2006
MUORE COLTA DA MALORE
Scritto da Michela CanovaSi è accasciata a terra, mentre stava recandosi con alcune persone alla messa, in località Coi a Bolzano Bellunese. Per un'anziana del luogo, E.B., 73 anni, non c'è stato niente da fare. Poco prima delle 16 l'allarme al Suem 118. Sul posto sono arrivati elicottero, ambulanza e una squadra di due tecnici del Soccorso alpino di Belluno e uno di Longarone. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione da parte del personale medico che ha solo potuto constatare il decesso della donna.
E' stato rinvenuto in un'ansa del Maè il corpo del giovane scomparso ieri sera da casa. Il ragazzo, F.R., 22 anni, di Longarone, parcheggiata la propria macchina nei pressi della passerella di Igne, non aveva più dato notizia di sé. Le ricerche sono cominciate ieri in serata. Due squadre del Soccorso alpino della Stazione di Longarone, aiutate dalla luce delle fotocellule dei Vigili del fuoco, si sono calate per oltre 130 metri, fino alla base del profondo orrido scavato dal torrente. Sedici volontari, più un'altra squadra della Stazione di Pieve di Cadore, si sono impegnati nella difficile perlustrazione delle sponde. All'una e venti, quando sono stati fatti rientrare, erano stati trovati i pantaloni e le scarpe. Questa mattina alle 7.30 sono state organizzate le squadre, suddividendo i 42 tecnici presenti a seconda delle zone da verificare. Presenti gli uomini del Soccorso alpino delle Stazioni di Longarone, Belluno, Pieve di Cadore, la Stazione speleologica Veneto orientale - il Soccorso speleologico è chiamato sempre ad operare negli interventi in forra, che richiedono manovre simili a quelle usate in grotta - e i Vigili del fuoco. Le squadre tecniche, abituate a muoversi in ambienti particolarmente ostili, si sono calate a sud della passerella, mentre le altre perlustravano le parti circostanti. La squadra speleo, con alcuni Vigili, ha risalito da valle verso la passerella a monte una parte dell'orrido, fino a ritrovare, dopo circa un'ora e mezza, il corpo del ragazzo che galleggiava sull'acqua. Avuta l'autorizzazione della magistratura, la salma è stata imbarellata e trasportata più in basso, per poi essere recuperata lungo una scarpata e portata alla camera mortuaria.
Un'escursionista si trovava con un'altra persona in val Travenanzes, a circa tre ore di cammino da Fiames, senza adeguate calzature. Avvicinandosi il buio e per l'impossibilità di proseguire in mezzo alla neve, il compagno è sceso più a valle per chiamare i soccorsi, visto che in quel punto non c'è copertura telefonica. Alle 16, la chiamata al 118. L'elicottero del Suem ha imbarcato un tecnico della Stazione del Soccorso alpino di Cortina, perchè indicasse all'equipaggio il luogo dove poteva trovarsi la donna. Dopo aver individuato B.M., 37 anni di Cortina, i tecnici sono scesi in hovering e l'hanno raggiunta. Imbarcata, è stata trasportata all'ospedale di Pieve di Cadore con un probabile principio di congelamento ad un piede.
Coinvolgerà tutte le Stazioni del Soccorso alpino agordine, più la Stazione Val di Zoldo, la simulazione d'intervento in valanga, in programma domenica prossima, 15 gennaio, a passo Valles. Oltre 50 tecnici, a partire dalle 8.30, saranno impegnati nelle diverse fasi di soccorso: dall'allertamento della Stazione Val Biois, competente per territorio, e delle Stazioni contemini da parte del Suem 118 per alcuni dispersi, al trasporto in elicotero delle prime unità cinofile, del personale sanitario e delle squadre di volontari, alla vera e propria ricerca. Saranno ipotizzate due valanghe e due situazioni di intervento. Oltre ai tradizionali Arva - dispositivo trasmettitore e ricevitore, che chiunque dovrebbe portare in fuori pista (sci alpinismo, ciaspolade) - verranno impiegati 3 nuovi apparecchi Recco, donati dall'azienda produttrice e che saranno in seguito dislocati nelle basi di elizoccorso di Pieve di Cadore e Treviso e nella sede del Cnsas di Belluno. L'apparecchio Recco emette un segnale che innesca e rileva una componente elettronica in un'apposita piastrina, che oggi viene assemblata in diversi capi di abbigliamento per chi pratica fuori pista, come scarponi, giacche a vento, tute da sci. Durante la simulazione verranno cercati figuranti e materiali sepolti nella neve, per provare le nuove tecnologie e anche per testare tempistica e validità del protocollo valanghe recentemente modificato. All'esercitazione parteciperanno le Stazioni di Val Biois, Agordo, Livinallongo, Val Pettorina, Alleghe e Valle di Zoldo, con 8 unità cinofile. Saranno, inoltre, presenti il personale sanitario del Cnsas e i rappresentanti dell'Arpav di Arabba. Probabile la collaborazione con la Guardia di finanza, presente con proprio personale ed elicottero. Domani sera alle 20, nella sede del Cai di Agordo si svolgeranno alcune lezioni teoriche, rivolte ai capi, vicecapi Stazione, coordinatori, tenute dai medici del Cnsas, relativamente alle cause di decesso in valanga (traumatologie, ipotermia, asfissia), dai tecnici dell'Arpav di Arabba, per la parte nivo-metereologica, e dai responsabili delle unità cinofile da valanga.
VALANGA SULLA STATALE DEL GRAPPA
Scritto da Michela CanovaCrespano del Grappa (BL), 07-01-06
Si è probabilmente staccata dal crinale nella notte, finendo sulla sede stradale della statale del Grappa, a circa un chilometro di distanza dall'ossario. Ieri sera, come ha segnalato il gestore del rifugio Bassano, la strada era sicuramente libera. La segnalazione al Soccorso alpino è arrivata in mattinata da una guardia del Corpo forestale dello Stato. Una squadra della Stazione del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa ha raggiunto il luogo verso le 11.30 per cominciare la bonifica e verificare che qualcuno o qualcosa non fosse rimasto sotto la coltre nevosa, anche se non c'era alcuna segnalazione per mancati rientri. I 4 tecnici non hanno riscontrato tracce evidenti del passaggio di persone e macchine da entrambi i lati del fronte, un'ottantina di metri di lunghezza per altrettanti di altezza, con una profondità superiore al metro nella sede stradale. La squadra, dopo un primo controllo con l'Arva, ha percorso la superficie della valanga con le sonde fino alle 13.30, escludendo la presenza di cose o persone. La strada, dopo lo sgombero della neve, rimarrà comunque chiusa al traffico dal bivio per Scarpon.
SCONTRO IN PISTA
Scritto da Michela CanovaStava scendendo su una pista nei pressi di passo Campolongo, quando si è scontrato con un altro sciatore ed è caduto sbattendo il volto a terra. Attorno alle 10 l'allarme al Suem 118. Sul posto è atterrato poco dopo l'elicottero di Pieve di Cadore, che ha sbarcato medico e tecnico del Soccorso alpino. L'uomo, L.G., 45 anni, di Firenze, è stato visitato, imbarellato e caricato a bordo per essere trasportato all'ospedale di Belluno, con possibili trauma cranico e al volto.
Si trovava da qualche giorno nella propria baita sul Col della Martina, con il figlio e la nuora e lunedì l'uomo, M.V., 46 anni, di Feltre, è scivolato su una lastra di ghiaccio, sbattendo violentemente a terra. La baita è isolata per circa due chilometri dalla neve alta oltre un metro, ma oggi i forti dolori e la notte in bianco lo hanno spinto a chiamare i soccorsi. Un medico e un'infermiera del Suem e del Soccorso alpino, che si trovavano già sul Grappa, sono arrivati per primi sul posto, accompagnati da alcuni amici di famiglia attorno alle 15.30, e hanno immediatamente allertato una squadra del Soccorso alpino della Stazione della Pedemontana del Grappa. Sei tecnici hanno raggiunto, non senza difficoltà, la baita a bordo di un'ambulanza 4x4 e, caricato l'uomo con un probabile trauma al bacino, lo hanno accompagnato all'ospedale di Feltre, dove sono arivati alle 19.
SOCCORSO PER UN MALORE
Scritto da Michela CanovaDurante un'escursione con le ciaspe nei pressi di malga Larieto, a metà strada dal passo Tre Croci, un uomo ha accusato un lieve malore.
L'allarme è stato lanciato verso le 15.30 e sul posto è stata inviata la motoslitta della Stazione del Soccorso alpino di Cortina. L'uomo, che era con alcune persone, è stato accompagnato fino all'ambulanza che attendeva sulla strada. Le sue condizioni sono tornate alla normalità, probabilmente si trattava di un calo di zuccheri, e si è potuto allontanare autonomamente.
VALANGA ARABBA: ALLARME RIENTRATO
Scritto da Michela CanovaE' illeso lo sciatore rimasto coinvolto dalla valanga caduta nel canale Ornella, località Pescoia, vicino alla stazione intermedia della cabinovia di forcella Europa, a circa 2.100 metri di altitudine. L'uomo, D.S., 40 anni di Livinallongo, che faceva fuori pista con un altro sciatore di Padova, ha probabilmente provocato il distacco. Dopo un salto di roccia di una decina di metri, l'uomo è stato travolto e trascinato a valle per 200 metri rimanendo sepolto. Il suo compagno ha lanciato l'allarme al Suem 118 alle 14.20. Subito è decollato l'elicottero di Pieve di Cadore, con a bordo medico rianimatore, unità cinofila e tecnico di elisoccorso, e sono state allertate le squadre del Soccorso alpino della Stazione di Livinallongo e altre unità cinofile. Purtroppo nebbia e nevischio non hanno permesso all'elicottero di atterrare nelle vicinanze. Lo sciatore rimasto estraneo alla valanga ha messo in ricezione il proprio Arva scendendo verso valle, Quasi alla fine della valanga - che aveva un fronte di circa 10 metri - ha intravisto in superficie gli airbag del sistema di galleggiamento, azionati dall'amico durante la caduta. Dopo 8 minuti è riuscito ad estrarlo. L'uomo ha raccontato di essere rimasto quasi sempre lucido, a parte appena estratto dalla neve, quando ha perso conoscenza per qualche minuto. Non si è ferito e, appena si è ripreso è stato in grado di camminare da solo - gli sci sono rimasti sotto la neve. I due sono stati raggiunti dal personale delle piste e dagli uomini del Soccorso alpino e riaccompagnati a valle. Nessun altra persona è rimasta coinvolta dalla valanga e l'allarme è, quindi, rientrato.
Tre valanghe e numerosi sciatori dispersi. Questa è l'ipotesi di emergenza che domani farà attivare oltre 60 tecnici del Soccorso alpino della 2^ Delegazione bellunese. Il Nevegal, e precisamente località Casera, è l'ultimo scenario in cui si svolgerà simulazione di intervento in valanga, la quarta dopo passo Valles, Cima Sappada e malga Ciauta. Un "superstite" della comitiva di sciatori lancerà l'allarme al 118. Verranno allertate la Stazione competente per territorio, Belluno, e quelle limitrofe, Longarone, Alpago, Feltre, Pedemontana del Grappa e Prealpi Trevigiane. Ognuna delle tre emergenze sarà affidata ad un direttore di valanga, che coordinerà le manovre affidate alle unità cinofile e ai tecnici. Alla prima ricerca veloce, binomio cane-conduttore e tecnico con Arva in ricezione, si susseguiranno le altre più complesse, alle quali prenderanno parte le diverse squadre di allineatori, spalatori, sondatori, operatori Arva e Recco, estrazione e medicazione dei feriti, fino alla bonifica finale dell'intera superficie coinvolta dall'evento. Un intervento di questo tipo, con numerosi operatori in campo, è tra i più difficili per la gestione dei tecnici e la rapidità dei tempi richiesti. In genere, l'emergenza in valanga si risolve in breve tempo, ma non sono rari casi in cui siano necessari più giorni e la massiccia presenza di volontari, come si è visto anche nei giorni scorsi a Sella Nevea. Alla simulazione prenderanno parte anche 8 unità cinofile ed i medici del Soccorso alpino.
Una valanga è caduta investendo uno sciatore fuori pista nel canale Ornella, vicino alla funicolare Europa. L'uomo è riuscito ad estrarsi dalla massa nevosa ed è illeso. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non ha potuto atterrare nelle vicinanze per la presenza di nebbia. Le squadre del Soccorso alpino di Livinallongo stanno risalendo con le unità cinofile per andargli incontro e verificare che non vi siano altre persone coinvolte. Al momento starebbe scendendo autonomamente assieme agli sciatori del servizio piste.
Roana (VI), 32-02-06
Il marcato rischio di valanghe impedisce ancora agli uomini del Soccorso alpino di proseguire le ricerche dell'anziano scomparso da martedì della scorsa settimana. L'uomo, M.T., 78 anni, di Mirano (VE), diretto sull'Altipiano, doveva essere di rientro in serata, ma non ha fatto più avere notizie di sé. La sua macchina è stata notata lunedì nel parcheggio del rifugio Verenetta, nel complesso sciistico del monte Verena. Quella sera a valle sono stati riportati la custodia di un binocolo e un borsello, rinvenuti da uno sciatore nei pressi di un punto panoramico ad oltre 2 mila metri di altitudine, le squadre del Soccorso alpino della Stazione di Asiago martedì, appena fatto chiaro, hanno cominciato le ricerche nel vallone sottostante al luogo dove si pensa possa essere precipitato l'anziano. La zona è estremamente pericolosa, per la pendenza e per i massicci accumuli di neve. Il binocolo è stato rinvenuto una cinquantina di metri più sotto, ma i soccorritori legati in due cordate sono stati investiti da una slavina e hanno dovuto interrompere l'intervento. Questa mattina attorno alle 10, appena le condizioni del tempo lo hanno permesso, l'elicottero di Verona Emergenza, con a bordo alcuni tecnici del Soccorso alpino, ha effettuato una ricognizione di 25 minuti, cercando di rinvenire qualche segno della presenza dell'uomo. Contestualmente un tecnico del Centro valanghe di Arabba ha svolto delle stratigrafie per evidenziare lo stato del manto e i conseguenti rischi. L'esito della ricerca con l'elicottero è stato negativo. Se fosse stato avvistato, alcuni tecnici sarebbero stati calati con il verricello per raggiungerlo e provvedere al recupero. E' stato anche ipotizzato il distacco artificiale della neve dalle cenge. Attualmente il pericolo per i soccorritori che dovranno sondare le parti più basse del pendio è ancora troppo elevato. Domani, se le condizioni di sicurezza saranno sufficienti, si procederà con l'intervento. il Soccorso alpino invita tutte le persone che intendano recarsi in montagna a usare estrema prudenza, perchè le nevicate di questi giorni hanno creato massicci accumuli anche in zone ritenute sicure e i distacchi spontanei sono molto frequenti. Chi pratica fuori pista è invitato, inoltre, a prendere più informazioni possibili sulle condizioni meteo e nivali dai bollettini dei centri valanghe e a dotarsi di apparecchi di sicurezza, quali Arva, pale e sonde. In caso di necessità, contattare il 118 numero unico di emergenza.
E' stato investito dalla caduta di un albero, mentre si trovava a far legna con due amici sopra Norcen, in località Valerna. Un uomo di Pedavena, R.V., 52 anni, ha sbattuto violentemente a terra più volte. Attorno alle 9.15 è scattato l'allarme. Sul posto si è recata una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Feltre. Due tecnici hanno raggiunto l'uomo circa 300 metri sotto la strada. Il ferito è stato imbarellato e condotto all'ambulanza che lo ha trasportato all'ospedale di Feltre, con probabili politraumi.
Roana (VI), 21-02-06
Sono state interrotte per la pericolosità dell'intervento le ricerche di M.T., 78 anni, di Mirano (VE), scomparso martedì scorso da casa. La macchina dell'uomo è stata ritrovata ieri nel piazzale del rifugio Verenetta, a 1.650 metri di altitudine, nel complesso sciistico del monte Verena. Da giorni proseguivano le ricerche, ma sul piazzale sono presenti sempre centinaia di autovetture e quella dell'anziano non era ancora stata notata. In serata, inoltre, sono state portate a valle la custodia di un binocolo e un borsello rinvenuti da alcuni sciatori in un punto panoramico a 2.020 metri di quota. Questa mattina alle 7 le squadre del Soccorso alpino della Stazione di Asiago sono partite per raggiungere la vetta del monte dove, nella zona nord ovest, c'è un luogo conosciuto in cui molte persone si recano per lo splendido paesaggio. Lì gli 8 tecnici hanno cominciato a preparare gli ancoraggi, malgrado continuasse a nevicare e la visibilità fosse scarsa, fissandoli sulla muratura del vecchio forte della prima guerra mondiale e preparandosi a scendere in sicurezza. Il timore di possibili valanghe, infatti, non era per niente infondato. Sotto il punto panoramico c'è una scarpata di una decina di metri e successivamente la discesa cala in un vallone ripido con diversi salti di roccia. Tre tecnici sono scesi a 5 metri di distanza, con due corde ciascuno, una per lavorare, una di sicurezza e hanno cominciato a sondare tutta la fascia, 150 metri prima di cominciare nel primo salto sottostante. Circa 50 metri più in basso è stato rinvenuto il binocolo. Verso le 14.30 però due dei tecnici in cordata sono stati investiti dalla caduta di una valanga. Fortunatamente sono rimasti illesi. Per le condizioni proibitive dell'intervento, le ricerche sono state interrotte. Riprenderanno non appena la situazione di sicurezza sarà accettabile per le operazioni del personale impegnato.
Le valanghe di questi giorni stanno dimostrando quanto la formazione dei tecnici in emergenza sia di vitale importanza. La valanga di oggi sul Faloria, ma anche quella caduta ieri a Sella Nevea, per la quale questa mattina sono intervenute due unità cinofile bellunesi, sottolinea il marcato rischio dovuto al massiccio innevamento e alle condizioni meteo. Domenica scorsa si è tenuta la terza simulazione interstazione della provincia, voluta per testare un ipotetico intervento in valanga, dove siano chiamate a cooperare decine di volontari. Nei pendii attorno a malga Ciauta, con quasi mezzo metro di neve fresca, i tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni di San Vito di Cadore - competente per territorio - Selva di Cadore, Pieve di Cadore e Cortina hanno operato per estrarre dal manto nevoso un'ipotetica comitiva di scialpinisti rimasta travolta. Il tempo ha contribuito a rendere ancora più verisimile un'emergenza in cui non sia possibile l'atterraggio dell'elicottero. Nebbia e una nevicata sono stati lo scenario ideale per testare appieno le modalità e la tempistica. Uno dei volontari si è prestato a fare da testimone e a lanciare l'allarme al Suem 118. La prima squadra di due persone, un tecnico ed un'unità cinofila, ha provevduto alla ricerca immediata con l'Arva e con il cane da valanga. Le squadre successive sono arrivate portate dalle motoslitte e si sono messe a disposizione del "direttore di valanga", il coordinatore delle forze presenti sul luogo. Lo spesso strato di neve fresca ha messo a dura prova il fiuto delle tre unità cinofile presenti, che hanno contribuito a trovare figuranti e materiali appositamente sepolti sotto la neve. Le squadre hanno poi proseguito con le linee di sondaggio, fino ad arrivare alla bonifica finale dell'intera superficie. Dopo una prima ricerca è stata simulata un'ulteriore valanga, utile ad approfondire le metodologie e a ripetere le manovre. In questi ultimi anni l'aumento del fuoripista, scialpinismo, escursioni con le racchette da neve, e della frequentazione della montagna in tutto l'arco dell'inverno aumentato gli incidenti in valanga. Se molti casi si risolvono in breve tempo, capita però che siano richiesti anche più giorni con un numero elevato di persone - vedi le due valanghe del Friuli sul monte Crostis e oggi a Sella Nevea. La ricerca in valanga, per la velocità richiesta dalle operazioni e per la complessità della gestione, è sicuramente l'intervento più difficile per i soccorritori. Alla simulazione hanno preso parte una quarantina di tecnici, compreso il personale sanitario del Soccorso alpino, tre unità cinofile e i rappresentanti della Guardia di finanza di Cortina. Domenica prossima, 26 febbraio, si svolgerà l'ultima esercitazione con oltre 60 volontari delle Stazioni di Belluno, Longarone, Feltre, Alpago, Prealpi Trevigiane e Pedemontana del Grappa.
