2009

Auronzo di Cadore (BL), 03-03-09
E' stata un'esercitazione molto complessa quella che domenica mattina a Misurina ha visto impegnati una cinquantina di soccorritori delle Stazioni di Auronzo di Cadore, Centro Cadore, Sappada e Val Comelico, con 3 unità cinofile da ricerca in valanga. Lo scenario predisposto per l'addestramento interstazione contemplava infatti molte delle problematiche che si verificano nella più complessa emergenza in montagna: il salvataggio delle persone coinvolte dalla caduta di slavine. I tecnici hanno messo in atto le procedure che prendono il via dall'allarme al 118. Se le condizioni meteo permettono il decollo dell'eliambulanza, i primi a intervenire sono i membri dell'equipaggio, ovvero medico rianimatore, tecnico del Soccorso alpino e unità cinofila da valanga. In successione arriveranno sul luogo della valanga le squadre allertate, Stazione di competenza territoriale e Stazioni contermini a seconda dell'entità dell'evento e delle persone coinvolte.
Dalla ricerca con l'Arva, al sondaggio (più veloce all'inizio, dato il tempo limitato, e di precisione poi), all'individuazione dei dispersi, tutte le manovre sono state provate dalle squadre, guidate da due coordinatori. Il personale medico ha poi illustrato i passaggi dell'estrazione dalla neve e di primo soccorso. L'individuazione di manichini e figuranti dotati di Arva è stata veloce. Più difficile, come accade nella realtà, è stato il rinvenimento dei dispersi privi del dispositivo di autosoccorso. Quando chi rimane sepolto non indossa l'Arva, i soccorritori devono contare sull'abilità dei propri cani. La profondità della valanga e il progressivo 'inquinamento' della superficie sono alcuni degli ostacoli maggiori per le unità cinofile, oltre alla stanchezza.
Il Soccorso alpino invita alla massima prudenza chiunque si appresti ad affrontare escursioni e sciate fuori pista in zone rischiose e ricorda che tutti, anche chi si muove con le ciaspe, dovrebbero essere dotati di Arva, pala e sonde.
Belluno, 02-03-09
Le ultime squadre del Soccorso alpino hanno lasciato la Pala Alta, nel gruppo della Schiara, con il buio, senza purtroppo aver trovato ancora traccia di Mauro Deon, 37 anni di Sedico, l'escursionista rimasto coinvolto da una valanga ieri assieme all'amico Gabriele Mezzacasa, coetaneo di San Gregorio nelle Alpi, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto questa mattina dalle unità cinofile bellunesi. La macchina dei soccorsi è già pronta a ripartire domani alle 7, con il ritrovo al Centro mobile di coordinamento a Pian dei Castaldi, non distante dalla partenza del sentiero scelto dai due uomini per risalire fino alla cima con picche e ramponi.
Oggi sono stati un'ottantina i tecnici che si sono alternati sul ripido versante, provenienti da tutta la provincia, con 9 unità cinofile e una squadra dei Vigili del fuoco, presenti anche i carabinieri. Domani ne arriveranno altrettanti, con altre 3 unità cinofile. Gabriele Mezzacasa è stato individuato dal fiuto dei cani a circa 1.300 metri di quota, nascosto sotto 50 centimetri di neve sul bordo della valanga. Il suo zaino era invece una ventina di metri più in basso, dalla parte opposta. Dopo il suo rinvenimento le ricerche si sono concentrate nella parte bassa della slavina e nelle zone primarie, dove si sono formati gli accumuli o dove gli oggetti possono aver trovato un ostacolo che li fermi, ma nessun ulteriore indizio è emerso.
Sono state delimitate le zone di sondaggio e l'elicottero dei Servizi forestali regionali, quando nel pomeriggio si è aperto un varco nella nebbia, è riuscito a portare in quota l'attrezzatura (per realizzare una sorta di scivolo per togliere la neve in alcuni punti di indagine) e un'unità cinofila.
Nel pomeriggio un testimone ha raccontato che ieri alle 9 si trovava nella chiesetta di San Giorgio, proprio sotto la partenza del sentiero, e che attorno alle 9.20 ha sentito il rumore della valanga. A quell'ora i due amici, partiti molto presto, potevano trovarsi in alto e indossavano già i ramponi, trovati ai piedi dell'escursionista.
Domani le ricerche si concentreranno in alcuni punti indicati dai cani e sarà verificata anche la parte alta della valanga, con l'aiuto dell'elicottero se le condizioni meteo lo permetteranno. La valanga è scesa per circa 500 metri e in alcuni punti è profonda anche 7. Nella parte alta rimangono ancora zone cariche di neve e rischiose.
Sedico (BL), 02-03-09
Lo hanno individuato i cani delle unità cinofile del Soccorso alpino bellunese coperto da mezzo metro di  blocchi neve. Il corpo di  G.M, 37 anni di Seren del Grappa (BL) era al margine di una grande valanga staccatasi centinaia di metri più a monte sulla Pala Alta, nel gruppo della Schiara, al confine tra i comuni di Belluno e Sedico. Ancora nessuna traccia del compagno di escursione, M.D., 37 anni, di Sedico (BL). I due amici erano partiti ieri mattina all'alba con l'intenzione di raggiungere la vetta della montagna. Attrezzati con ciaspole, ramponi, piccozze e corde avevano raggiunto Pian dei Castaldi, dove la loro macchina è tuttora parcheggiata, per poi proseguire a piedi lungo la mulattiera e dopo attaccare la parete innevata. D'estate un sentiero per escursionisti esperti traccia una ripida serpentina, d'inverno si risale lungo uno dei numerosi canali. Ieri i due uomini avevano detto a un gruppo di amici che sarebbero rientrati alle 14, ma poi non hanno mai risposto alle ripetute chiamate e uno dei cellulari risultava libero. Attorno alle 16 è scattato l'allarme e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una prima ricognizione e sbarcato il tecnico del Soccorso alpino di turno, per poi trasportare in vetta altri soccorritori della Stazione di Belluno. Le ricerche sono proseguite fino alle 21.30 ed è stata rinvenuta una ciaspola. Questa mattina alle 7 sono riprese con una cinquantina di soccorritori di Belluno, Longarone, Alpago, Feltre, Agordo. I due escursionisti non avevano con sé l'Arva, quindi è stato fondamentale l'intervento delle 6 unità cinofile da valanga. Passate da poco le 9, uno dei cani ha marcato una zona a lato della valanga, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita, a circa 1300 metri di quota. Il corpo recuperato e trasportato in barella fino a valle è stato affidato al carro funebre. I soccorritori, cui nel pomeriggio si aggiungeranno nuove forze, stanno continuando le ricerche dell'altro uomo, sondando la superficie della valanga che in alcuni punti è alta anche 6 metri. Sulle dinamiche dell'incidente al momento non c'è chiarezza. E' possibile che la massa di neve sia caduta da un punto sopra di loro o che siano stati gli escursionisti stessi a innescarla. Sicuramente dai diversi canali si sono concentrate più slavine di blocchi gelati in un singolo cono che è arrivato fino nel bosco. Una di queste li ha trascinati a valle per centinaia di metri.
Valdobbiadene (TV), 01-03-09
Al termine di una gita di scialpinismo in località Pianezze, una giovane sciatrice non è più stata in grado di proseguire per la stanchezza. Dal momento che la strada non era distante, gli amici le hanno detto di avvicinarsi da sola, mentre loro avrebbero recuperato l'automobile per andarle incontro. Nel frattempo però si è alzata la nebbia e la giovane ha chiesto aiuto al 118, perchè temeva di essersi persa. Una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane, capito dove poteva trovarsi, è partita con il fuoristrada. Fortunatamente gli amici della giovane l'hanno poi individuata e la squadra arrivata sul posto è così rientrata.
Solagna (VI), 01-03-09
Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è intervenuta nel pomeriggio in aiuto di un giovane che aveva smarrito la strada corretta durante un'escursione. Allertati dai carabinieri di Solagna, i soccorritori si sono messi in contatto con il ragazzo e hanno capito che si era diretto verso il Finestron, anzichè prendere per località Lepre come voleva. Le indicazioni telefoniche sono però bastate a indirizzare il giovane che è riuscito a trovare la via per tornare e l'allarme è rientrato.
Belluno, 01-03-09
Una quindicina di tecnici del Soccorso alpino di Belluno, competente per territorio, Longarone e Feltre stanno continuando le ricerche dei due uomini bellunesi non rientrati da un'escursione sulla Pala Alta. Le squadre, allertate nel pomeriggio dal 118 dopo una telefonata da parte di amici preoccupati dal prolungato silenzio, stanno risalendo i ripidi canali innevati prossimi alla normale alla cima. Sulla montagna sono cadute diverse valanghe e i soccorritori andranno avanti fin quando il rischio non sarà troppo elevato per la loro stessa sicurezza. Se non dovessero avere riscontri, riprenderanno alle prime luci dell'alba.
Alano di Piave (BL), 01-03-09
E' rotolato per circa 250 metri dopo essere scivolato sul sentiero ghiacciato e si è procurato un politrauma dovuto agli urti con il terreno. L'incidente è avvenuto attorno alle 14.40 mentre C.C., 54 anni, di Romano d'Ezzelino (VI), stava percorrendo con altre 3 persone il sentiero che conduce a malga Val Dumela. L'uomo, che non calzava ramponi, è scivolato sul suolo gelato ed è rotolato a valle. Allertato il 118, sul posto  sono stati inviati l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Feltre. L'infortunato è stato recuperato dall'eliambulanza e trasportato all'ospedale di Belluno. I soccorritori sono andati incontro ai compagni dell'uomo lungo il sentiero 845 che scende a Schievenin e, una volta raggiunti, li hanno riaccompagnati al parcheggio delle macchine dove sono arrivati alle 18.
Roana (VI), 28-02-09
Una squadra del Soccorso alpino di Asiago ha recuperato il corpo di un uomo che si è lanciato dal ponte di Roana. L'intervento, richiesto attorno a mezzogiorno, ha visto i soccorritori scendere a valle lungo un sentiero ghiacciato per poi risalire una trentina di metri il ripido versante fino a raggiungere il corpo senza vita dell'uomo, 56 anni, di Trebaseleghe (PD), morto quasi sicuramente sul colpo a causa dei traumi riportati dopo il volo di circa 50 metri. Ricomposta la salma, la squadra la ha imbarellata e portata sulla strada con l'aiuto dell'autoscala dei vigili del fuoco, per affidarla ai carabinieri e al carro funebre.
Dobbiaco (BZ), 25-02-09
E' stato travolto da una valanga sulla vetta del Corno Fano, sopra la valle di San Silvestro, e trascinato a valle per centinaia di metri. La massa di neve non ha lasciato scampo a uno scialpinista italiano (probabilmente di Bolzano, ma non sono note le generalità) che con la compagna aveva risalito il monte fino alla croce attorno a mezzogiorno. Da un rifugio sottostante uno sciatore li ha visti assieme sulla vetta, si è girato per un istante e ha sentito un forte rumore. Subito dopo la valanga, 60 di metri di fronte per oltre un chilometro di sviluppo, era già caduta. Scattato l'allarme, sul posto sono arrivati gli elicotteri dell'Aiut Alpin Dolomites e del Suem di Pieve di Cadore che hanno sbarcato l'equipaggio a monte e a valle della slavina per cominciare la ricerca. Il personale medico, i due tecnici del Soccorso alpino a bordo e le due unità cinofile hanno subito iniziato a muoversi con l'Arva, che ha presto intercettato il segnale del dispositivo indossato dall'uomo. I soccorritori hanno scavato per recuperare lo scialpinista, bloccato sotto quasi due metri di neve. Estratto dalla morsa gelata, a nulla purtroppo sono valse le manovre di rianimazione tentate dai medici, che hanno solo potuto constatarne il decesso forse dovuto anche ai traumi riportati. La compagna dello scialpinista, non coinvolta dal distacco, aveva inziato a scendere lungo la valanga in cerca dell'uomo. E' stata recuperata da un elicottero e trasportata all'ospedale. I velivoli, cui poi si è aggiunto anche il Pelikan, hanno portato a monte i tecnici del Soccorso alpino della Stazione di Dobbiaco. Sul posto sono stati interrogati i numerosi testimoni per assicurarsi non ci fossero altre persone coinvolte.
Caltrano (VI), 23-02-09
Sono partiti per un giro con gli sci di fondo, ma arrivato nei pressi di malga Serona non sono stati più in grado di muoversi, spossati dalla fatica, dopo aver sbagliato un paio di volte itinerario. Attorno alle 15, due sciatori vicentini, A.R., 29 anni, di Schiavon (VI), lui, e S.M., 29 anni, di Arcugnano (VI), lei, hanno quindi chiesto aiuto. Due tecnici del Soccorso alpino di Asiago li hanno raggiunti con le motoslitte per poi riaccompagnarli alla loro macchina alla partenza delle piste a monte Corno.
Cortina d'Ampezzo (BL), 23-02-09
Mancava poco per raggiungere il fondovalle, quando è caduta procurandosi una sospetta distorsione al ginocchio. Si è infortunata scendendo dal Lagazuoi una scialpinista di Treviso, E.B., 53 anni, che  aveva risalito oggi il monte con le pelli di foca assieme a un'altra persona. Alle 13.30 è stato allertato il 118 che ha inviato sul luogo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Atterrati sotto le Torri di Falzarego, il personale sanitario e il tecnico del Soccorso alpino a bordo hanno raggiunto la donna. Dopo averle stabilizzato la gamba, la hanno imbarellata e imbarcata, per trasportarla all'ospedale di Cortina.
Tambre (BL), 23-02-09
Un giovane atleta partecipante agli europei di scialpinismo che si si svolgono in Alpago si è probabilmente rotto la caviglia cadendo durante la discesa da Cima delle Vacche. Il ragazzo, P.S.M., 18 anni, di Barcellona, è subito stato aiutato dai tecnici del Soccorso alpino e dal medico che prestano assistenza alla gara e che hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza di Pieve di Cadore attorno alle 11.30. L'infortunato è stato imbarellato e recuperato dall'elicottero utilizzando un verricello di 5 metri, per poi essere trasportato fino alla piazzola dove attendeva l'ambulanza per accompagnarlo all'ospedale di Belluno.
Ferrara di Monte Baldo (VR), 23-02-09
Partiti ieri nel pomeriggio con l'intenzione di effettuare un'escursione lungo il 'giro delle malghe' sul monte Baldo, marito e moglie di Mantova arrivati in località Novezzina si sono separati, perchè la donna, preoccupata dal sentiero ghiacciato, non voleva proseguire e l'uomo ha deciso di continuare da solo. Non vedendolo rientrare, allarmata dal fatto che indossasse un paio di pedule senza ramponi e un pile leggero, la moglie ha chiesto l'intervento delle squadre del Soccorso alpino attorno alle 19.30. Fissata la base al rifugio Cedron, una quindicina di tecnici del Soccorso alpino della Stazione di Verona, temendo potesse essere scivolato, si è distribuita lungo il percorso, completandolo nei due sensi, visitando le malghe e i rifugi e cercando lungo i sentieri laterali fino alle 4.30 di oggi. L'escursionista aveva con sé il cellulare, ma la zona non ha copertura telefonica, e da una testimonianza era stato visto l'ultima volta nei presssi di malga Cerbiolo. Dopo una pausa di due ore per riposarsi, alle 6.30 le squadre hanno ripreso la perlustrazione, aspettando alle 8 il supporto dell'elicottero di Verona Emergenza per un sopralluogo dall'alto. Quando l'elicottero è arrivato, l'uomo D.M., 50 anni, di Marmirolo (MN), è riuscito a telefonare, dicendo che dopo una notte all'addiaccio, al riparo di una malga, era sceso verso Avio e la val d'Adige. L'allarme è quindi rientrato.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 22-02-09
Una coppia di scialpinisti di Padova si è trovata in difficoltà, scendendo dal Piz Boè verso Arabba. Saliti dal passo Pordoi in funivia e poi con le pelli di foca, marito e moglie, M.L., 51 anni, e L.V., 48 anni, hanno iniziato a scendere verso valle, quando a circa 2.600 metri di quota hanno trovato dei salti di roccia che hanno impedito loro di proseguire. Per non rischiare ulteriormente, attorno alle 13.30 hanno chiesto aiuto al 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. La coppia, individuata e imbarcata in hovering dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, è stata trasportata fino al Bec de Roces.
Domegge di Cadore (BL),16-02-09
La Stazione del Centro Cadore cerca giovani che vogliano entrare a far parte della grande squadra del Soccorso alpino. E' un invito a farsi avanti quello lanciato dai soccorritori cadorini ed è rivolto ai tantissimi ragazzi appassionati di montagna, affinchè possano avvicinarsi a questa organizzazione radicata sul territorio. Il Centro Cadore conta oggi una quindicina di volontari, oltre ai soccorritori 'storici'', che operano nei comuni di Domegge, Lozzo, Vigo e Lorenzago di Cadore. Gli interventi sono i più svariati, dalle emergenze in parete, alla ricerca di persone disperse, all'aiuto dato alle famiglie in difficoltà, non da ultimo spalando la neve dai tetti. Il ricambio generazionale si fa sentire ed è per questo che la Stazione si fa avanti per cercare nuova forza, consapevole dei tanti giovani appassionati e conoscitori delle loro montagne, capaci di arrampicare e sciare (non occorre essere dei campioni) e con la voglia di dare una mano agli altri. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare il sito della Stazione www.soccorsoalpinocentrocadore.org.
Crespano del Grappa (TV), 15-02-09
Il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, con medico e infermieri, è stato impegnato per tutta la giornata in numerosi interventi. Ambulanza e auto medica sono state allertate per aiutare un uomo caduto con il parapendio sul Col del Puppolo, a circa 900 metri di altitudine, e che fortunatamente ha riportato solo contusioni. I soccorritori sono poi stati chiamati per una seconda vela precipitata poco distante e finita su un albero. In questo caso si è trattato di un falso allarme, in quanto il parapendio si trovava lì già da tempo. Nel pomeriggio l'ambulanza di Crespano è stata poi mandata in località Lepre dove si era rovesciata una motoslitta, ma lungo la strada i soccorritori si sono dovuti fermare per aiutare un uomo feritosi gravemente alla testa dopo essere uscito di strada con l'automobile. Sia l'automobilista che il guidatore della motoslitta sono stati trasportati all'ospedale di Bassano.
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