2009
VALANGA SULLA PISTA IN MARMOLADA
Scritto da Michela Canova
Rocca Pietore (BL), 17-03-09
Una valanga di grosse dimensioni si è staccata dopo le 16 dal versante della Marmolada, finendo sulla pista sottostante. Sul posto le squadre del Soccorso alpino della Val Pettorina, 3 unità cinofile da valanga e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. I soccorritori stanno sondando la vasta superficie, ma si esclude la presenza di persone coinvolte.
Pubblicato in
2009
Seren del Grappa (BL), 14-03-09
E' scivolato per alcuni metri sul percorso ghiacciato che stava seguendo nella zona di forcella Alta, tra la valle di Schievenin e Seren del Grappa, procurandosi la sospetta frattura di una gamba. L'incidente è successo nel primo pomeriggio quando D.S., 46 anni, di Spresiano (TV), stava effettuando un'escursione da solo. Lui stesso ha lanciato l'allarme al 118, che ha inviato in suo aiuto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Dopo aver imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Feltre, per indirizzare l'equipaggio e di supporto nelle operazioni di recupero, l'elicottero ha individuato l'infortunato che è stato caricato a bordo utilizzando un verricello di 20 metri. L'uomo è quindi stato trasportato all'ospedale di Feltre.
Pubblicato in
2009
SCIATORE FINISCE IN UN TORRENTE
Scritto da Michela Canova
Rocca Pietore (BL), 14-03-09
Uno sciatore di La Spezia, D.T., 49 anni, è finito nel torrente Pettorina, ferendosi a una gamba. Con un compagno stava scendendo le gole dei Serrai di Sottoguda quando è caduto in acqua tra le rocce. L'allarme è scattato attorno alle 11.40 e sul luogo dell'incidente sono stati inviati l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina. Data la conformazione del luogo, l'infortunato, dopo essere stato stabilizzato, è stato recuperato con un verricello di 80 metri. Trasportato sulla strada, è stato poi accompagnato in ambulanza all'ospedale di Agordo con una sospetta frattura.
Pubblicato in
2009
Zoppè di Cadore (BL), 13-03-09
Una squadra del Soccorso alpino di Longarone e Valle di Zoldo ha liberato il tetto della chiesa di Zoppè di Cadore dai tre metri di neve ancora presenti. Questa mattina, a partire dalle 8, i soccorritori hanno spalato oltre 300 quintali di neve, dopo essersi calati sul tetto dal campanile. Per completare l'intervento, portato a termine su richiesta della Provincia, si sono serviti anche di una piattaforma mobile.
Pubblicato in
2009
Belluno, 11-03-09
Di seguito riportiamo la relazione del dirigente dell'Arpav Anselmo Cagnati che sabato scorso ha effettuato un sopralluogo sulla Pala Alta con il capostazione del Soccorso alpino di Belluno. Nei giorni successivi i soccorritori sono tornati più volte sulla montagna per monitorare la valanga che il primo marzo ha investito due escursionisti, uno trovato morto, l'altro ancora disperso. Successivi distacchi hanno ricoperto di materiale la superficie dove si sono svolte le ricerche e sulla vetta si sono formati ampi cornicioni di neve portata dal vento di questi giorni. Le squadre del Soccorso alpino continuano tuttora a perlustrare la valanga, conformemente alle norme di sicurezza.
In allegato alcune immagini scattate domenica.
A seguito del sopralluogo effettuato sabato 7 marzo congiuntamente al Tecnico del Cnsas sulla valanga che ha causanto l'incidente della Pala Alta, si trasmettono le risultanze dell'indagine:
1.La zona di distacco della valanga, molto vasta e complessa, è costituita da una serie di pendii erbosi/rocciosi disposti a franappoggio. Questi pendii, in caso di distacchi parziali, fanno confluire le masse nevose in una serie di canali secondari che confluiscono poi a loro volta in quello principale.
2.La zona di accumulo della valanga non è ben definita e circoscritta ma si estende anche lungo gran parte del percorso (anche nei canali
secondari) determinando una potenziale zona delle ricerche molto vasta e complessa.
3.Trattandosi di un percorso in gran parte incanalato, le operazioni di
ricerca effettuate sui depositi parziali o sul deposito principale
costituiscono,in linea generale, un serio pericolo, in quanto tutte le
masse nevose che si staccano vengono incanalate lungo le probabili zone di ricerca subendo un'accelerazione a causa della ridotta sezione del canale stesso; un'azione di monitoraggio dal basso e la predisposizione di vie di fuga appare alquanto problematica causa la complessità morfologica della zona.
4.Nella zona di distacco sono ancora presenti ingenti quantità di neve (in alcuni settori gli spessori possono essere stimati da 1,5 a 2 m); alcuni pendii che costituiscono la zona di distacco non hanno ancora scaricato, sono inoltre evidenti segni di instabilità quali slittamenti parziali sui pendii erbosi e fratture nel manto nevoso; lo spartiacque che delimita a monte la vasta zona di distacco presenta inoltre cornici (anche se poco pronunciate) e accumuli da vento.
5.Sono da attendersi sul sito ulteriori distacchi parziali che saranno più probabili e di dimensioni maggiori in caso di ulteriorI precipitazioni nevose e/o piovose e importanti rialzi termici accompagnati dal soleggiamento diretto del sito; tuttavia, anche in assenza di dette condizioni meteorologiche critiche, si potranno avere distacchi parziali generalmente di piccola entità con qualsiasi altra condizione a causa degli accumuli da vento presenti nella zona di distacco; in considerazione della stagione,i distacchi saranno più probabili nelle ore diurne.
IL DIRIGENTE DELL'U.O.NEVE E VALANGHE
Dr Anselmo Cagnati
Pubblicato in
2009
Asiago (VI), 09-03-09
E' stato ritrovato senza vita l'escursionista vicentino (al momento non si conoscono le generalità) uscito per un giro con le ciaspole sabato mattina e mai più rientrato. I soccorritori ne hanno rinvenuto il corpo sotto una slavina e si sta attendendo il nulla osta dalla magistratura per la rimozione della salma. L'uomo era partito per una camminata verso la val Galmarara e Cima 12, dopo aver lasciato la propria macchina sulla strada statale. Ieri sera è scattato l'allarme per il suo mancato rientro attorno alle 20, quando i famigliari assenti in questi giorni non lo hanno trovato a casa. Le squadre del Soccorso alpino di Asiago hanno fatto una prima perlustrazione della vallata ieri notte, per poi riprendere le ricerche alle prime luci del giorno, con l'ausilio dell'eliambulanza di Verona Emergenza che ha effettuato un sopralluogo dall'alto. Le squadre si sono concentrate sulle numerose slavine cadute dai pendii ed è in una di queste che è stato individuato il corpo. Sul posto anche il Corpo forestale dello Stato e le unità cinofile da valanga.
Pubblicato in
2009
SI CERCA UN UOMO IN VAL GALMARARA
Scritto da Michela Canova
Asiago (VI), 09-03-09
Le squadre del Soccorso alpino di Asiago stanno cercando un escursionista di Rotzo (VI), partito probabilmente già sabato per un giro da val Galmarara verso Cima 12 e mai più rientrato. L'allarme è scattato ieri sera verso le 20 e i soccorritori hanno fatto un primo sopralluogo, purtroppo senza esito positivo, all'interno della valle (la macchina è stata trovata parcheggiata in zona) alzandosi in quota con le motoslitte. Le tracce sono numerose, perchè l'area è molto frequentata, così come sono numerose le slavine cadute dai pendii. Questa mattina le ricerche sono ripartite. Anche l'elicottero di Verona emergenza farà un sopralluogo dall'alto.
Pubblicato in
2009
Livinallongo del Col di Lana (BL), 07-03-09
Facendo fuori pista sul versante di Porta Vescovo, padre e figlio dodicenne, israeliani, sono rimasti bloccati sopra un salto di roccia di una trentina di metri, senza più essere in grado di tornare indietro. Hanno iniziato a gridare chiedendo aiuto e sono stati sentiti da alcune persone che hanno allertato il Soccorso alpino di Livinallongo attorno alle 16. Tre soccorritori hanno raggiunto i due. Allestiti gli ancoraggi, hanno recuperato il ragazzo con le corde, dopo averlo assicurato, facendolo salire verso l'alto e il padre calandolo lungo il salto. Entrambi gli sciatori sono poi stati accompagnati a valle.
Pubblicato in
2009
SITUAZIONE VALANGHE NEL BELLUNESE
Scritto da Michela Canova
Belluno, 07-03-09
E' stato ricoverato all'ospedale con un trauma cranico, A.S., 41 anni, di Venezia, rimasto coinvolto da una valanga durante un fuoripista sul Faloria a Cortina d'Ampezzo. Altri due uomini, A.B., 45 anni, di Padova, e A.R., 29 anni, di Pordenone, hanno riportato alcune contusioni. Non si conosce ancora la dinamica che ha messo in moto la slavina passate le 14. Dei due sciatori rimasti investiti, uno è riuscito a uscire da solo, l'altro, che indossava l'Arva ed è stato sommerso. Individuato dai compagni è stato estratto da loro, mentre sul posto arrivava l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites e la Stazione del Soccorso alpino di Cortina partiva per raggiungerli. I due infortunati più lievi sono stati trasportati all'ospedale di Cortina, il terzo a Belluno. I due sciatori illesi sono scesi a valle autonomamente.
Questa mattina attorno alle 9.30, invece, una ragazza che stava sciando sulla pista del Padon, nel versante che dà sulla Marmolada, ha visto un gruppetto che faceva fuoripista tagliare un pendio da cui è partita una valanga di piccole dimensioni che è finita sulla pista. Una volta allertato, il Soccorso alpino della Val Pettorina ha raggiunto il distacco. Anche l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato un sopralluogo ed è stata esclusa la presenza di coinvolti.
Il Soccorso alpino ricorda a chi fa fuoripista l'elevato pericolo legato alle straordinarie condizioni della neve, invita alla massima prudenza e a non avventurarsi in luoghi esposti al rischio.
Pubblicato in
2009
Cortina d'Ampezzo (BL), 07-03-09
Stavano facendo fuoripista in cinque sul Faloria, quando si è staccata una valanga che ha coinvolto due di loro. Fortunatamente uno è riuscito a tenersi fuori dalla massa, mentre il compagno rimasto sepolto, che indossava l'Arva, è stato individuato dal gruppo e estratto dalla neve. Ferito, è stato imbarcato sull'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites e trasportato all'ospedale di Cortina. Gli altri sciatori stanno per essere trasportati a valle perchè il posto è ancora a rischio distacchi. L'intera Stazione del Soccorso alpino di Cortina era pronta a partire.
Pubblicato in
2009
VALANGA SUL FALORIA
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 07-03-09
Le squadre del Soccorso alpino di Cortina stanno intervenendo per una valanga caduta sul Faloria. Dalle prime informazioni sembra vi siano due persone coinvolte. Sul posto l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites.
Pubblicato in
2009
Belluno, 07-03-09
A una settimana dalla caduta della valanga sulla Pala Alta, nel gruppo della Schiara, che ha coinvolto due escursionisti, uno trovato morto, l'altro tuttora disperso, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è finalmente riuscito a sorvolare la montagna per sincerarsi della situazione di rischio e dell'ampiezza dell'evento. Fino ad oggi, infatti, il maltempo non aveva concesso neanche una tregua. A bordo del velivolo un responsabile dell'Arpav e il capostazione del Soccorso alpino di Belluno, mentre altri soccorritori monitoravano la parte bassa del versante. Dalla ricognizione è emerso il permanere dell'altissima condizione di rischio nell'intera zona. Ogni canale rivolto a sud sta scaricando e in quota ci sono fratture anche di una sessantina di metri pronte a cedere. Cinquanta centimetri di neve fresca si sono aggiunti con le ultime nevicate e sugli accumuli già presenti si è rovesciato nuovo materiale. Le ricerche riprenderanno non appena il rischio per l'incolumità stessa dei soccorritori sarà cessato. Da qui in avanti personale del Soccorso alpino sarà presente in ogni caso sulla Pala Alta per controllare l'evoluzione delle condizioni del manto, in modo conforme alle norme di sicurezza.
Pubblicato in
2009
Livinallongo del Col di Lana (BL), 05-03-09
Una valanga di una quarantina di metri di fronte per altrettanti di lunghezza si è staccata poco prima delle 19 dal versante sopra la strada che porta alla frazione di Ornella, a Livinallongo, e ha invaso la carreggiata. A dare l'allarme un passante che se l'è trovata di fronte. Subito è stata allertata la Stazione del Soccorso alpino di Livinallongo e sul posto sono arrivati una decina di tecnici più l'unità cinofila. Il timore era che, da poco terminato il rosario nella chiesa poco distante, potesse essere rimasto coinvolto qualcuno durante il rientro. Dopo la ricerca dell'unità cinofila, che ha dato esito negativo, i soccorritori hanno sondato l'intera superficie ed escluso la presenza di persone. Nei punti di accumulo la valanga era alta fino a due metri e mezzo.
Pubblicato in
2009
Perarolo di Cadore (BL), 05-03-09
Scappati dall'abitazione del proprietario, due cani sono finiti su un costone di roccia non distante dall'abitato di Macchietto. Allarmati dal loro continuo abbaiare, alcuni operai dell'Anas hanno chiesto aiuto. Sul posto, a partire dalle 11, una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore e Longarone, vigili del fuoco e Polizia provinciale hanno provato a lungo ad avvicinarli per il recupero. A ogni tentativo però i cani scappavano. Attorno alle 14 è stato deciso di interrompere l'intervento.
Pubblicato in
2009
RISCHIO TROPPO ALTO PER I SOCCORRITORI, INTERROTTE LE RICERCHE DEL DISPERSO
Scritto da Michela Canova
Belluno (BL), 03-03-09
Sono state fatte rientrare tutte le squadre del Soccorso alpino impegnate nella ricerca dell'escursionista disperso sulla Pala Alta: troppo elevato il rischio di ulteriori distacchi e il pericolo per l'incolumità stessa dei soccorritori. Le condizioni climatiche infatti, elevata unidità, pioggia, caldo, hanno aumentato l'instabilità dei versanti che in quota sono carichi di neve e il bollettino di Arabba porta a 4 il grado di pericolo valanghe. Il Soccorso alpino alle 13 si è dovuto fermare, senza purtroppo rinvenire segno di Mauro Deon, il trentasettenne di Sedico, investito domenica da una valanga con l'amico Gabriele Mezzacasa, il cui corpo senza vita è stato estratto ieri mattina dalla morsa di ghiaccio. La conformazione della parete, con diversi canali che vanno a confluire a imbuto in quello in cui si sono svolti i sondaggi in questi due giorni, non garantisce misure di sicurezza sufficienti e distacchi di notevoli dimensioni sono ancora possibili. A partire dalle 7.30, oltre 60 soccorritori sono tornati sulla Pala Alta, nel canale del Gresal, dove è passata la valanga e dove è stata rinvenuta la salma di Gabriele. La presenza di nebbia e nevischio non ha permesso l'intervento dell'elicottero che avrebbe potuto dare informazioni più precise sull'estensione della valanga che è passata in diversi canali lungo 600 metri di dislivello. Nei punti primari, i tecnici hanno scavato togliendo quasi 50 metri cubi di neve, fatta cadere a valle su scivoli lunghi decine di metri. Sei unità cinofile si sono mosse anche nella porzione più alta, marcando alcuni punti dove si sono concentrate le ricerche. Una squadra è salita fino alla parte più alta della montagna e ha individuato le tracce del possibile passaggio degli escursionisti. Dalle impronte dei ramponi, si è potuto ipotizzare, anche se non c'è la certezza assoluta, che dalla diretta alla cima (1.933 metri) attorno ai 1.600 metri abbiano cercato di raggiungere la nomale. Una persona si è poi spinta leggermente più avanti, per poi rientrare. Non sono apparentemente andati oltre quella quota lungo quell'itinerario. Resta il dubbio su cosa sia successo dopo e sulle modalità del travolgimento, avvenuto tra la diretta e la normale alla cima, nè se il distacco originatosi quasi sotto la vetta sia stato provocato dal loro passaggio o si sia verificato autonomamente. Da lì, la gigantesca massa si è distribuita su due canali principali che conflusicono poi ad imbuto in quello più grande dove, a 1.350 metri circa, è stato rinvenuto il corpo. Due tecnici sono poi arrivati in vetta e hanno verificato la presenza di notevoli quantità di neve ancora incombente. Non appena il rischio diminuirà, le ricerche riprenderanno. Oggi erano presenti tecnici del Soccorso alpino di tutta la Delegazione bellunese, una squadra della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco e i carabinieri. Erano inoltre presenti 6 unità cinofile di Soccorso alpino, Guardia di finanza e Servizi forestali regionali.
Sono state fatte rientrare tutte le squadre del Soccorso alpino impegnate nella ricerca dell'escursionista disperso sulla Pala Alta: troppo elevato il rischio di ulteriori distacchi e il pericolo per l'incolumità stessa dei soccorritori. Le condizioni climatiche infatti, elevata unidità, pioggia, caldo, hanno aumentato l'instabilità dei versanti che in quota sono carichi di neve e il bollettino di Arabba porta a 4 il grado di pericolo valanghe. Il Soccorso alpino alle 13 si è dovuto fermare, senza purtroppo rinvenire segno di Mauro Deon, il trentasettenne di Sedico, investito domenica da una valanga con l'amico Gabriele Mezzacasa, il cui corpo senza vita è stato estratto ieri mattina dalla morsa di ghiaccio. La conformazione della parete, con diversi canali che vanno a confluire a imbuto in quello in cui si sono svolti i sondaggi in questi due giorni, non garantisce misure di sicurezza sufficienti e distacchi di notevoli dimensioni sono ancora possibili. A partire dalle 7.30, oltre 60 soccorritori sono tornati sulla Pala Alta, nel canale del Gresal, dove è passata la valanga e dove è stata rinvenuta la salma di Gabriele. La presenza di nebbia e nevischio non ha permesso l'intervento dell'elicottero che avrebbe potuto dare informazioni più precise sull'estensione della valanga che è passata in diversi canali lungo 600 metri di dislivello. Nei punti primari, i tecnici hanno scavato togliendo quasi 50 metri cubi di neve, fatta cadere a valle su scivoli lunghi decine di metri. Sei unità cinofile si sono mosse anche nella porzione più alta, marcando alcuni punti dove si sono concentrate le ricerche. Una squadra è salita fino alla parte più alta della montagna e ha individuato le tracce del possibile passaggio degli escursionisti. Dalle impronte dei ramponi, si è potuto ipotizzare, anche se non c'è la certezza assoluta, che dalla diretta alla cima (1.933 metri) attorno ai 1.600 metri abbiano cercato di raggiungere la nomale. Una persona si è poi spinta leggermente più avanti, per poi rientrare. Non sono apparentemente andati oltre quella quota lungo quell'itinerario. Resta il dubbio su cosa sia successo dopo e sulle modalità del travolgimento, avvenuto tra la diretta e la normale alla cima, nè se il distacco originatosi quasi sotto la vetta sia stato provocato dal loro passaggio o si sia verificato autonomamente. Da lì, la gigantesca massa si è distribuita su due canali principali che conflusicono poi ad imbuto in quello più grande dove, a 1.350 metri circa, è stato rinvenuto il corpo. Due tecnici sono poi arrivati in vetta e hanno verificato la presenza di notevoli quantità di neve ancora incombente. Non appena il rischio diminuirà, le ricerche riprenderanno. Oggi erano presenti tecnici del Soccorso alpino di tutta la Delegazione bellunese, una squadra della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco e i carabinieri. Erano inoltre presenti 6 unità cinofile di Soccorso alpino, Guardia di finanza e Servizi forestali regionali.
Pubblicato in
2009
Belluno, 03-03-09
Sono ripartite questa mattina alle 7 le ricerche di Mauro Deon, 37 anni di Sedico, coinvolto domenica da una valanga durante un'escursione sulla Pala Alta con l'amico coetaneo di San Gregorio nelle Alpi Gabriele Mezzacasa, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto ieri mattina dalle unità cinofile del Soccorso alpino bellunese. Una sessantina di soccorritori provenienti da tutta la provincia e dalle due stazioni trevigiane, con tre unità cinofile, e con una squadra della Guardia di finanza, sono tornate sull'imponente valanga staccatasi molto probabilmente già nella mattina di domenica, sul versante della montagna al confine tra i comuni di Sedico e Belluno. Il campo base è fissato a Pian dei Castaldi (Sedico), dove si trovano anche i carabinieri. Al momento non sono state ancora rinvenute tracce dell'uomo scomparso.
Pubblicato in
2009
