2011
RICERCA IN CORSO A SCHIEVENIN
Scritto da Michela Canova
Quero (BL), 06-11-11
Le squadre del Soccorso alpino stanno cercando un uomo sui quarant'anni scomparso ieri in valle di Schievenin. Frequentatore della palestra di roccia che si trova in fondo alla valle, l'uomo ieri aveva incontrato un amico e a gli aveva detto che avrebbe fatto una passeggiata nei paraggi. Quando oggi ha trovato il suo furgoncino ancora parcheggiato nello stesso punto, l'amico si è preoccupato e con un gruppo di persone ha iniziato a cercarlo, per poi lanciare l'allarme al 118. Sul posto stanno operando il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino e le Stazioni di Feltre, Prealpi Trevigiane e Pedemontana del Grappa. Presenti anche vigili del fuoco e volontari di Protezione civile.
Le squadre del Soccorso alpino stanno cercando un uomo sui quarant'anni scomparso ieri in valle di Schievenin. Frequentatore della palestra di roccia che si trova in fondo alla valle, l'uomo ieri aveva incontrato un amico e a gli aveva detto che avrebbe fatto una passeggiata nei paraggi. Quando oggi ha trovato il suo furgoncino ancora parcheggiato nello stesso punto, l'amico si è preoccupato e con un gruppo di persone ha iniziato a cercarlo, per poi lanciare l'allarme al 118. Sul posto stanno operando il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino e le Stazioni di Feltre, Prealpi Trevigiane e Pedemontana del Grappa. Presenti anche vigili del fuoco e volontari di Protezione civile.
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2011
RICERCA IN CORSO
Scritto da Michela Canova
Quero (BL), 06-11-11
Il Soccorso alpino di Feltre ha avviato le ricerche di un ragazzo, di cui non si hanno più notizie, da quando ieri è uscito di casa per una passeggiata. Il suo furgone è stato rinvenuto parcheggiato in valle di Schievenin dagli amici che lo stavano cercando e da lì i soccorritori inizieranno la perlustrazione della vallata.
Il Soccorso alpino di Feltre ha avviato le ricerche di un ragazzo, di cui non si hanno più notizie, da quando ieri è uscito di casa per una passeggiata. Il suo furgone è stato rinvenuto parcheggiato in valle di Schievenin dagli amici che lo stavano cercando e da lì i soccorritori inizieranno la perlustrazione della vallata.
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2011
In previsione della stagione invernale, quando le unità cinofile da valanga del Soccorso alpino inizieranno i turni nella base del Suem di Pieve di Cadore, si è svolto ieri l'addestramento semestrale per testare le manovre di avvicinamento, imbarco, trasporto e sbarco con l'elicottero. Centro delle operazioni l'aeroporto di Belluno. Presenti 18 unità cinofile della Delegazione Dolomiti Bellunesi (ne mancava solo una) e 4 della Guardia di finanza, deputate alla ricerca di superficie, in valanga e macerie. Dopo un riepilogo teorico con pilota e tecnico aeronautico sui comportamenti da tenere in prossimità del velivolo, tutti i conduttori e i loro cani si sono susseguiti nella prova pratica, verificando anche lo sbarco e il trasporto con il verricello. Hanno preso parte all'addestramento anche le unità cinofile brevettate durante gli ultimi corsi nazionali, ovvero Christian De Girardi con Baloo della Stazione della Val Pettorina (con entrambi i brevetti da valanga e ricerca di superficie), Manlio Fontanive e Zar della Stazione di Agordo (ricerca in valanga), Gianbattista Soppelsa e Lilly della Stazione di Agordo (ricerca di superficie). Le unità cinofile di Delegazione rivolgono un sentito ringraziamento a Giesse Gestione sinistri che ha finanziato l'acquisto delle nuove divise.
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2011
RITROVATO RAGAZZO SCOMPARSO
Scritto da Michela Canova
Asiago (VI), 25-10-11
È stato ritrovato e sta bene Nicola, il ventunenne di Forlì scomparso ieri dalla casa di vacanza in Valgiardino dove si trovava da alcuni giorni con i famigliari. Lo ha incrociato sulla strada, in località Malga Galmararetta, un passante in macchina che lo ha riconosciuto e gli ha dato un passaggio fino alla caserma dei carabinieri, che lo hanno riaccompagnato dai genitori alla Casa di Sant'Antonio, luogo in cui era stato fissato il campo base delle ricerche. Il ragazzo ha passato la notte all'addiaccio, ma sta bene. Le squadre del Soccorso alpino di Asiago sono quindi rientrate.
È stato ritrovato e sta bene Nicola, il ventunenne di Forlì scomparso ieri dalla casa di vacanza in Valgiardino dove si trovava da alcuni giorni con i famigliari. Lo ha incrociato sulla strada, in località Malga Galmararetta, un passante in macchina che lo ha riconosciuto e gli ha dato un passaggio fino alla caserma dei carabinieri, che lo hanno riaccompagnato dai genitori alla Casa di Sant'Antonio, luogo in cui era stato fissato il campo base delle ricerche. Il ragazzo ha passato la notte all'addiaccio, ma sta bene. Le squadre del Soccorso alpino di Asiago sono quindi rientrate.
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2011
Asiago (VI), 25-10-11
Sono ancora senza esito le ricerche del ventunenne di Forlì, scomparso ieri dal luogo di vacanza dove si trovava con la famiglia e conoscenti. Nicola si è allontanato ieri nel tardo pomeriggio dalla Casa di Sant'Antonio, in Valgiardini, senza più far rientro. I genitori, preoccupati per la prolungata assenza, ne hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri che, attorno alle 20.30 hanno chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Asiago. Nella notte i soccorritori hanno a lungo perlustrato le strade forestali e i prati circostanti la zona, senza rinvenire traccia del ragazzo. Stamane la ricerca è continuata e alle squadre sono state affidate diverse aree da percorrere. Ancora però ancora non si è fatta luce sulla sparizione del giovane che, al momento di uscire di casa, indossava jeans, giacca marrone, un foulard e scarpe bianche. Nicola è di media statura e ha capelli scuri lunghetti. Sul posto anche un'unità cinofila da traccia del Soccorso alpino che sta tentando di risalire al percorso fatto dal giovane. Chiunque avesse sue notizie è pregato di mettersi in contatto con i carabinieri di Asiago. Se il giovane non dovesse essere rintracciato, il Soccorso alpino riprenderà le ricerche domattina.
Presenti anche agenti della Forestale, vigili del fuoco e carabinieri.
Sono ancora senza esito le ricerche del ventunenne di Forlì, scomparso ieri dal luogo di vacanza dove si trovava con la famiglia e conoscenti. Nicola si è allontanato ieri nel tardo pomeriggio dalla Casa di Sant'Antonio, in Valgiardini, senza più far rientro. I genitori, preoccupati per la prolungata assenza, ne hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri che, attorno alle 20.30 hanno chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Asiago. Nella notte i soccorritori hanno a lungo perlustrato le strade forestali e i prati circostanti la zona, senza rinvenire traccia del ragazzo. Stamane la ricerca è continuata e alle squadre sono state affidate diverse aree da percorrere. Ancora però ancora non si è fatta luce sulla sparizione del giovane che, al momento di uscire di casa, indossava jeans, giacca marrone, un foulard e scarpe bianche. Nicola è di media statura e ha capelli scuri lunghetti. Sul posto anche un'unità cinofila da traccia del Soccorso alpino che sta tentando di risalire al percorso fatto dal giovane. Chiunque avesse sue notizie è pregato di mettersi in contatto con i carabinieri di Asiago. Se il giovane non dovesse essere rintracciato, il Soccorso alpino riprenderà le ricerche domattina.
Presenti anche agenti della Forestale, vigili del fuoco e carabinieri.
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2011
Belluno, 25-10-11
Dopo due anni e mezzo di preparazione con gli istruttori della polizia ticinese, la scorsa settimana a Stresa (Vb) si è svolto il meeting internazionale dei cani Bloodhound inscritti alla Nbas, National bloodhound association switzerland, e in questa occasione le due unità cinofile da traccia del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi sono state 'promosse', conquistando il loro primo brevetto. I conduttori Danilo Fersuoch, della Stazione del Soccorso alpino della Val Pettorina, e Matteo Tabacchi, della Stazione di Pieve di Cadore, hanno conseguito il primo brevetto per l'operatività con i rispettivi cani Magoo e Rufus. Durante la settimana sotto la guida di istruttori statunitensi è stata valutata la preparazione raggiunta dalle due unità cinofile, alternando le prove di ricerca tra scenari ambientati sia nel centro urbano che nei boschi vicini.
Venerdì si è infine svolta la prova definitiva, sotto il controllo del responsabile americano e del presidente del Nbas, dove i conduttori, dopo aver lasciato alla sorte la scelta della pista finale, a turno hanno portato a termine con successo la ricerca dei figuranti, nascosti diverse ore prima.
In previsione per le due unità cinofile altri due brevetti, con test più complessi per il riconoscimento delle persone e per elevate distanze di ricerca.
Dopo due anni e mezzo di preparazione con gli istruttori della polizia ticinese, la scorsa settimana a Stresa (Vb) si è svolto il meeting internazionale dei cani Bloodhound inscritti alla Nbas, National bloodhound association switzerland, e in questa occasione le due unità cinofile da traccia del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi sono state 'promosse', conquistando il loro primo brevetto. I conduttori Danilo Fersuoch, della Stazione del Soccorso alpino della Val Pettorina, e Matteo Tabacchi, della Stazione di Pieve di Cadore, hanno conseguito il primo brevetto per l'operatività con i rispettivi cani Magoo e Rufus. Durante la settimana sotto la guida di istruttori statunitensi è stata valutata la preparazione raggiunta dalle due unità cinofile, alternando le prove di ricerca tra scenari ambientati sia nel centro urbano che nei boschi vicini.
Venerdì si è infine svolta la prova definitiva, sotto il controllo del responsabile americano e del presidente del Nbas, dove i conduttori, dopo aver lasciato alla sorte la scelta della pista finale, a turno hanno portato a termine con successo la ricerca dei figuranti, nascosti diverse ore prima.
In previsione per le due unità cinofile altri due brevetti, con test più complessi per il riconoscimento delle persone e per elevate distanze di ricerca.
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2011
RICERCA IN CORSO AD ASIAGO
Scritto da Michela Canova
Asiago (VI), 25-10-11
Le squadre del Soccorso alpino di Asiago stanno cercando da ieri sera un ragazzo, N.S., 21 anni di Forlì, allontanatosi dalla propria casa di vacanza nel pomeriggio e mai più rientrato. Allertati dai carabinieri ieri verso le 21, dopo che i famigliari, preoccupati per la prolungata assenza, hanno segnalato la sua scomparsa, i soccorritori si sono concentrati sulla zona vicina alle Case di Sant'Antonio, sopra l'aeroporto di Asiago, da dove il giovane è uscito, percorrendo in macchina le strade forestali e a piedi i prati e i sentieri limitrofi fino a notte inoltrata. Questa mattina alle prime luci le ricerche sono riprese, delimitando cinque aree da perlustrare attorno alla zona. Presenti anche forestali, vigili del fuoco, carabinieri.
Le squadre del Soccorso alpino di Asiago stanno cercando da ieri sera un ragazzo, N.S., 21 anni di Forlì, allontanatosi dalla propria casa di vacanza nel pomeriggio e mai più rientrato. Allertati dai carabinieri ieri verso le 21, dopo che i famigliari, preoccupati per la prolungata assenza, hanno segnalato la sua scomparsa, i soccorritori si sono concentrati sulla zona vicina alle Case di Sant'Antonio, sopra l'aeroporto di Asiago, da dove il giovane è uscito, percorrendo in macchina le strade forestali e a piedi i prati e i sentieri limitrofi fino a notte inoltrata. Questa mattina alle prime luci le ricerche sono riprese, delimitando cinque aree da perlustrare attorno alla zona. Presenti anche forestali, vigili del fuoco, carabinieri.
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2011
Vigo di Cadore (BL), 19-10-11
Trasporto e sbarco in elicottero e calate con la barella dalla parete di una montagna sono alcune delle manovre al centro dell'esercitazione che ha coinvolto, lo scorso fine settimana, i soccorritori della Stazione del Centro Cadore. A partire dalla mattina di domenica, e per gran parte del pomeriggio, gli uomini del Soccorso alpino si sono alternati nelle varie fasi operative, simulando un intervento di recupero in quota sulla parete sud del monte Brentoni, nell'omonimo gruppo. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo una fase teorica di ripasso delle tecniche di avvicinamento, imbarco e sbarco, ha trasportato le squadre a circa 2.500 metri di quota, per sbarcarne alcune in hovering e altre utilizzando il verricello. Dalla vetta i soccorritori hanno poi calato la barella con l'ipotetico ferito con ancoraggi a più riprese, fino a raggiungere la base e la via del rientro. L'esercitazione rientrava nei periodici addestramenti di Stazione, nonchè in una delle verifiche triennali cui gli operatori si sottopongono per testare la loro preparazione e le diverse manovre di emergenza. Impegnati nell'addestramento una ventina di tecnici, compresi alcuni 'ospiti' della Stazione di Forni di Sopra.
Trasporto e sbarco in elicottero e calate con la barella dalla parete di una montagna sono alcune delle manovre al centro dell'esercitazione che ha coinvolto, lo scorso fine settimana, i soccorritori della Stazione del Centro Cadore. A partire dalla mattina di domenica, e per gran parte del pomeriggio, gli uomini del Soccorso alpino si sono alternati nelle varie fasi operative, simulando un intervento di recupero in quota sulla parete sud del monte Brentoni, nell'omonimo gruppo. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo una fase teorica di ripasso delle tecniche di avvicinamento, imbarco e sbarco, ha trasportato le squadre a circa 2.500 metri di quota, per sbarcarne alcune in hovering e altre utilizzando il verricello. Dalla vetta i soccorritori hanno poi calato la barella con l'ipotetico ferito con ancoraggi a più riprese, fino a raggiungere la base e la via del rientro. L'esercitazione rientrava nei periodici addestramenti di Stazione, nonchè in una delle verifiche triennali cui gli operatori si sottopongono per testare la loro preparazione e le diverse manovre di emergenza. Impegnati nell'addestramento una ventina di tecnici, compresi alcuni 'ospiti' della Stazione di Forni di Sopra.
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2011
Verona, 12-10-11
La Stazione del Soccorso alpino di Verona compie 40 anni e li festeggerà il fine settimana del 21 e 22 ottobre. Due giorni per celebrare quattro decenni di attività per i soccorritori a tutela dei residenti e degli ospiti che, numerosi, da sempre frequentano la montagna veronese.
Il primo appuntamento è per venerdì 21 ottobre, alle 21, a Palazzo della Gran Guardia, per seguire la tavola rotonda, con proiezioni di filmati, sul tema "Passione in sicurezza". All'incontro, moderato da Mario Puliero, prenderanno parte Maurizio Giordani, alpinista di fama internazionale, Piergiorgio Baldracco, presidente nazionale del Cnsas, Umberto Martini, presidente nazionale del Cai, e Marco Vignola, responsabile della Stazione del Soccorso alpino di Verona.
Il secondo appuntamento è invece in programma sabato 22 ottobre, con una manifestazione organizzata dai soccorritori in Piazza delle Erbe a partire dalle 15.30. I cittadini e gli organi di informazione sono invitati a partecipare.
La Stazione del Soccorso alpino di Verona compie 40 anni e li festeggerà il fine settimana del 21 e 22 ottobre. Due giorni per celebrare quattro decenni di attività per i soccorritori a tutela dei residenti e degli ospiti che, numerosi, da sempre frequentano la montagna veronese.
Il primo appuntamento è per venerdì 21 ottobre, alle 21, a Palazzo della Gran Guardia, per seguire la tavola rotonda, con proiezioni di filmati, sul tema "Passione in sicurezza". All'incontro, moderato da Mario Puliero, prenderanno parte Maurizio Giordani, alpinista di fama internazionale, Piergiorgio Baldracco, presidente nazionale del Cnsas, Umberto Martini, presidente nazionale del Cai, e Marco Vignola, responsabile della Stazione del Soccorso alpino di Verona.
Il secondo appuntamento è invece in programma sabato 22 ottobre, con una manifestazione organizzata dai soccorritori in Piazza delle Erbe a partire dalle 15.30. I cittadini e gli organi di informazione sono invitati a partecipare.
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2011
PRECIPITA CON IL PARAPENDIO
Scritto da Michela Canova
Pieve d'Alpago (BL), 11-10-11
Decollata con il parapendio dal monte Dolada, una pilota russa, N.L., 36 anni, è precipitata per una ventina di metri, dopo aver perso il controllo della vela, ed è finita tra la vegetazione sottostante. L'allarme è stato lanciato al 118 da uno dei suoi compagni poco prima delle 16. Sul posto una decina di tecnici del Soccorso alpino dell'Alpago e l'elicottero di Trento, poichè quelli del Suem di Pieve di Cadore e Treviso erano impegnati. La donna è stata raggiunta dai soccorritori e dal medico dell'equipaggio cinquanta metri circa sotto il punto di decollo. Dopo le prime cure, è stata imbarellata e trasportata a spalle tra gli alberi fino all'elicottero, che attendeva più sopra. Imbarcata, è stata poi trasportata all'ospedale di Treviso, con una sospetta frattura alla gamba e un probabile trauma alla schiena.
Decollata con il parapendio dal monte Dolada, una pilota russa, N.L., 36 anni, è precipitata per una ventina di metri, dopo aver perso il controllo della vela, ed è finita tra la vegetazione sottostante. L'allarme è stato lanciato al 118 da uno dei suoi compagni poco prima delle 16. Sul posto una decina di tecnici del Soccorso alpino dell'Alpago e l'elicottero di Trento, poichè quelli del Suem di Pieve di Cadore e Treviso erano impegnati. La donna è stata raggiunta dai soccorritori e dal medico dell'equipaggio cinquanta metri circa sotto il punto di decollo. Dopo le prime cure, è stata imbarellata e trasportata a spalle tra gli alberi fino all'elicottero, che attendeva più sopra. Imbarcata, è stata poi trasportata all'ospedale di Treviso, con una sospetta frattura alla gamba e un probabile trauma alla schiena.
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2011
Cison di Valmarino (TV), 06-10-11
È precipitato per alcuni metri tra le rocce di un dirupo e ha perso la vita per i traumi riportati D.B., 64 anni, di Cison di Valmarino (TV), uscito ieri per una passeggiata, come di consueto, e mai più rientrato. Il corpo è stato individuato da una delle unità cinofile che partecipavano alla ricerca, in fondo a un salto di roccia di che costeggia un sentiero tra il bosco delle Penne Mozze e il capitello di San Gaetano. L'allarme per la scomparsa dell'uomo era scattato ieri in serata, quando i famigliari, dopo averlo atteso invano, ne avevano segnalato la scomparsa ai carabinieri. Poco prima delle 23 era quindi stato richiesto l'intervento delle squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane. I sopralluoghi dei soccorritori, partiti subito, sono proseguiti tra la campagna e i boschi soprastanti fino alle 3 di notte, interrotti per qualche ora di riposo e ripresi alle 7 di questa mattina. La perlustrazione è stata inizialmente concentrata nell'area indicata dalle celle telefoniche che per ultime avevano captato il cellulare di D.B., per poi allargare nuovamente il campo d'indagine a una zona più vasta. Una volta ricomposta, la salma è stata recuperata dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio dell'elicottero di Treviso emergenza, utilizzando un verricello di una quindicina di metri, per essere elitrasportata a valle e affidata al carro funebre. Una sessantina le persone coinvolte nella ricerca, che si è conclusa nel primo pomeriggio con il triste epilogo. Sul posto le Stazioni del Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane e Pedemontana del Grappa, volontari di Protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri e 13 unità cinofile.
È precipitato per alcuni metri tra le rocce di un dirupo e ha perso la vita per i traumi riportati D.B., 64 anni, di Cison di Valmarino (TV), uscito ieri per una passeggiata, come di consueto, e mai più rientrato. Il corpo è stato individuato da una delle unità cinofile che partecipavano alla ricerca, in fondo a un salto di roccia di che costeggia un sentiero tra il bosco delle Penne Mozze e il capitello di San Gaetano. L'allarme per la scomparsa dell'uomo era scattato ieri in serata, quando i famigliari, dopo averlo atteso invano, ne avevano segnalato la scomparsa ai carabinieri. Poco prima delle 23 era quindi stato richiesto l'intervento delle squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane. I sopralluoghi dei soccorritori, partiti subito, sono proseguiti tra la campagna e i boschi soprastanti fino alle 3 di notte, interrotti per qualche ora di riposo e ripresi alle 7 di questa mattina. La perlustrazione è stata inizialmente concentrata nell'area indicata dalle celle telefoniche che per ultime avevano captato il cellulare di D.B., per poi allargare nuovamente il campo d'indagine a una zona più vasta. Una volta ricomposta, la salma è stata recuperata dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio dell'elicottero di Treviso emergenza, utilizzando un verricello di una quindicina di metri, per essere elitrasportata a valle e affidata al carro funebre. Una sessantina le persone coinvolte nella ricerca, che si è conclusa nel primo pomeriggio con il triste epilogo. Sul posto le Stazioni del Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane e Pedemontana del Grappa, volontari di Protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri e 13 unità cinofile.
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2011
Cison di Valmarino (TV), 06-10-11
Le squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane stanno cercando un uomo, D.B., 64 anni, di Cison di Valmarino (TV), uscito ieri nel pomeriggio per la consueta passeggiata senza più rientrare. I famigliari, dopo averlo atteso invano, hanno iniziato a cercarlo per poi segnalare la sua scomparsa ai carabinieri che, poco prima delle 23, hanno allertato il Soccorso alpino. Le squadre hanno perlustrato fino alle 3 sentieri tra i campi e le zone collinari più in alto, fino alle quote maggiori, senza rinvenirne traccia. Alle 7, dopo qualche ora di riposo hanno ripreso la ricerca, concentrandola nel triangolo tracciato dalle celle telefoniche, richiesto dai carabinieri al gestore della telefonia mobile, che dovrebbe indicare il luogo dove è stato intercettato il cellulare dell'uomo (che fino a stamani suonava a vuoto). L'area è compresa tra località Caltrament, lungo le creste, Zuel di Là e monte Pallone. L'elicottero di Treviso emergenza in questo momento sta effettuando un sopralluogo dall'alto. Sul posto anche il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino, volontari di Protezione civile, carabinieri e vigili del fuoco, unità cinofile.
Le squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane stanno cercando un uomo, D.B., 64 anni, di Cison di Valmarino (TV), uscito ieri nel pomeriggio per la consueta passeggiata senza più rientrare. I famigliari, dopo averlo atteso invano, hanno iniziato a cercarlo per poi segnalare la sua scomparsa ai carabinieri che, poco prima delle 23, hanno allertato il Soccorso alpino. Le squadre hanno perlustrato fino alle 3 sentieri tra i campi e le zone collinari più in alto, fino alle quote maggiori, senza rinvenirne traccia. Alle 7, dopo qualche ora di riposo hanno ripreso la ricerca, concentrandola nel triangolo tracciato dalle celle telefoniche, richiesto dai carabinieri al gestore della telefonia mobile, che dovrebbe indicare il luogo dove è stato intercettato il cellulare dell'uomo (che fino a stamani suonava a vuoto). L'area è compresa tra località Caltrament, lungo le creste, Zuel di Là e monte Pallone. L'elicottero di Treviso emergenza in questo momento sta effettuando un sopralluogo dall'alto. Sul posto anche il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino, volontari di Protezione civile, carabinieri e vigili del fuoco, unità cinofile.
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2011
Brenzone (VR), 03-10-11
Si è conclusa a notte fonda la disavventura di 4 giovani, che si sono persi ieri scendendo dal monte Baldo, tratti in salvo dal Soccorso alpino di Verona. I quattro, 3 ragazzi e una ragazza sui vent'anni, della zona di Castelletto, assieme al loro cagnolino, dopo essere saliti con la funivia di Malcesine fino a Tratto Spino, avevano superato le creste del Baldo, raggiunto il rifugio Telegrafo, per scendere lungo il sentiero 654 verso il lago. L'itinerario si conclude raggiungendo la strada asfaltata della Val Trovai, ma la compagnia aveva deciso di proseguire oltre in discesa, per arrivare proprio sulla riva. I ragazzi hanno quindi iniziato a seguire una traccia tra la vegetazione e la linea disegnata dai tralicci dell'alta tensione. Il vaio che stavano scendendo ha però iniziato a stringersi diventando una gola di pochi metri. Completamente al buio (erano sprovvisti di pile) hanno iniziato a superare i primi salti di roccia aiutandosi con i rami degli alberi, finchè non sono rimasti completamente bloccati sopra una scarpata troppo alta, incapaci di tornare indietro. Fortunatamente la copertura telefonica ha permesso loro di chiedere aiuto verso le 20.30. Il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona e una squadra di 6 tecnici è partita in direzione del monte. Tenendosi in contatto telefonico con il gruppo, i soccorritori sono riusciti a delimitare la zona di ricerca dalla descrizione del percorso da loro fatto. Attorno a mezzanotte, sono quindi riusciti a scorgere il fumo del fuoco acceso dai giovani vicino a un torrentello nei quattro metri di terrazzino in cui si trovavano, portato in alto dal camino creato dalla gola. I tecnici si sono avvicinati più in alto di lato e, dopo averli individuati (erano nella zona di Castello), li hanno raggiunti. Per recuperarli hanno attrezzato una corda di venti metri, li hanno assicurati e sollevati uno a uno per portarli in un luogo dove potersi muovere in sicurezza e tornare sulla strada. L'intervento si è concluso alle 3.30.
Si è conclusa a notte fonda la disavventura di 4 giovani, che si sono persi ieri scendendo dal monte Baldo, tratti in salvo dal Soccorso alpino di Verona. I quattro, 3 ragazzi e una ragazza sui vent'anni, della zona di Castelletto, assieme al loro cagnolino, dopo essere saliti con la funivia di Malcesine fino a Tratto Spino, avevano superato le creste del Baldo, raggiunto il rifugio Telegrafo, per scendere lungo il sentiero 654 verso il lago. L'itinerario si conclude raggiungendo la strada asfaltata della Val Trovai, ma la compagnia aveva deciso di proseguire oltre in discesa, per arrivare proprio sulla riva. I ragazzi hanno quindi iniziato a seguire una traccia tra la vegetazione e la linea disegnata dai tralicci dell'alta tensione. Il vaio che stavano scendendo ha però iniziato a stringersi diventando una gola di pochi metri. Completamente al buio (erano sprovvisti di pile) hanno iniziato a superare i primi salti di roccia aiutandosi con i rami degli alberi, finchè non sono rimasti completamente bloccati sopra una scarpata troppo alta, incapaci di tornare indietro. Fortunatamente la copertura telefonica ha permesso loro di chiedere aiuto verso le 20.30. Il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona e una squadra di 6 tecnici è partita in direzione del monte. Tenendosi in contatto telefonico con il gruppo, i soccorritori sono riusciti a delimitare la zona di ricerca dalla descrizione del percorso da loro fatto. Attorno a mezzanotte, sono quindi riusciti a scorgere il fumo del fuoco acceso dai giovani vicino a un torrentello nei quattro metri di terrazzino in cui si trovavano, portato in alto dal camino creato dalla gola. I tecnici si sono avvicinati più in alto di lato e, dopo averli individuati (erano nella zona di Castello), li hanno raggiunti. Per recuperarli hanno attrezzato una corda di venti metri, li hanno assicurati e sollevati uno a uno per portarli in un luogo dove potersi muovere in sicurezza e tornare sulla strada. L'intervento si è concluso alle 3.30.
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2011
INTERVENTO IN CORSO SUL BALDO
Scritto da Michela Canova
Brenzone (VR), 02-10-11
Una squadra del Soccorso alpino di Verona sta salendo sul monte Baldo, in aiuto di 4 ragazzi che si sono persi mentre scendevano dal rifugio Telegrafo verso il lago. I 4 hanno allertato il 118 attorno alle 20.30, dicendo che stanno bene, ma si sono smarriti dopo essere usciti per sbaglio dal sentiero 654, finendo sopra dei salti di roccia, incapaci di proseguire o tornare indietro. L'intervento si concluderà a notte inoltrata.
Una squadra del Soccorso alpino di Verona sta salendo sul monte Baldo, in aiuto di 4 ragazzi che si sono persi mentre scendevano dal rifugio Telegrafo verso il lago. I 4 hanno allertato il 118 attorno alle 20.30, dicendo che stanno bene, ma si sono smarriti dopo essere usciti per sbaglio dal sentiero 654, finendo sopra dei salti di roccia, incapaci di proseguire o tornare indietro. L'intervento si concluderà a notte inoltrata.
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2011
SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
Bassano del Grappa (VI), 02-10-11
Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è intervenuta in supporto al personale di un'ambulanza in Val Rovina, dove un'escursionista è scivolata durante una passeggiata in località Contrà Prià. La donna, A.S., 55 anni, di Cartigliano (VI), che si trovava con il marito e alcuni amici, è scivolata sul sentiero, mettendo male il piede. I soccorritori hanno raggiunto l'infortunata, già medicata dal personale sanitario, l'hanno trasferita sulla loro barella, per poi trasportarla a spalla fino alla jeep e poi da lì alla strada. L'ambulanza l'ha quindi accompagnata all'ospedale di Bassano con una sospetta frattura alla caviglia.
Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è intervenuta in supporto al personale di un'ambulanza in Val Rovina, dove un'escursionista è scivolata durante una passeggiata in località Contrà Prià. La donna, A.S., 55 anni, di Cartigliano (VI), che si trovava con il marito e alcuni amici, è scivolata sul sentiero, mettendo male il piede. I soccorritori hanno raggiunto l'infortunata, già medicata dal personale sanitario, l'hanno trasferita sulla loro barella, per poi trasportarla a spalla fino alla jeep e poi da lì alla strada. L'ambulanza l'ha quindi accompagnata all'ospedale di Bassano con una sospetta frattura alla caviglia.
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2011
ALPINISTA VOLA IN PARETE
Scritto da Michela Canova
Auronzo di Cadore (BL), 02-10-11
Primo di cordata, un alpinista di Sesto (BZ), H.Z., 47 anni, è volato per qualche metro sulla via Castiglioni alla Croda dei Toni e si è procurato la probabile frattura della caviglia. L'uomo stava scalando, quando si è staccato l'appiglio cui si stava tenendo ed è caduto. Raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato recuperato con un verricello assieme al compagno e trasportato all'ospedale di San Candido.
Primo di cordata, un alpinista di Sesto (BZ), H.Z., 47 anni, è volato per qualche metro sulla via Castiglioni alla Croda dei Toni e si è procurato la probabile frattura della caviglia. L'uomo stava scalando, quando si è staccato l'appiglio cui si stava tenendo ed è caduto. Raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato recuperato con un verricello assieme al compagno e trasportato all'ospedale di San Candido.
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2011
