2009

Possagno (TV), 19-06-09
Le squadre del Soccorso alpino della Stazione della Pedemontana del Grappa stanno cercando un ospite della Casa di risposo di Possagno, U.B., 69 anni, originario di Crespano del Grappa, uscito questa mattina dalla struttura, senza più tornarvi. I soccorritori, allertati nel pomeriggio, stanno perlustrando le malghe del massiccio del Grappa, dove l'auomo era solito dirigersi. Partecipano alla ricerca anche i soccorritori delle Prealpi Trevigiane e i vigili del fuoco.
Cortina d'Ampezzo (BL), 17-06-09
Un alpinista della Val di Fassa, P.B., 49 anni, si è ferito alla caviglia all'uscita del primo spigolo della Tofana di Rozes ed è stato recuperato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'allarme è scattato poco dopo le 14 e anche una squadra del Soccorso alpino di Cortina ha raggiunto il rifugio Dibona, poichè la presenza di nebbia poteva ostacolare le operazioni. Imbarcato in hovering, l'infortunato è stato trasportato a valle e affidato ai soccorritori che lo hanno accompagnato in jeep all'ospedale di Cortina.
Belluno, 17-06-09
In seguito alle eccezionali precipitazioni nevose dei mesi scorsi, accumuli di neve persistono in modo importante su gran parte delle Dolomiti, alle quote più alte ma, in talune esposizioni, anche alle quote medie.
"Per chi si accinge ad effettuare salite alpinistiche oppure a percorrere vie ferrate, sentieri attrezzati o qualsiasi sentiero di qualsivoglia difficoltà, si consiglia di informarsi preventivamente e in modo serio sullo stato di percorribilità dei tracciati, nonché degli accessi e delle vie di ritorno, dotandosi dell’attrezzatura adeguata a percorrere in sicurezza gli itinerari scelti - premette il vicedelegato del Soccorso alpino bellunese Gianni Mezzomo - riguardo ai sentieri in genere, in molte situazioni, anche per lunghi tratti, segnavia e segnaletica varia ancora nascosti dalla spessa coltre nevosa possono rappresentare una difficoltà nell’individuare la giusta direzione da seguire o comunque dilatare i tempi di percorrenza".
Sulle vie ferrate e sui sentieri attrezzati inoltre a essere ancora sommersi possono essere proprio le funi, i pioli, i fittoni, il che può rendere difficoltosa l’autoassicurazione alle attrezzature di sicurezza.
"All’uscita delle vie di arrampicata c’è da prestare particolare attenzione al molto materiale detritico reso instabile dal movimento della neve e dall’azione di gelo e disgelo - continua Mezzomo -  per lo stesso motivo occorre evitare di sostare a lungo alla base di pareti rocciose e all’interno di canaloni. Per l’attraversamento di canali e pendii innevati poi, anche se per brevi tratti, è necessario mettere in atto le opportune manovre di sicurezza per proteggersi da scivolate accidentali."
Quindi corda, piccozza e ramponi, dovrebbero completare l’attrezzatura di quanti nelle prossime settimane vorranno frequentare le Dolomiti autonomamente o eventualmente scegliendo di farsi accompagnare dalle Guide alpine.
"Vale poi sempre il buon senso e la scelta del 'tornare indietro' e rinunciare di fronte all’imprevisto e comunque prima di mettersi in situazioni pericolose, prestando particolare attenzione a non superare i propri e gli altrui limiti, tenendo conto dell’ambiente circostante e di tutte le variabili che lo compongono". conclude Gianni Mezzomo.
Calalzo di Cadore (BL), 15-06-09
E' morta colpita da una scarica di sassi di fronte ai famigliari impotenti. Partita in mattinata con la famiglia per un'escursione alla cascata delle Pile e al rifugio Capanna degli alpini in val d'Oten, dopo l'una una giovane donna di Dolo (VE), E.B., 42 anni, era già sulla via del rientro. Camminava davanti ai parenti, tra i quali il marito e la figlioletta, lungo il sentiero a tratti attrezzato da passerelle in ferro, quando dalla parete si sono staccati dei sassi che l'hanno travolta. Subito è scattato l'allarme, ma il medico sbarcato poco dopo dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non ha potuto che constatarne il decesso, dovuto a un grave trauma alla testa. Sul posto una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Pieve di Cadore ha atteso il nulla osta per la rimozione della salma, che è stata ricomposta e trasportata in barella fino alla strada, per poi essere condotta alla cella mortuaria di Calalzo di Cadore.
Cortina d'Ampezzo (BL), 14-06-09
L'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore sta ultimando il recupero di tre giovani in difficoltà. I tre escursionisti stavano scendendo la normale di Grohmann alla Croda Rossa d'Ampezzo, quando in un canalino un sasso si é staccato dalla parete colpendo uno di loro, ma procurandogli fortunatamente solo escoriazioni. L'allarme é scattato alle 20 e l'elicottero ha imbarcato due tecnici del Soccorso alpino di Cortina per un aiuto nelle operazioni.
Cortina d'Ampezzo (BL), 14-06-09
Un'escursionista di Portogruaro (VE) A.O., 50 anni, è scivolata sul sentiero che da forcella Averau scende verso passo Giau. La donna che era assieme ai famigliari è stata soccorsa dopo le 15 dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e trasportata all'ospedale di Cortina con una probabile frattura alla caviglia.
Belluno, 14-06-09
Un'escursionista inglese sessantenne (non sono al momento note altre generalità) ha perso la vita precipitando in un canale innevato della ferrata delle Trincee, nel comune di Livinallongo del Col di Lana. La donna che stava percorrendo la via attrezzata con una comitiva è scivolata per quasi 200 metri. La salma è stata recuperata dall'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano.
Stava completando dei lavori di sistemazione al rifugio Pramperet, al confine tra Forno di Zoldo e Longarone, quando si è ferito, non distante dall'uscita della teleferica. L'uomo, E.D., 62 anni di Oderzo (TV), è stato raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha sbarcato medico e tecnico del Soccorso alpino. Dopo avergli stabilizzato la gamba per una probabile frattura, i soccorritori lo hanno imbarcato per trasportarlo all'ospedale di Belluno.
Un'alpinista di Rovereto, E.N., 35 anni, è volata per alcuni metri mentre stava scalando con un amico il diedro Casarotto, sullo Spiz Lagunaz, Taibon Agordino. I due, leggermente fuori via, stavano rientrando sul percorso corretto quando la ragazza, seconda di cordata, ha perso l'appiglio cadendo. L'amico l'ha assicurata e calata su una cengia, per poi scendere sullo zoccolo dell'attacco dove c'era copertura telefonica e chiamare i soccorsi. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino della Stazione di Agordo e poi si è avvicinato alla parete. L'infortunata è stata recuperata con un verricello, portata a valle e affidata a un'ambulanza che la ha accompagnata all'ospedale di Agordo con una sospetta rottura della caviglia.
Zoldo Alto (BL), 13-06-09
Un escursionista di Villorba (TV), A.P., 46 anni,  è stato colto da malore, mentre stava percorrendo il sentiero che conduce ai ruderi di casera Moiazza. Il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio dell'elicottero del Suem lo ha recuperato anche in questo caso con un verricello. L'uomo è quindi stato accompagnato all'ospedale di Belluno, per gli accertamenti del caso.
Cortina d'Ampezzo (BL), 13-06-09
E' caduto al rientro da una gita di scialpinismo e si è rotto un braccio. E.M., 32 anni, di Crocetta del Montello (TV), questa mattina stava scendendo con alcuni compagni dalla normale alla Tofana di Rozes, quando è avvenuto l'incidente. L'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore, allertata dai suoi amici, lo ha individuato e imbarcato utilizzando un verricello, per poi trasportarlo all'ospedale di Cortina.
Sappada (BL), 13-06-09
Era fermo in sosta al quarto tiro, quando all'improvviso è precipitato per una sessantina di metri, fermandosi più sotto in un terrazzino. E' morto per i traumi riportati, A.C., 35 anni, di Tolmezzo (UD), impegnato nella scalata della via Simone-Bea, sulla Torre dei Fiori, nel gruppo del Peralba. L'alpinista, che con due compagni di cordata aveva completato circa metà percorso,  si trovava a 130 metri di altezza rispetto alla base della parete nel momento in cui è avvenuto l'incidente, le cui cause sono in fase di accertamento. L'allarme è stato lanciato da un escursionista di passaggio - i due amici erano senza cellulare - che ha assistito alla caduta. Poichè l'eliambulanza di Pieve di Cadore era impegnata in un altro intervento, sul posto è stato inviato il Pelikan 2 di Bressanone, che ha imbarcato due tecnici del Soccorso alpino di Sappada, mentre un'altra squadra di soccorritori raggiungeva a piedi il rigugio Calvi, non distante dalla montagna. Il medico dell'equipaggio ha solamente potuto constatare il decesso dell'uomo, la cui salma, una volta ottenuto il nulla osta per la rimozione dalla magistratura, è stata ricomposta e trasportata a valle, nella cella mortuaria di Sappada. Anche i due compagni di cordata sono stati recuperati dai soccorritori che li hanno caricati a bordo del velivolo utilizzando un verricello.
Rocca Pietore (BL), 13-06-09
Precipita per una quartantina di metri e si ferisce gravemente. Un giovane alpinista originario di Bolzano, ma residente a Milano, L.O. (non è nota l'età), stava scalando la parete sud della Marmolada con un compagno. Convinti di risalire la via don Quixote, i due scalatori erano però completamente fuori dal tracciato corretto, a circa 100 metri di altezza rispetto alla base della parete, spostati a sinistra a causa delle errate relazioni sulla via trovate in internet. Dopo la sosta del primo tiro, il ragazzo ha iniziato il secondo, ma è scivolato trascinando con sé nella caduta le protezioni che aveva fissato sulla parete e si è fermato una quarantina di metri più in basso. L'amico ha chiesto aiuto al 118. Sul posto è arrivata l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore, che ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino della Stazione della val Pettorina per facilitare il recupero. Sbarcati con un verricello, i soccorritori hanno stabilizzato l'infortunato, che era cosciente seppur in gravi condizioni, e lo hanno trasportato a valle utilizzando il gancio baricentrico. L'alpinista è stato poi accompagnato all'ospedale di Belluno.
Sappada (BL), 13-06-09
Le squadre del Soccorso alpino di Sappada, con l'ausilio dell'elicottero  Pelikan 2 di Bolzano, stanno recuperando il corpo di uno scalatore precipitato dalla parete della Torre dei Fiori sopra il rifugio Calvi. A breve maggiori dettagli.
Veneto, 11-06-09
Concluso positivamente l'addestramento di Delegazione nel Buso della Rana, con oltre 60 tecnici provenienti da Veneto e Trentino Alto Adige, questo fine settimana sono in programma diversi momenti formativi e di esercitazione che coinvolgeranno diverse Stazioni del Soccorso alpino e speleologico.
Da domani, venerdì 12 giugno, a domenica, una quindicina di tecnici della Commissione nazionale speleosubacquea del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, provenienti da varie regioni d’Italia, si ritroverranno  a Ponte Subiolo a Valstagna (VI)  per uno stage formativo organizzato dalla Scuola nazionale tecnici nella grotta-risorgenza dell’Elefante Bianco,.
Questo incontro è un passo fondamentale per l’ingresso all’interno della Commissione nazionale che opera su tutto il territorio italiano e che perciò ha bisogno di un elevato standard operativo e di procedure comuni tra i suoi componenti che si trovano ad operare in un ambiente estremamente difficile.
La grotta-risorgenza dell’elefante bianco, per la sua morfologia si presta molto bene a questo tipo di attività ed inoltre è uno scenario operativo reale, visto che purtroppo molti sono stati gli interventi di soccorso speleo subacqueo effettuati in questa cavità allagata.
Negli stessi giorni una trentina di tecnici di soccorso speleologico si incontreranno nella sede comunale della Protezione Civile, in via Lovara a Castelfranco Veneto, dove è ospitato il magazzino della stazione del Veneto Orientale della 6^ Delegazione, per specializzarsi nella parte sanitaria del soccorso in ambiente ipogeo.
Il corso speleo trauma Care (STC) sarà tenuto da istruttori della Scuola nazionale medici di Soccorso speleologico e fa parte dell’iter formativo obbligatorio per mantenere la qualifica di Tecnico di soccorso speleologico.
Questo modulo formativo ha lo scopo di fornire a tutti i soccorritori le basi necessarie per affrontare le fasi di primo intervento in grotta e per la gestione sanitaria dei primissimi momenti di un incidente, in attesa dell’intervento del personale sanitario del Cnsas. Nei giorni del corso si alterneranno lezioni teoriche e prove pratiche con un test finale di valutazione per tutti i partecipanti.
Nella notte tra venerdì e sabato verrà inoltre effettuata un’esercitazione congiunta di soccorso in canyon che vedrà impegnate le due stazioni del Cnsas di Verona: quella alpina, appartenente alla 11^ delegazione Prealpi Venete e quella Speleologica, appartenente alla 6^ delegazione Veneto-Trentino Alto Adige.
Lo scenario prescelto per la simulazione di intervento sarà la famosa forra denominata “Vajo dell’Orsa” che incide profondamente il versante est del monte Baldo da Ferrara di Monte Baldo a Brentino. Questo canyon è uno dei più frequentati dell’intera regione e la sua discesa richiama ogni anno moltissimi appassionati provenienti da tutta Italia e spesso dall’estero. Per la bellezza e la varietà degli ambienti attraversati nella sua discesa è ormai uno dei classici tra gli itinerari torrentistici italiani. Per questo motivo è “sorvegliato speciale” dai tecnici del Cnsas che, oltre ad avervi effettuato numerosi interventi di soccorso, periodicamente vi effettuano prospezioni ed esercitazioni.
Lo scopo di questa esercitazione congiunta tra squadra speleologica e squadra alpina è quello di testare l’operatività della struttura in caso di intervento reale simulando la ricerca, la medicalizzazione ed recupero di un infortunato all’interno del canyon. Proprio per avvicinarsi il più possibile alle condizioni reali di intervento si opererà durante la notte, con tutte le problematiche connesse a un recupero effettuato al buio, con l’impossibilità dell'intervento dell’elisoccorso e con la conseguente necessità di far percorrere alla barella con l’infortunato un lungo tratto della forra.
Durante l’esercitazione verranno messe in atto le tecniche specialistiche elaborate proprio per gli interventi in forra e verranno utilizzati materiali appositamente studiati per i soccorsi in questo particolare ambiente, nell’ottica di una sempre maggiore integrazione tra squadre alpine e speleologiche.
Infine, è positivo il bilancio dell’esercitazione effettuata lo scorso fine settimana al Buso della Rana, a Monte di Malo, dalla 6^ delegazione speleologica del CNSAS.
È stato simulato un intervento di soccorso in una diramazione remota della cavità, che è la più estesa del Veneto con più di 20 chilometri di sviluppo ed è inoltre caratterizzata dal fatto di avere un solo ingresso, cosa che ne rende alcune parti difficilmente raggiungibili. Tra l’altro è sicuramente la grotta più frequentata tra tutte quelle della nostra regione.
All’esercitazione hanno preso parte più di 60 tecnici di soccorso speleologico che si sono alternati nel recupero dell’infortunato in due squadre che hanno operato in due tratti diversi della grotta. Le operazioni sono iniziate verso le 11 di mattina di sabato con l’ingresso di quattro coppie di “telefonisti” che hanno steso centinaia di metri di cavo telefonico per collegare il campo base posto ad ingresso grotta con il luogo di imbarellamento dell’infortunato. A seguire sono entrati gli altri tecnici e verso le 15,15 è iniziata la movimentazione della barella, dopo la medicalizzazione ed il condizionamento del ferito effettuato da un medico speleologo. Il recupero, reso più difficoltoso dall’aumento dell’acqua all’interno della cavità dovuto alle precipitazioni esterne, è proseguito per tutta la notte. Intorno alle 22 è iniziata la sostituzione progressiva dei tecnici per mantenere la continuità nel recupero della barella che ha raggiunto l’esterno alle 9,30 di domenica.
Nel complesso le operazioni sono state portate avanti positivamente dai tecnici che, nonostante le difficoltà di alcuni tratti della grotta, hanno operato sempre in sicurezza, seguendo le indicazioni dei tre sanitari che si sono susseguiti nell’assistenza all’infortunato in barella, dimostrando professionalità e capacità operativa.
Lozzo di Cadore (BL), 10-06-09
Sono rientrate dopo le 18 le squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore, allertate per individuare una persona infortunatasi su un sentiero, emergenza poi rivelatasi un falso allarme. Otto soccorritori, partiti attorno alle 12.30,  si sono suddivisi in coppie e hanno percorso i sentieri attorno al rifugio Ciareido, risalendo il sentiero attrezzato Amalio De Prà e raggiungendo forcella Marmarole e forcella San Lorenzo nel gruppo delle Marmarole. Anche l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una ricognizione dall'alto, che ha dato esito negativo. Dopo aver perlustrato una vasta area senza rinvenire alcuna traccia, le squadre sono rientrate
Longarone (BL), 09-06-09
Si è svolta ieri in serata un'esercitazione congiunta tra le Stazioni del Soccorso alpino di Belluno e Longarone, con oltre una trentina di tecnici alternati in operazioni con l'elicottero. In rapide rotazioni, l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore ha trasportato le squadre in quota, in una parete della valle del Desedan, non distante da Faè.
I soccorritori si sono cimentati in imbarchi e sbarchi in hovering, nonchè in manovre di recupero in cui viene utilizzato il verricello. L'appuntamento rientra in uno dei periodici addestramenti svolti dalla Stazioni contermini, spesso chiamate a operare assieme in numerosi interventi, fissato anche in vista del maggiore impegno richiesto nel periodo estivo.
Pieve di Cadore (BL), 07-06-09
Si è appena concluso il recupero del corpo senza vita di Giuliano De Marchi, l'alpinista bellunese scomparso venerdì durante una scialpinistica sull'Antealo e morto a causa dei gravi traumi riportati durante una caduta. Qualche minuto prima di far rientrare l'elicottero dell'Air service center, che stava coadiuvando i soccorsi nei sopralluoghi dall'alto, l'equipaggio ha individuato il corpo bloccato tra la roccia e la neve in un crepaccio del canalino Lindemann, a circa 2.400 metri di quota, sopra forcella Piccola. L'elicottero ha sbarcato i soccorritori di San Vito e Pieve di Cadore, per poi accompagnare in quota un'altra squadra. Con il timore che il cielo potesse di nuovo chiudersi, e la nebbia impedire l'avvicinamento del velivolo, dopo aver ricomposto e imbarellato la salma, i tecnici la hanno calata lungo il nevaio per circa 300 metri. In un punto più accessibile, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha potuto caricare la barella che è poi stata trasportata a valle. La salma è quindi stata affidata al carro funebre.
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