato la finanza di Tolmezzo, che ha allertato i colleghi bellunesi e il Soccorso alpino di Sappada. Date indicazioni alla coppia sull'itinerario da intraprendere per la discesa lungo la normale, Soccorso alpino e finanzieri si sono diretti verso la montagna. Fortunatamente la coppia è rientrata da sola raggiungendo il rifugio Calvi, gestito da un soccorritore di Sappada.
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2013
Belluno, 09-07-13
Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunese ringrazia i soci del Rotaract Club Belluno-Cadore-Cortina per l'importante donazione di 4.500 euro che ha permesso di acquistare nuovi dispositivi e presidi sanitari quali ked, immobilizzatori arti superio ed inferiori, collari cervicali, che già nel corso della settimana saranno distribuiti alle 20 Stazioni dislocate sul territorio bellunese e trevigiano. "La somma è stata raccolta grazie all'organizzazione di un importante evento nazionale Rotaract tenutosi a Cortina d'Ampezzo nel primo week-end di marzo 2013 – ha ricordato Francesco Ardivel, presidente del sodalizio - fin da subito abbiamo voluto aiutare il nostro territorio e scelto di devolvere gran parte del ricavato al Cnsas di Belluno, che svolge un servizio fondamentale e necessario in una provincia come la nostra". Risale a venerdì scorso la consegna dell'assegno a Fabio Bristot e Alex Barattin, Delegato e Vice Delegato del Soccorso Alpino, da parte dei rappresentanti di Rotaract e del suo presidente che ha aggiunto: "Sappiamo che realtà come queste devono sopportare costi elevatissimi, considerato anche il numero importante di soccorsi che effettuano in un anno, con oltre 800 persone aiutate, e siamo onorati di partecipare in piccola parte anche noi con la nostra donazione". Con il loro gesto i soci del Rotaract hanno dimostrato estrema sensibilità nei confronti del nostro territorio e delle persone che offrono il loro servizio volontario per la tutela di chi lo abita e lo frequenta.
Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunese ringrazia i soci del Rotaract Club Belluno-Cadore-Cortina per l'importante donazione di 4.500 euro che ha permesso di acquistare nuovi dispositivi e presidi sanitari quali ked, immobilizzatori arti superio ed inferiori, collari cervicali, che già nel corso della settimana saranno distribuiti alle 20 Stazioni dislocate sul territorio bellunese e trevigiano. "La somma è stata raccolta grazie all'organizzazione di un importante evento nazionale Rotaract tenutosi a Cortina d'Ampezzo nel primo week-end di marzo 2013 – ha ricordato Francesco Ardivel, presidente del sodalizio - fin da subito abbiamo voluto aiutare il nostro territorio e scelto di devolvere gran parte del ricavato al Cnsas di Belluno, che svolge un servizio fondamentale e necessario in una provincia come la nostra". Risale a venerdì scorso la consegna dell'assegno a Fabio Bristot e Alex Barattin, Delegato e Vice Delegato del Soccorso Alpino, da parte dei rappresentanti di Rotaract e del suo presidente che ha aggiunto: "Sappiamo che realtà come queste devono sopportare costi elevatissimi, considerato anche il numero importante di soccorsi che effettuano in un anno, con oltre 800 persone aiutate, e siamo onorati di partecipare in piccola parte anche noi con la nostra donazione". Con il loro gesto i soci del Rotaract hanno dimostrato estrema sensibilità nei confronti del nostro territorio e delle persone che offrono il loro servizio volontario per la tutela di chi lo abita e lo frequenta.
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2013
SOCCORSI ESCURSIONISTI AFFATICATI
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 07-07-13
Il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato poco prima delle 19 per andare in aiuto di due escursionisti settantenni. I due, soprattutto uno, affaticati nel rientrare dal Faloria lungo il sentiero n.212, sono stati raggiunti dai soccorritori che li stanno riaccompagnando nel tratto finale verso Mandres.
Il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato poco prima delle 19 per andare in aiuto di due escursionisti settantenni. I due, soprattutto uno, affaticati nel rientrare dal Faloria lungo il sentiero n.212, sono stati raggiunti dai soccorritori che li stanno riaccompagnando nel tratto finale verso Mandres.
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2013
MANGIA BACCHE VELENOSE
Scritto da Michela Canova
Cesiomaggiore (BL), 07-07-13
Dopo aver ingerito alcune bacche di maggiociondolo, un escursionista feltrino, O.M., 54 anni, ha iniziato a sentirsi male mentre si trovava non distante dal rifugio Boz. Contattato il 118, sul posto è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'uomo è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno per le cure del caso.
Dopo aver ingerito alcune bacche di maggiociondolo, un escursionista feltrino, O.M., 54 anni, ha iniziato a sentirsi male mentre si trovava non distante dal rifugio Boz. Contattato il 118, sul posto è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'uomo è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno per le cure del caso.
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2013
URLA NEL BOSCO, ALLARME RIENTRATO
Scritto da Michela Canova
Cibiana di Cadore (BL), 05-07-13
Sentite grida nel bosco nella zona del Monte Rite, degli escursionisti hanno allertato il 118 temendo qualcuno potesse trovarsi in difficoltà. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è quindi alzato in volo per una ricognizione dall'alto, mentre partiva una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore. Sorvolata l'area e scorto un gruppo di ragazzi, l'elicottero è atterrato nelle vicinanze. Interrogati, i giovani hanno spiegato che i richiami erano di un amico che si era perso, ma era stato poi ritrovato. L'allarme è quindi rientrato.
Sentite grida nel bosco nella zona del Monte Rite, degli escursionisti hanno allertato il 118 temendo qualcuno potesse trovarsi in difficoltà. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è quindi alzato in volo per una ricognizione dall'alto, mentre partiva una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore. Sorvolata l'area e scorto un gruppo di ragazzi, l'elicottero è atterrato nelle vicinanze. Interrogati, i giovani hanno spiegato che i richiami erano di un amico che si era perso, ma era stato poi ritrovato. L'allarme è quindi rientrato.
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2013
Tambre (BL), 05-07-13
'S.A. 13', il nuovo itinerario ideato dal Soccorso alpino dell'Alpago (sigla S.A. 13 appunto) che conduce a Cima Lastè, sarà inaugurato domenica prossima, 7 luglio, è sarà dedicato alla memoria di tutti gli amici che sulle montagne dell'Alpago hanno lasciato la loro traccia incancellabile: Benito Saviane, Isidoro Bona, Oreste Bortoluzzi, Maudi De March, Andrea Zanon, David Cecchin. Attrezzato con corde fisse per la giornata e destinato a escursionisti esperti il tracciato sarà percorso assieme ai soccorritori per raggiungere Cima Laste, dove alle 11 si svolgerà la cerimonia, seguita più tardi da un rinfresco al rifugio Semenza. L'appuntamento è a Col Indes alle 6.30. Chi intende percorrere l'itinerario è pregato di portare con sè il kit da ferrata omologato e il casco protettivo.
'S.A. 13', il nuovo itinerario ideato dal Soccorso alpino dell'Alpago (sigla S.A. 13 appunto) che conduce a Cima Lastè, sarà inaugurato domenica prossima, 7 luglio, è sarà dedicato alla memoria di tutti gli amici che sulle montagne dell'Alpago hanno lasciato la loro traccia incancellabile: Benito Saviane, Isidoro Bona, Oreste Bortoluzzi, Maudi De March, Andrea Zanon, David Cecchin. Attrezzato con corde fisse per la giornata e destinato a escursionisti esperti il tracciato sarà percorso assieme ai soccorritori per raggiungere Cima Laste, dove alle 11 si svolgerà la cerimonia, seguita più tardi da un rinfresco al rifugio Semenza. L'appuntamento è a Col Indes alle 6.30. Chi intende percorrere l'itinerario è pregato di portare con sè il kit da ferrata omologato e il casco protettivo.
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2013
Auronzo di Cadore (BL), 05-07-13
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto questa mattina sulle Tre Cime di Lavaredo, allertato poco prima delle 9 dal compagno di un alpinista che era volato per qualche metro dietro di lui, all'altezza della cengia circolare della Grande. Individuato a circa 150 metri dalla cima (2.998 metri di altitudine), G.P., 58 anni, di Sant'Agata sul Santerno (RA) è stato assicurato dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio e imbarcato sul velivolo in hovering, per essere trasportato all'ospedale di Cortina con una sospetta lussazione alla spalla.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto questa mattina sulle Tre Cime di Lavaredo, allertato poco prima delle 9 dal compagno di un alpinista che era volato per qualche metro dietro di lui, all'altezza della cengia circolare della Grande. Individuato a circa 150 metri dalla cima (2.998 metri di altitudine), G.P., 58 anni, di Sant'Agata sul Santerno (RA) è stato assicurato dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio e imbarcato sul velivolo in hovering, per essere trasportato all'ospedale di Cortina con una sospetta lussazione alla spalla.
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2013
Enego (VI), 04-07-13
Le squadre del Soccorso alpino di Asiago hanno recuperato il corpo di un ragazzo, F.C., 28 anni, di Rovigo, sotto il ponte di Valgadena. Allertati dal 118, i soccorritori sono scesi tra la vegetazione e, ottenuto il nulla osta per la rimozione, hanno ricomposto la salma per trasportarla fino alla strada e affidarla al carro funebre.
Le squadre del Soccorso alpino di Asiago hanno recuperato il corpo di un ragazzo, F.C., 28 anni, di Rovigo, sotto il ponte di Valgadena. Allertati dal 118, i soccorritori sono scesi tra la vegetazione e, ottenuto il nulla osta per la rimozione, hanno ricomposto la salma per trasportarla fino alla strada e affidarla al carro funebre.
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2013
DUE INTERVENTI A CORTINA
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 04-07-13
Attorno a mezzogiorno un escursionista tedesco, M.S., 64 anni, è scivolato sul sentiero sotto le Cinque Torri e la moglie è corsa a lanciate l'allarme al rifugio Scoiattoli. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina è quindi partita in jeep e dopo averlo raggiunto lo ha accompagnato all'ospedale con un sospetto trauma alla caviglia. Si è invece procurato escoriazioni al volto e un trauma alla mano A.Z., 74 anni, di Roma, caduto sotto il rifugio Averau. Anche lui è stato trasportato dai soccorritori fino al Codivilla.
Attorno a mezzogiorno un escursionista tedesco, M.S., 64 anni, è scivolato sul sentiero sotto le Cinque Torri e la moglie è corsa a lanciate l'allarme al rifugio Scoiattoli. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina è quindi partita in jeep e dopo averlo raggiunto lo ha accompagnato all'ospedale con un sospetto trauma alla caviglia. Si è invece procurato escoriazioni al volto e un trauma alla mano A.Z., 74 anni, di Roma, caduto sotto il rifugio Averau. Anche lui è stato trasportato dai soccorritori fino al Codivilla.
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2013
SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
Rocca Pietore (BL), 04-07-13
Scendendo lungo il sentiero n.689 da Forca Rossa a Malga Ciapela, un escursionista tedesco, E.K., 50 anni, è scivolato procurandosi un sospetto trauma al ginocchio. Raggiunto non distante da Malga Franzedas dal quad del Soccorso alpino della Val Pettorina, l'uomo, che si trovava con la compagna, è stato accompagnato in località Bosco Verde, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo.
Scendendo lungo il sentiero n.689 da Forca Rossa a Malga Ciapela, un escursionista tedesco, E.K., 50 anni, è scivolato procurandosi un sospetto trauma al ginocchio. Raggiunto non distante da Malga Franzedas dal quad del Soccorso alpino della Val Pettorina, l'uomo, che si trovava con la compagna, è stato accompagnato in località Bosco Verde, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo.
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2013
DUE INCIDENTI E UN MALORE IN QUOTA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 30-06-13
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Tofana di Rozes, Cortina d'Ampezzo, in aiuto di due alpinisti incrodati in parete. I due, B.T., 21 anni, e A.S., 20 anni, entrambi polacchi, completato la via sul Primo spigolo, si erano calati dopo aver trovato neve. Arrivati a circa 2.300 metri di quota, si sono fermati assicurandosi a un chiodo senza fidarsi a proseguire oltre. Dopo averli individuati, il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio li ha recuperati con un verricello di 7 metri. I due rocciatori sono quindi stati trasportati al rifugio Dibona.
Una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore è stata invece inviata dal 118 a Casera Vedorcia, dove un escursionista padovano, G.S., 41 anni, di Due Carrare, era bloccato dai crampi. Incapace di muoversi per i dolori, l'uomo è stato poi raggiunto dall'eliambulanza che lo ha imbarcato e portato fino a Vallesella per affidarlo all'ambulanza. Il Soccorso alpino della Val Biois è infine intervenuto nel comune di Cencenighe Agordino. All'altezza di Malga del Torcol, sul sentiero 764 che conduce al bivacco Bedin, infatti, M.A., 50 anni, residente a Feltre (BL), era scivolata procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Raggiunta da due soccorritori, medico e infermiera, alla donna sono state prestate le prime cure. Caricata in barella, l'infortunata è stata quindi trasportata a spalla per una mezz'ora fino alla strada e lì affidata all'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Tofana di Rozes, Cortina d'Ampezzo, in aiuto di due alpinisti incrodati in parete. I due, B.T., 21 anni, e A.S., 20 anni, entrambi polacchi, completato la via sul Primo spigolo, si erano calati dopo aver trovato neve. Arrivati a circa 2.300 metri di quota, si sono fermati assicurandosi a un chiodo senza fidarsi a proseguire oltre. Dopo averli individuati, il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio li ha recuperati con un verricello di 7 metri. I due rocciatori sono quindi stati trasportati al rifugio Dibona.
Una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore è stata invece inviata dal 118 a Casera Vedorcia, dove un escursionista padovano, G.S., 41 anni, di Due Carrare, era bloccato dai crampi. Incapace di muoversi per i dolori, l'uomo è stato poi raggiunto dall'eliambulanza che lo ha imbarcato e portato fino a Vallesella per affidarlo all'ambulanza. Il Soccorso alpino della Val Biois è infine intervenuto nel comune di Cencenighe Agordino. All'altezza di Malga del Torcol, sul sentiero 764 che conduce al bivacco Bedin, infatti, M.A., 50 anni, residente a Feltre (BL), era scivolata procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Raggiunta da due soccorritori, medico e infermiera, alla donna sono state prestate le prime cure. Caricata in barella, l'infortunata è stata quindi trasportata a spalla per una mezz'ora fino alla strada e lì affidata all'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo.
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2013
SOCCORSI ESCURSIONISTI NELLA NOTTE
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 28-06-13
Partiti per passare la notte al Bivacco della pace sotto la cima del Monte Castello, 4 escursionisti, due uomini e due donne, M.F., 55 anni, di Mira (VE), M.R., 38 anni, di Grossolengo (PC), e T.G., 42 anni, svedese, M.I.S.B., 25 anni, colombiana, sono stati sorpresi dalla neve. All'altezza del Cason di Travenanzes, fradici e infreddoliti, con venti centimetri di neve fresca già a terra, attorno alle 22.30 hanno chiesto aiuto al 118, che li ha messi in contatto con il Soccorso alpino di Cortina. Una squadra è partita per andare loro incontro dal basso da Ponte dei Cadorìs, un'altra ha raggiunto dall'alto Col dei Bos. Nella fase di discesa il gruppo ha smarrito il sentiero, ma fortunatamente, grazie alle indicazioni dei soccorritori, è riuscito a ritrovarlo seguendo i segnali della gara Lavaredo ultra trail (che si svolge oggi). Poco prima dell'una una squadra ha infine raggiunto gli escursionisti per 'scortarli' fino a valle, dove sono arrivati alle 2.30 circa, e poi riaccompagnarli alla loro auto parcheggiata sul Falzarego.
Partiti per passare la notte al Bivacco della pace sotto la cima del Monte Castello, 4 escursionisti, due uomini e due donne, M.F., 55 anni, di Mira (VE), M.R., 38 anni, di Grossolengo (PC), e T.G., 42 anni, svedese, M.I.S.B., 25 anni, colombiana, sono stati sorpresi dalla neve. All'altezza del Cason di Travenanzes, fradici e infreddoliti, con venti centimetri di neve fresca già a terra, attorno alle 22.30 hanno chiesto aiuto al 118, che li ha messi in contatto con il Soccorso alpino di Cortina. Una squadra è partita per andare loro incontro dal basso da Ponte dei Cadorìs, un'altra ha raggiunto dall'alto Col dei Bos. Nella fase di discesa il gruppo ha smarrito il sentiero, ma fortunatamente, grazie alle indicazioni dei soccorritori, è riuscito a ritrovarlo seguendo i segnali della gara Lavaredo ultra trail (che si svolge oggi). Poco prima dell'una una squadra ha infine raggiunto gli escursionisti per 'scortarli' fino a valle, dove sono arrivati alle 2.30 circa, e poi riaccompagnarli alla loro auto parcheggiata sul Falzarego.
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2013
COPPIA SI PERDE IN CANSIGLIO
Scritto da Michela Canova
Tambre (BL), 27-06-13
Partiti per una passeggiata al Bus de la Lum in Cansiglio, marito e moglie di Trebaseleghe (PD), G.G., 68 anni, e R.L., 64 anni, hanno poi deciso di rientrare da un sentiero alternativo. Dopo un po', però, si sono resi conto di essersi persi e hanno contattato il 118. Messo in contatto con il Soccorso alpino dell'Alpago attorno alle 16.30, l'uomo ha spiegato il tragitto seguito e il paesaggio circostante. Fatti salire su un'altura per migliorare la visuale, una volta intuito il luogo dove potevano trovarsi dalla descrizione, i soccorritori hanno spiegato alla coppia come muoversi e sono andati loro incontro, fino a incrociarli lungo una strada e riaccompagnarli alla macchina.
Partiti per una passeggiata al Bus de la Lum in Cansiglio, marito e moglie di Trebaseleghe (PD), G.G., 68 anni, e R.L., 64 anni, hanno poi deciso di rientrare da un sentiero alternativo. Dopo un po', però, si sono resi conto di essersi persi e hanno contattato il 118. Messo in contatto con il Soccorso alpino dell'Alpago attorno alle 16.30, l'uomo ha spiegato il tragitto seguito e il paesaggio circostante. Fatti salire su un'altura per migliorare la visuale, una volta intuito il luogo dove potevano trovarsi dalla descrizione, i soccorritori hanno spiegato alla coppia come muoversi e sono andati loro incontro, fino a incrociarli lungo una strada e riaccompagnarli alla macchina.
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2013
CADE DAL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
San Tomaso Agordino (BL), 27-06-13
Un escursionista padovano, P.G., 68 anni, è scivolato dal sentiero cadendo nel vuoto per circa 7-8 metri e ha sbattuto la testa. La moglie ha lanciato l'allarme e il 118 poco prima di mezzogiorno ha inviato una squadra del Soccorso alpino della Val Biois e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in località Molin, verso il Troi del bec, dove era avvenuto l'incidente. Individuato in un canale sul greto di un torrente, a circa 1.250 metri di quota, l'infortunato è stato imbarellato e recuperato con un gancio baricentrico di 100 metri, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto trauma cranico. La moglie è stata riaccompagnata dai soccorritori.
Un escursionista padovano, P.G., 68 anni, è scivolato dal sentiero cadendo nel vuoto per circa 7-8 metri e ha sbattuto la testa. La moglie ha lanciato l'allarme e il 118 poco prima di mezzogiorno ha inviato una squadra del Soccorso alpino della Val Biois e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in località Molin, verso il Troi del bec, dove era avvenuto l'incidente. Individuato in un canale sul greto di un torrente, a circa 1.250 metri di quota, l'infortunato è stato imbarellato e recuperato con un gancio baricentrico di 100 metri, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto trauma cranico. La moglie è stata riaccompagnata dai soccorritori.
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2013
