2009
ESCURSIONISTA SI ROMPE LA CAVIGLIA
Scritto da Michela Canova
Romano d'Ezzelino (VI), 10-05-09
Scendendo dal sentiero n.52 nel versante vicentino della valle di Santa Felicita, un'escursionista ha messo male il piede, procurandosi la sospetta frattura della caviglia. L'allarme è scattato attorno alle 12.30 e sul posto sono state inviate due squadre del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa e l'elicottero di Treviso emergenze. La donna, M.F., 61 anni di Sandrigo (VI), che si trovava con il marito è stata raggiunta dai soccorritori, tra i quali 2 infermieri, che le hanno prestato le prime cure. All'arrivo dell'eliambulanza, l'infortunata è stata imbarcata utilizzando un verricello di 15 metri. Trasportata a Crespano, è stata affidata all'ambulanza che l'ha accompagnata all'ospedale di Bassano.
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2009
Pedavena (BL), 05-05-09
Un pilota ungherese è rimasto sospeso con il parapendio tra gli alberi nel tentativo di evitare i fili dell'alta tensione. Partito da Levico, l'uomo non riusciva più a prendere quota sopra Croce d'Aune e ha tentato un atterraggio di fortuna, finendo però contro alcuni abeti. Sul posto è stata inviata attorno alle 14.20 una squadra di 5 tecnici del Soccorso alpino di Feltre. Quando sono arrivati sul posto, l'uomo, incolume, era riuscito a scendere autonomamente. I soccorritori lo hanno quindi aiutato a recuperare la vela, per poi accompagnarlo a Feltre.
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2009
INFORTUNIO SUL LAVORO
Scritto da Michela Canova
Ponte nelle Alpi (BL), 04-05-09
Si ferisce gravemente al piede e viene recuperato dall'elicottero. E' stato necessario l'utilizzo di un verricello di 20 metri per imbarcare F.D.A., 45 anni, di Pieve d'Alpago, dal quinto piano del cementificio di Cadola dove stava lavorando. L'operaio, che si è tagliato un piede, è stato medicato dal personale sanitario dell'eliambulanza e recuperato dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio per essere trasportato all'ospedale di Belluno.
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2009
Canazei, 01-05-09
Sono in gravissime condizioni i due giovani travolti attorno a mezzogiorno da un'immensa valanga tra Punta Penia e Punta Rocca sulla Marmolada. L'allarme è stato lanciato oggi da numerosi testimoni che hanno assistito al distacco della slavina scesa per circa mille metri con un fronte di 300. Sul posto il Soccorso alpino bellunese, con tutte le Stazioni dell'Agordino e della Valle di Zoldo, e quello trentino, 7 unità cinofile, tra Cnsas e Guardia di finanza e gli elicotteri del Suem di Pieve di Cadore e di Treviso, della Finanza e due di Trento. Inizialmente si parlava di numerose persone coinvolte e gli elicotteri hanno fatto la spola dal passo Fedaia per trasportare a monte le squadre. I due ragazzi che stavano facendo un'escursione con le ciaspe sono stati individuati da due unità cinofile sotto sessanta centimetri di neve a un paio di metri di distanza tra di loro. Estratti, sono stati trasportati in elicottero in gravissime condizioni, I.A. 30 anni di Spresiano all'ospedale di Trento, P.G., studente universitario di Portogruaro a Treviso. Al momento non risultano altre persone coinvolte.
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2009
VALANGA IN MARMOLADA
Scritto da Michela CanovaRocca Pietore (BL), 01-05-09
Le squadre del Soccorso alpino bellunese stanno intervenendo sotto Punta Penia in Marmolada in aiuto di un gruppo di scialpinisti coinvolti da una valanga. Sul posto 3 elicotteri e 4 unità cinofile da valanga.
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2009
Rocca Pietore (BL), 02-04-09
Due valanghe di grosse dimensioni si sono staccate questa notte finendo sulla strada del passo Fedaia ed è stato allertato anche il Soccorso alpino bellunese. In serata, sul versante trentino di Pian dei Fiacconi, si era svolta una gara di scialpinismo e all'una di notte i tecnici della Stazione della Val Pettorina sono stati allertati poichè uno sciatore che doveva rientrare a casa non rispondeva al cellulare, con il timore potesse essere rimasto coinvolto in auto. Dalla parte di Canazei i soccorritori trentini erano bloccati da una slavina e una squadra bellunese ha raggiunto da Rocca Pietore il passo, dove un'altra valanga aveva occupato la sede stradale. I tecnici hanno iniziato a controllare la massa di neve tenendosi in continuo contatto con i colleghi trentini, mentre dai versanti continuavano a verificarsi distacchi, fin quando attorno alle 2, l'uomo disperso è stato rintracciato e l'allarme è rientrato. I soccorritori hanno quindi atteso che alcuni amici e famigliari, sopraggiunti nel frattempo, si allontanassero senza rischi dalla zona.
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2009
Belluno, 10-04-09
E' stato ritrovato questa mattina dal Soccorso alpino il corpo senza vita di Mauro Deon, l'escursionista sepolto da una valanga sulla Pala Alta, gruppo della Schiara, il primo giorno di marzo. Si chiude oggi una vicenda dolorosa che per oltre un mese ha visto quasi quotidianamente squadre di soccorritori impegnati nella ricerca del giovane disperso. Mauro, trentasettenne di Sedico, e Gabriele Mezzacasa, coetaneo di San Gregorio nelle Alpi, erano partiti all'alba del primo marzo per risalire la parete innevata della Pala Alta (1.993 metri di altitudine), rimanendo coinvolti da una slavina già nelle prime ore della mattinata. L'allarme, lanciato nel pomeriggio da alcuni amici preoccupati per il prolungato silenzio, aveva messo in moto il Soccorso alpino, con oltre trecento soccorritori provenienti dal Bellunese e dalla Trevigiana presenti in parete il giorno stesso e nei giorni successivi, con una decina di unità cinofile e personale delle diverse forze dell'ordine. Il corpo di Gabriele era stato rinvenuto il giorno dopo, individuato dal fiuto dei cani, a circa 1.300 metri di quota. Il maltempo con ulteriori nevicate, il rischio di altri distacchi e l'imponente massa di neve ghiacciata hanno poi ostacolato le ricerche di Mauro nelle settimane successive, senza però impedire a gruppi di soccorritori di continuare a percorrere la valanga quasi ogni giorno. Il 20 marzo era stata rinvenuta la macchina fotografica di Gabriele con impresse due immagini scattate alle 9.11, una decina di minuti prima che i due amici fossero investiti dalla valanga, che permettevano di stabilire il punto del canale in cui si trovavano, tra la diretta e la normale alla cima attorno ai 1.700 metri di altezza. Questa mattina poco prima delle 9 un soccorritore ha individuato il corpo di Mauro che affiorava nella neve, a 1650 metri di altitudine, sotto un salto di roccia, dove il caldo e gli smottamenti dei blocchi di neve avevano tolto un tappo di ghiaccio. Sono stati avvertiti i carabinieri e i famigliari, mentre contestualmente il 118 inviava l'eliambulanza del Suem con a bordo il tecnico di elisoccorso e il personale medico. Altri due soccorritori della Stazione di Belluno sono poi stati elitrasportati per aiutare nelle operazioni. Ottenuto il nulla osta per la rimozione, la salma è stata ricomposta, imbarellata e recuperata utilizzando un gancio baricentrico di 25 metri. Trasportata a Pian dei Castaldi, è stata infine affidata al carro funebre.
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2009
TERREMOTO ABRUZZO: RIENTRANO I SOCCORRITORI BELLUNESI, ANCORA LI' GLI SPECIALISTI DISOSTRUTTORI
Scritto da Michela Canova
Belluno, 08-04-09
Rientreranno oggi in tarda serata le squadre del Soccorso alpino bellunese, composte da 21 tecnici, che da lunedì si trovano in Abruzzo in aiuto della popolazione colpita dal terremoto. Su indicazioni del coordinamento delle operazioni di soccorso, si è ritenuta esaurità l'attività del Soccorso alpino che ha svolto alcune operazioni con l'elicottero, come sul Gran Sasso per l'evacuazione dalla funivia di 8 turisti rimasti bloccati per guasto, oltre che il recupero di altre 3 persone rimaste al rifugio e raggiunte oggi, ma soprattutto la ricerca delle persone disperse rimaste sepolte sotto le macerie con 3 unità cinofile, che ha portato purtroppo al ritrovamento di 8 salme.
E' già stata comunicata alle autorità locali, e a quanti sovraintendono al coordinamento delle operazioni di soccorso, la disponibilità del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico a mandare ulteriori squadre per interventi specialistici, quali la bonifica ed il disgaggio di pareti rocciose, l'abbattimento di cornicioni e muri pericolanti, oltre a tutte le varie attività correlate al lavoro in fune e in altezza.
Non sarà quindi per ora necessario fare partire altre squadre di soccorritori bellunesi che, in 31, erano comunque già pronti a sostituire i primi partiti. Rimarranno ancora in Abruzzo fino a sabato 2 unità cinofile da ricerca e 4 specialisti disostruttori del Soccorso alpino speleologico VI Delegazione Veneto-Trentino Alto Adige.
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2009
Belluno, 06-04-09
Avranno come destinazione la frazione di Coppito (AQ) le squadre del Soccorso alpino bellunese che si preparano a partire nel primo pomeriggio, in aiuto alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto nella notte. Su richiesta della Protezione civile di Roma e del Soccorso alpino nazionale, in 19 hanno dato la propria disponibilità, mentre altri sono in preallerta. Tra i soccorritori, 3 unità cinofile da ricerca di superficie, un infermiere e un tecnico di elisoccorso, autonomi per attrezzatura tecnica e sanitaria. La partenza è fissata alle 14.45.
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2009
Falcade (BL), 03-04-09
Torna domani a passo Valles la Cnsas Ski Alp, la staffetta di sci alpinismo riservata ai volontari del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Una ventina le squadre composte da tre sciatori che parteciperanno alla seconda edizione della manifestazione, appartenenti alle Stazioni di tutta la Delegazione bellunese e alle Stazioni di Val di Fiemme e Moena. Il ritrovo è fissato alle 8, con partenza alle 9. Ogni concorrente dovrà completare l'intero percorso, salita, tratto con i ramponi e discesa, ed effettuare il cambio con il compagno di squadra successivo, con il passaggio obbligatorio del testimone. Verranno valutati i tempi complessivi delle tre prestazioni e premiate le prime 5 migliori squadre maschili e le prime tre femminili. In seguito alle recenti nevicate, il percorso è stato leggermente modificato perchè il tracciato rispondesse alle nuove condizioni di sicurezza. I partecipanti dovranno portare d'obbligo Arva, sonda, pala e casco. Partenza e arrivo sono fissati a Passo Valles e le premiazioni avverranno alle 14. La squadra vincitrice della scorsa edizione? I padroni di casa della Stazione della Val Biois, organizzatori dell'evento.
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2009
Verona, 28-03-09
Si sono appena concluse a Trento le verifiche per l'accertamento dell'idoneità tecnica al mestiere di fochino che hanno visto tra i partecipanti anche soccorritori della VI Delegazione del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico Veneto - Trentino Alto Adige. La VI Delegazione può così aggiungere ai suoi tecnici altri 4 fochini che vanno a unirsi a quelli formati in precedenza, portando così a 10 il numero degli specialisti in disostruzione. Da anni la VI Delegazione speleologica è impegnata a migliorare la preparazione dei suoi tecnici, come ad esempio gli speleosubacquei e più recentemente i disostruttori. A loro spetta il delicato compito di "aprire la via" negli stretti cunicoli presenti in grotta, qualora la barella con un ferito non riuscisse a passare. Un'operazione molto impegnativa che ai pericoli dell'ambiente ipogeo somma anche i rischi dovuti all'utilizzo di materiali esplosivi. L'impegno per incrementare la preparazione e l'operatività dei soccorritori, che si dedicano con spirito di sacrificio a questo tipo di interventi, continuerà anche in futuro.
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2009
Puos d'Alpago (BL), 23-03-09
Stava trasportando del materiale sulla motocarriola quando, per cause da accertare, il mezzo si è rovesciato schiacciandolo contro un albero. L'incidente con probabilità è successo in mattinata mentre l'uomo, R.C., 71 anni, di Puos d'Alpago, era diretto a una stalla sopra i boschi di Cornei. L'allarme al 118 è arrivato attorno alle 15 dai parenti, che lo hanno rinvenuto privo di vita dopo che la moglie, preoccupata per il mancato rientro all'ora di pranzo, aveva chiesto loro di andare a controllare. Sul posto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago e i carabinieri. Purtroppo il medico dell'equipaggio ha solamente potuto constatarne il decesso. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata ricomposta e trasportata dai soccorritori in barella dal sentiero fino alla strada, per essere affidata al carro funebre.
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2009
Perarolo di Cadore (BL), 21-03-09
Una corriera che percorreva la statale 51 di Alemagna in direzione di Belluno è finita fuori strada andando a incastrarsi tra il viadotto e la scarpata. Una quindicina i feriti. Sulla dinamica dell'incidente, accaduto attorno alle 16, faranno luce le forze dell'ordine. Di fatto la corriera si trovava all'uscita della galleria di Macchietto, tra Macchietto e Rivalgo, quando ha sfondato il guardrail. Sul posto le squadre del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, Longarone e Centro Cadore. Molti contusi, altri con traumi di diversa entità, uno con una grave frattura alla gamba, sono stati accompagnati agli ospedali di Pieve di Cadore e Belluno con le ambulanze. L'elicottero del Suem ha trasportato un ferito a Conegliano.
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2009
PONTE SUBIOLO, AFFISSO CARTELLO SOTT'ACQUA PER INVITARE ALLA PRUDENZA I SUB
Scritto da Michela Canova
Valstagna (VI), 21-03-09
Ha avuto luogo oggi l’apposizione del cartello ammonitore sulla parete sommersa del laghetto in località Ponte Subiolo, da cui si origina la cavità subacquea denominata “grotta dell’elefante bianco” . La cerimonia, cui hanno preso parte la prefettura di Vicenza, il Comune di Valstagna, la VI delegazione del Soccorso speleologico del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), sommozzatori dei carabinieri, Vigili del fuoco del gruppo sommozzatori di Vicenza, oltre a rappresentanti della polizia di Stato, della Guardia di finanza e del Corpo forestale dello Stato, si è svolta questa mattina alle 11 e ha visto tecnici speleo subacquei del Cnsas congiuntamente a sommozzatori dei carabinieri e dei Vigili immergersi nel laghetto di Ponte Subiolo per apporre un cartello che invita alla prudenza i frequentatori delle cavità sommerse.
Già in precedenza un cartello con i comportamenti da tenere in sicurezza e le modalità per segnalare le proprie immersioni era stato posto sulla strada dove si affaccia il sentiero che conduce al lago. Si attendeva solamente la diminuzione della portata dell'acqua per questo secondo intervento, il cui obiettivo è creare i presupposti affinché non abbiano più a ripetersi i tragici eventi verificatisi anche nel recente passato.
La VI delegazione speleologica del Cnsas già da diverso tempo ha profuso energie, con investimenti in risorse umane ed economiche, per rispondere efficacemente a emergenze in grotte allagate o subacquee presenti nel territorio veneto con importanti e significativi siti, dei quali il laghetto di Ponte Subiolo è uno dei principali.
Chiunque sia interessato a fare attività speleo subacquea nella cavità di Ponte Subiolo è tenuto a darne comunicazione preventiva via Fax al numero 0424 99983.
Il servizio è gestito dalla Federazione speleologica veneta.
Ha avuto luogo oggi l’apposizione del cartello ammonitore sulla parete sommersa del laghetto in località Ponte Subiolo, da cui si origina la cavità subacquea denominata “grotta dell’elefante bianco” . La cerimonia, cui hanno preso parte la prefettura di Vicenza, il Comune di Valstagna, la VI delegazione del Soccorso speleologico del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), sommozzatori dei carabinieri, Vigili del fuoco del gruppo sommozzatori di Vicenza, oltre a rappresentanti della polizia di Stato, della Guardia di finanza e del Corpo forestale dello Stato, si è svolta questa mattina alle 11 e ha visto tecnici speleo subacquei del Cnsas congiuntamente a sommozzatori dei carabinieri e dei Vigili immergersi nel laghetto di Ponte Subiolo per apporre un cartello che invita alla prudenza i frequentatori delle cavità sommerse.
Già in precedenza un cartello con i comportamenti da tenere in sicurezza e le modalità per segnalare le proprie immersioni era stato posto sulla strada dove si affaccia il sentiero che conduce al lago. Si attendeva solamente la diminuzione della portata dell'acqua per questo secondo intervento, il cui obiettivo è creare i presupposti affinché non abbiano più a ripetersi i tragici eventi verificatisi anche nel recente passato.
La VI delegazione speleologica del Cnsas già da diverso tempo ha profuso energie, con investimenti in risorse umane ed economiche, per rispondere efficacemente a emergenze in grotte allagate o subacquee presenti nel territorio veneto con importanti e significativi siti, dei quali il laghetto di Ponte Subiolo è uno dei principali.
Chiunque sia interessato a fare attività speleo subacquea nella cavità di Ponte Subiolo è tenuto a darne comunicazione preventiva via Fax al numero 0424 99983.
Il servizio è gestito dalla Federazione speleologica veneta.
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2009
Belluno, 20-03-09
Sono proseguite quasi ogni giorno le ricerche di Mauro Deon, 37 anni di Sedico, l'escursionista disperso dallo scorso primo marzo, quando una valanga caduta sulla Pala Alta investì lui e l'amico Gabriele Mezzacasa, coetaneo di San Gregorio nelle Alpi, il cui corpo senza vita fu invece rinvenuto la mattina seguente dalle squadre del Soccorso alpino bellunese sepolto nella neve. L'elevato rischio di ulteritori distacchi, che ha impedito nel corso delle settimane l'impiego di decine di soccorritori per non mettere a rischio la loro stessa incolumità dopo i primi due giorni di ricerca, non ha però fermato il Soccorso alpino. Nei giorni successivi gruppi di 3-4 soccorritori, seguendo tutte le norme di sicurezza, si sono alternati sulla parete per monitorare la valanga e cercare di ritrovare tracce dell'uomo. Sulla slavina si è depositato altrettanto materiale e sono ancora numerosi i cornicioni pronti a mollare in quota. Sui nuovi cumuli, su cui sono cadute anche piante e sassi trasportati dalla violenza della neve, sono stati rintracciati alcuni oggetti (guanti, una piccozza) tutti appartenenti a Gabriele Mezzacasa. Anche oggi alle 5.30 una squadra è salita sulla Pala Alta e i soccorritori hanno ritrovato una macchina fotografica, anch'essa dell'escursionista di San Gregorio. Memorizzate due fotografie, scattate alle 9.11, una decina di minuti prima della caduta della valanga. Un'immagine del canale che stavano risalendo mostra che si trovavano a circa 1.700 metri di quota, tra la via diretta e la normale alla cima (1.993 metri di altitudine), e si stavano muovendo sopra una valanga già consolidata. Quella che li ha investiti è partita con molta probabilità sopra di loro. Tutti gli oggetti sono stati restituiti ai famigliari.
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2009
Rocca Pietore (BL), 17-03-09
Nessuno sciatore è rimasto coinvolto dall'imponente valanga staccatasi dal versante del monte Padon (e non Marmolada come scritto in precedenza) e caduta sulla pista che da Forcella Europa porta al passo Fedaia. Il distacco è avvenuto dopo le 16 e la slavina aveva un fronte di una quarantina di metri per 150 circa di lunghezza. Sul posto, dopo aver ricevuto l'allarme da alcuni testimoni, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e le squadre del Soccorso alpino della Val Pettorina, allertando quelle di Alleghe. I soccorritori, con 3 unità cinofile, hanno effettuato la ricerca con Arva e Recco sulla superficie della valanga che, dopo aver attraversato la pista, si è fermata poco più sotto. Successivamente l'area è stata sondata e bonificata, escludendo la presenza di persone.
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2009
