2016

Marebbe (BZ), 18-02-16
Passate le 14, il 118 ha ricevuto una chiamata per una valanga caduta nella zona del Monte Sella di Sennes, senza il numero esatto di persone coinvolte. Allertata la centrale di Bolzano competente per territorio, veniva concertato di inviare l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e il Pelikan, mentre soccorritori di Cortina si preparavano a intervenire e due unità cinofile erano subito disponibili sulle Cinque Torri. Arrivati sulla valanga, dall'eliambulanza è subito stato visto un uomo sdraiato sulla neve. L'elicottero ha quindi sorvolata l'area di accumulo con il proprio Artva in ricezione, l'unità cinofila ha liberato il cane e il tecnico di elisoccorso è partito per la propria ricerca. Non appena raggiunto dal medico, lo scialpinista, L.K., ungherese, sulla cinquantina, ha spiegato di essere stato lui a dare l'allarme e ha raccontato cosa era successo. Partito con una comitiva, si era poi separato dagli amici. Quando è entrato con gli sci nella valletta che gli era parsa sicura, era invece subito partita la valanga che lo aveva travolto. Rimasto sepolto fino alle ascelle, era poi riuscito a trarsi in salvo da solo. Dalla testimonianza dell'uomo, che era solo, e dalle ricerche negative dell'equipaggio, si è esclusa la presenza di altre persone sotto la neve. L'uomo è stato quindi imbarcato in hovering e trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore con un probabile trauma al ginocchio.

Vigo di Cadore (BL), 18-02-16
Sicuri sulla neve, conoscendo i dispositivi di autosoccorso e soprattutto sapendo come utilizzarli. Sabato prossimo, 20 febbraio, a partire dalle 9.30, le Stazioni del Soccorso alpino di Pieve di Cadore e Centro Cadore terranno una lezione pratica a Baita Ciampigotto, non distante da Casera Razzo. Dopo un primo incontro di teoria tenutosi a gennaio, infatti, verranno passate in rassegna le varie manovre da mettere in atto in caso di valanga: ricerca con l'Artva, sondaggi, uso della pala, disseppellimento, prima valutazione del travolto. L'appuntamento è gratuito e aperto a chiunque voglia partecipare.

Belluno, 18-02-16
Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi invita alla massima prudenza i frequentatori della montagna, poiché a seguito delle recenti nevicate e delle particolari condizioni ambientali il rischio di distacchi è elevato ovunque.
Il bollettino Neve valanghe dell'Arpav dà per questi giorni generale pericolo valanghe marcato, grado 3, per possibili distacchi spontanei di neve recente lungo i canaloni e i versanti abituali. Limitatamente all’Alpago, dove gli apporti nevosi sono stati più consistenti (stazione automatica di casera Palantina a 1505 m oltre 70 cm di neve fresca) il pericolo di valanghe oltre i 1500 m è forte (grado 4).
Il problema principale del pericolo di valanghe è la neve fresca ventata in quanto i forti venti orientali, specie nella fascia prealpina, stanno determinando diffusi e consistenti lastroni da vento che in Alpago possono innescare valanghe anche di grandi dimensioni. Domani, venerdì pomeriggio/sera, è previsto un nuovo debole peggioramento (1-4 cm di neve fresca).
Il manto nevoso sarà in progressivo assestamento, ma saranno ancora possibili distacchi spontanei di valanghe di neve recente. Oltre il limite del bosco saranno possibili distacchi provocati di valanghe a lastroni di neve recente, anche con debole sovraccarico (es. singolo sciatore).
Domenica è previsto un forte rialzo termico (ZT h12 a 3500 m) pertanto vi sarà una probabile ripresa dell’attività valanghiva spontanea lungo i percorsi abituali nelle esposizioni meridionali e un aumento della probabilità di distacchi provocati.
Di seguito le regole base per muoversi il più possibile in sicurezza sulla neve.

REGOLE BASE PER UNA MAGGIORE SICUREZZA E PREVENZIONE

COSA FARE A TAVOLINO
1. Scegliere la gita adeguata alle condizioni meteo-climatiche e nivologiche ed adeguata alle proprie condizioni psico-fisiche e tecniche e a quelle del gruppo con il quale ci si associa.
2. Controllare il buon funzionamento dell’ARTVA con particolare riguardo alla carica delle batterie.
3. Controllare che la sonda da autosoccorso funzioni correttamente e che la pala sia in ordine.
4. Ascoltare e studiare attentamente le indicazioni del Bollettino Nivo-Meteorologico locale in riferimento alla località della gita.
COSA FARE PRIMA DI INIZIARE LA GITA
1. Provvedere ad indossare da subito l’ARTVA acceso in trasmissione sotto la giacca a vento o sotto altro indumento in uso (l’ARTVA nello zaino o spento equivale a lasciarlo a casa!!).
2. Controllare da parte di tutti i componenti del gruppo, secondo le indicazioni della casa costruttrice, il corretto funzionamento dell’ARTVA sia in trasmissione sia in ricezione.
3. Controllare che gli sci (tavola, ciaspe o altra attrezzatura) siano scollegati dagli scarponi e che i bastoncini siano impugnati fuori dai laccioli (ogni legame tra sci e scarponi va eliminato).
4. Controllare che tutti abbiano in dotazione pala e sonda individuale (per ogni soggetto deve esserci questa dotazione, va negata la logica di “una pala o una sonda ogni 3 è sufficiente per tutto il gruppo”).
5. Ricordare di indossare sempre abbigliamento pesante ed adeguato anche in presenza di temperature elevate (pensare e prevedere il peggio spesso aiuta a prevenire).
COSA FARE DURANTE LA GITA
1. Durante tutto il percorso, anche nelle parti che si reputano potenzialmente meno pericolose, valutare con estrema attenzione ogni singolo pendio che si attraversa.
2. In caso di sospetto e dubbio effettuare un test di stabilità del manto nevoso.
3. Se l’esito è positivo (distacco su minima sollecitazione) sospendere la gita con onestà e senso di responsabilità per sé e gli altri componenti del gruppo (è preferibile raccontare della ritirata che non avere più la possibilità di farlo).
COSA FARE IN CASO DI TRAVOLGIMENTO
1. Mantenere estrema calma ed aprire immediatamente gli attacchi ed ogni altro vincolo possa concorrere a determinare un “effetto ancora” (sci, bastoncini, snowboard, racchette da neve – ciaspe, ecc.).
2. Vincolare saldamente lo zaino alla vita a protezione del dorso (vecchie teorie che consigliavano di abbandonarlo sono del tutto supertate). Lo zaino protegge, infatti, in ogni caso da urti e dal freddo, permette inoltre di aiutare con il proprio contenuto (attrezzatura medica, vestiario, ecc.), in caso che la valanga non travolga completamente che lo possiede, gli altri componenti del gruppo, se travolti.
3. Tentare di galleggiare opponendo, per quanto possibile, resistenza attiva alla neve.
4. Se rimasti in superficie e se coscienti, a valanga ferma, controllare le proprie condizioni e le condizioni della propria attrezzatura, insieme ad una valutazione complessiva della situazione (pericoli ancora presenti, possibili successivi distacchi, ecc.). Contestualmente controllare immediatamente lo stato del proprio gruppo e/o di altre persone eventualmente presenti, se ci sono travolti e/o sepolti.
COSA FARE DOPO IL TRAVOLGIMENTO
1. Verificato a vista che non ci sono altri possibili distacchi (questa valutazione deve essere veloce quanto certa), commutare l’ARTVA dalla modalità trasmissione a quella in ricezione ed iniziare la ricerca dei soggetti eventualmente sepolti.
2. Contemporaneamente allertare immediatamente il numero 118 (S.U.E.M. – Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica) che provvederà a pianificare ed eseguire la missione di soccorso. Seguire quanto riportato in “MODALITA’ DI ALLERTAMENTO S.U.E.M. 118/C.N.S.A.S.”. Questa operazione non deve durare più di 2-3’ al max.
3. Effettuare di seguito la ricerca “vista-udito”, verificando il campo della valanga con attenzione e registrando con cura ogni possibile anomalia.
4. In caso di ritrovamento di oggetti (sci, bastoncini, vestiario, ecc.), questi vanno posizionati in modo stabile e visibile nello stesso posto in cui sono stati rinvenuti.
NOTA: il 58% dei travolti da valanga non viene completamente sepolto!!
5. La ricerca “vista-udito” è, quindi, fondamentale, ogni piccolo rumore va dunque vagliato attentamente.
PER CHI E’ PRESENTE MA NON E’ COINVOLTO NELLA VALANGA
1. Nella fase del distacco, memorizzare il punto di travolgimento ed il punto di scomparsa, poiché tali punti in base alla direzione del flusso di valanga possono indicare le zone di ricerca primaria.
2. Dirigersi, una volta accertata la possibilità di intervenire in sicurezza (punto 4 – COSA FARE IN CASO DI TRAVOLGIMENTO) e valutato il punto di distacco in relazione al punto di travolgimento e il punto di scomparsa, nella zona valutata di ricerca primaria ed iniziare la ricerca con “ARTVA-vista-udito”.
6. Durante la ricerca, ogni oggetto rinvenuto (sci, bastoncini, vestiario, ecc.) segnerà anche il punto di sondaggio veloce. In caso negativo ogni oggetto vanno riposizionato in modo stabile e visibile nello stesso posto in cui è stato rinvenuto.
COME OPERARE SE VIENE TROVATO IL SOGGETO SEPOLTO
1. In caso di esito positivo determinato da ricerca “ARTVA-vista-udito” e sondaggio, provvedere immediatamente alla spalare la neve accumulata, cercando di raggiungere prioritariamente la testa del sepolto.
2. Fare estrema attenzione ad iniziare a spalare sempre a valle del travolto (si evita una pericolosa quanto inutile perdita di tempo qualora la neve a monte dovesse scivolare verso il punto di escavazione, oltre a facilitare le successive manovre di estrazione del soggetto sepolto). Valutare la presunta profondità del sepolto con la sonda ed iniziare a spalare a valle nell’ipotetica profondità del puntale della sonda.
3. Trovata la testa del soggetto sepolto passare a disostruire immediatamente le vie aeree da neve o altro presente, facendo attenzione a non causare danni al capo, muovendolo impropriamente
4. In caso di incoscienza, di assenza di respiro e di attività circolatoria del soggetto sepolto, provvedere se addestrati, alla Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).
5. Provvedere, quindi, ad attuare tutte le misure necessarie a mettere in condizioni di ulteriore sicurezza il soggetto in relazione alle sue.
COME OPERARE SE NON VIENE TROVATO IL SOGGETTO SEPOLTO
1. Continuare con decisione, nell’attesa dell’arrivo delle Squadre C.N.S.A.S., la ricerca nelle zone di accumulo, nelle eventuali curve formate dal flusso di valanga, a valle di alberi e/o massi presenti sul fronte di accumulo della valanga.
2. Memorizzare con precisione le modalità dell’evento e tutte le azioni di ricerca svolte e, all’arrivo delle Squadre C.N.S.A.S., comunicare quanto svolto sino ad allora.
MODALITA’ DI ALLERTAMENTO
Disposizioni generali da attuarsi e richiedersi per tutti i tipi di intervento:
A. Precisi dati identificativi dell’infortunato/i (nome, cognome, residenza) quando possibile ed eventuale numero telefonico dell’apparecchio da cui viene effettuata la chiamata.
B. Luogo dell’incidente o riferimenti che possano rendere facilmente identificabile il posto.
C. Descrizione sommaria dell’incidente con precisazione dell’ora in cui è accaduto.
D. Numero esatto o presunto delle persone travolte.
E. Numero esatto o presunto delle persone sepolte.
F. Marca e modello di apparato A.R.T.V.A. e/o altra tecnologia.
G. Presenza di eventuali testimoni in grado di fare un’esatta anamnesi dell’accaduto:
- avvenuta effettuazione di ricerca vista-udito-A.R.T.V.A.;
- descrizione sommaria della valanga (dimensioni e caratteristiche) e punto del travolgimento e/o scomparsa (DX, SN, ALTO, BASSO, ecc.);
- oggetti già estratti e loro localizzazione come da punto precedente;
- altre notizie e particolari che possano facilitare l’intervento.

Zoldo Alto (BL), 13-02-16
Attorno alle 12.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sotto Forcella delle Sasse, il valico che separa la Civetta dalla Moiazza, dove un giovane scialpinista era caduto in fase di discesa prendendo una botta sulla schiena. Raggiunto a circa 2.200 metri di quota dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio sbarcato nelle vicinanze, F.M., 24 anni, di Savignano del Rubicone (FC), che era in compagnia, è stato recuperato dall'eliambulanza utilizzando il verricello e trasportato all'ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.

Mel (BL), 12-02-16
Si sta chiudendo senza esito anche l'odierna giornata di ricerche e nulla di nuovo è purtroppo emerso sulla scomparsa di Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL). Le ultime squadre stanno rientrando dopo aver percorso le aree a loro affidate, 15 in totale oggi. A partire dalle 7.30 una sessantina di persone ha ripreso  la perlustrazione delle zone dove potrebbe essersi diretto Lavina, dopo aver parcheggiato la sua macchina a Cordellon. In due rotazioni, una questa mattina e una nel pomeriggio, l'elicottero dei vigili del fuoco ha trasportato le squadre sulla cima del Monte Salvedella e da lì i soccorritori si sono suddivisi nelle fasce tutte attorno, sul versante bellunese e trevigiano, in Val Fontana, Val del Carmine, parte alta della Val Pisador, zona Monte Castalt. Il Corpo forestale dello Stato ha anche verificato un altro tratto viario tra Posa Puner e Salvedella. Erano presenti oggi i soccorritori di Belluno, Prealpi Trevigiane, Alpago Longarone, Feltre, Pedemontana del Grappa, con 3 unità cinofile, vigili del fuoco, forestali, Ana di Belluno con 3 unità del Nucleo cinofilo Fiammetta. Questa mattina durante la riunione in prefettura tra le forze impegnate in questi giorni è stato convenuto di fermare con oggi le ricerche. Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi resta a disposizione per riprenderle immediatamente, qualora emergano nuovi indizi o giungano altre segnalazioni.
Ringraziamo l'Agriturismo Ai Gir per l'ospitalità.

Veneto, 11-02-16
A seguito delle ultime nevicate, pur comprendendo la soddisfazione degli appassionati, invitiamo tutti i frequentatori delle montagne in fuori pista, sia con gli sci, che con le ciaspe o a piedi, a prestare la massima attenzione, poichè il rischio di valanghe è marcato, grado 3, sia sulle Dolomiti che nelle Prealpi Venete. A seconda delle esposizioni, infatti, si sono verificate nevicate molto intense con accumuli significativi sottovento sopra strati al suolo di scarsa entità, ma gelati a causa dell'alternanza delle temperature, specie sopra i 1.600 metri di quota. Riportiamo di seguito il bollettino diramato dall'Arpav, consigliando inoltre, per avere maggiori informazioni sul posto, di consultare gestori dei rifugi, guide alpine, soccorritori, servizio piste. Infine, a fronte di insicurezza o percezione minima di pericolo, suggeriamo di rinunciare a qualsiasi gita.

"L'episodio nevoso verificatosi nella notte fra il 9 e il 10 febbraio ha apportato sulla montagna veneta a 2000 m da 30 a 45 cm di neve fresca con valori massimi in Agordino. Alla nevicata sono seguiti forti venti da N che hanno prodotto lastroni soffici. Il pericolo di valanghe è marcato (grado 3). Oltre a residue valanghe spontanee lungo i percorsi abituali c'è una elevata probabilità di distacchi provocati di lastroni, anche con debole sovraccarico. Punti critici sono tutte le localizzazioni sottovento caratterizzate da accumuli, specie sui pendii aperti oltre il limite del bosco ma anche le ampie radure a quote inferiori Dopo un intervallo di bel tempo per la sera di venerdì 12 febbraio è atteso un nuovo peggioramento ma senza precipitazioni nevose significative. Lo strato superficiale di neve fresca andrà consolidandosi piuttosto lentamente e pertanto il pericolo sarà ancora marcato (grado 3) anche nei prossimi giorni seppur con una instabilità meno diffusa. Permane una elevata probabilità di distacchi provocati di lastroni, anche con debole sovraccarico, specie oltre il limite del bosco e sui pendii esposti da NW a SE. Le condizioni per la pratica di sci alpinismo, sci fuori pista ed escursioni con racchette da neve sono critiche per la presenza diffuisa di lastroni soffici, talvolta poco visibili. E' richiesta una elevata capacità di valutazione locale delle condizioni di pericolo".

http://www.arpa.veneto.it/neve_valanghe/it/html/index.php

Per una corretta lettura del bollettino si invita a consultare la specifica guida Aineva
http://www.aineva.it/guida.html

Mel (BL), 10-02-16
A seguito dell'incontro di questa mattina in prefettura legato alla scomparsa di Giovanni Lavina, cui hanno preso parte Soccorso alpino, vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato, carabinieri, è stato concordato di proseguire le ricerche per le due giornate di domani e venerdì, 11 e 12 febbraio. Il campo base sarà dislocato a Cordellon.

Mel (BL), 09-02-16
Dopo quattro giornate di ricerca, purtroppo non si è ancora riusciti a far luce sulla scomparsa di Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL), del quale non si hanno più notizie da venerdì mattina, quando si è allontanato dalla propria abitazione con l'auto, rinvenuta poi parcheggiata sabato a Cordellon di Mel (BL). Oggi si è voluto insistere in punti mirati indicati dalle unità cinofile ieri pomeriggio nell'area della Val Fontane, luogo dove alcuni operai di una ditta boschiva hanno detto di aver visto un uomo corrispondente alla descrizione, sabato mattina attorno alle 10. Il territorio è stato suddiviso in 5 zone affidate ad altrettante squadre di soccorritori e vigili del fuoco, che hanno nuovamente setacciato boschi e pendii, percorso sentieri e strade bianche e controllato bivacchi e casere. Bloodhound e conduttore del Corpo forestale dello Stato hanno perlustrato assieme a una squadra la testa della vallata, mentre tre tecnici forristi del Soccorso alpino si sono calati lungo la gola del Fontane, affluente del torrente Rimonta che invece era stato perlustrato i giorni scorsi dal Saf dei vigili del fuoco. La gola del Fontane parte sotto Casera Scalir, la prima struttura marcata in questi giorni di ricerca da tutti i cani, dove quasi sicuramente l'uomo si è fermato prima di proseguire il cammino.
Le unità cinofile si sono poi portate nuovamente in Salvedella, da Praderadego in jeep e in cresta a seguire, e poi verso il Rifugio Posa Puner. Oggi erano presenti soccorritori di Belluno, Prealpi Trevigiane, Feltre, Longarone, Alpago, i vigili del fuoco, la Forestale. Alcune squadre stanno in questo momento ultimando il controllo di una casera nella zona del Visentin. Domattina in prefettura è fissato un incontro per fare il punto della situazione e valutare come proseguire le ricerche.

Mel (BL), 08-02-16
Sono riprese questa mattina le ricerche di Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL), scomparso venerdì. Dalla parte di Miane due squadre sono partite dal Rifugio Posa Puner scendendo una dall'ippovia che parte poco sotto Malga Budui e arriva a Combai, l'altra percorrendo la strada del Madean e controllando tutte le casere ed eventuali punti di ricovero presenti su entrambi i lati. I soccorritori hanno poi verificato la vecchia strada da Passo San Boldo a Pian delle Femene. A tutte le persone incontrate è stato chiesto se avessero visto qualcuno corrispondente alla descrizione. Sul versante bellunese, sono state verificate alcune zone marcate dalle unità cinofile non distanti da Cordellon, dove è stata rinvenuta parcheggiata l'auto dell'uomo, su Monte Foral e Monte Garda e attorno alla Colonia scout Agesci a Casera Scarlir. In particolare una squadra ha seguito cane e conduttore lungo il torrente Fontane, nell'omonima valle, fino al Rifugio degli alpini e nuovamente verso Cordellon. I vigili del fuoco in motoslitta hanno perlustrato le strade da Malga Garda al Rifugio Posa Puner. Purtroppo nulla di nuovo è emerso che possa fare luce sulla scomparsa dell'uomo.
Erano presenti soccorritori delle Stazioni di Belluno, Prealpi Trevigiane, Alpago e Feltre e i vigili del fuoco. Domani la ricerca verrà concentrata in alcuni altri punti su cui si sono soffermate oggi le unità cinofile.

Belluno, 07-02-16
Valutate le due giornate di ricerca, le relative informazioni raccolte e i sopralluoghi effettuati, si è deciso di concerto con i vigili del fuoco di proseguire domani le ricerche di Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL), di cui non si hanno più notizie da venerdì mattina. In particolare, le squadre del Soccorso alpino si distribuiranno sull'area prealpina trevigiana, da Revine Lago fino a Valdobbiadene, mentre i vigili del fuoco proseguiranno la perlustrazione del territorio bellunese, da Trichiana a Lentiai.

Mel (BL), 06-02-16
Stanno rientrando le squadre del Soccorso alpino che da ieri sera stanno cercando Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL), scomparso dopo essere uscito in mattinata dalla propria abitazione. Questa mattina una segnalazione ha fatto spostare l'attenzione dei soccorritori verso la Casera del Vallon scuro, a Trichiana, ed è durante il sopralluogo di verifica che è stata rinvenuta l'auto dell'uomo parcheggiata in località Cordellon, nel comune di Mel. La macchina dei soccorsi si è quindi subito spostata nella zona e da una ditta di lavori boschivi è arrivata un'ulteriore segnalazione: alcuni operai avrebbero infatti visto l'uomo questa mattina verso le 10 sulle creste del Monte Salvedella. Suddivise le aree, alcune squadre sono state portate in quota dall'elicottero del Corpo forestale dello Stato, altre hanno perlustrato le diverse valli, compresi i versanti trevigiani, mentre due si sono portate nella zona della Casera Vallon scuro, senza però ritrovarlo. Questa notte personale del Soccorso alpino resterà con il Centro mobile di coordinamento assieme a un presidio dei vigili del fuoco dove è parcheggiata l'auto. Domani mattina la ricerca riprenderà alle 7 sia da Mel che da Miane. Oggi erano presenti una cinquantina di persone del Soccorso alpino di Alpago, Belluno, Prealpi Trevigiane e Feltre, vigili del fuoco, forestali, 4 unità cinofile e i carabinieri.

Belluno, 06-02-16
Attorno alle 13.30, il 118 ha richiesto l'intervento del Soccorso alpino dell'Alpago per l'eventuale supporto all'ambulanza diretta a Vallorch, nel comune di Tambre, dove su una strada ghiacciata, una macchina era uscita di strada finendo in un piccolo fossato laterale e il conducente, G.G., 40 anni, di Pordenone, era scivolato e si era infortunato a una spalla. Imbarellato, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Passate le 14, una squadra del Soccorso alpino di Feltre ha invece raggiunto un'area boscata poco sotto il decollo del Monte Avena, nel comune di Fonzaso, poiché A.T., 45 anni, di Ponzano Veneto (TV), perso il controllo del proprio parapendio, era precipitato tra gli alberi, rimanendo sospeso a una ventina di metri dal suolo tra i rami di un abete rosso. I soccorritori hanno risalito il tronco e dopo aver assicurato l'uomo, che era incolume, lo hanno calato a terra, per poi recuperargli la vela.

Mel (BL), 06-02-16
È stata ritrovata nella zona di Cordellon la Ford Fiesta di Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL), di cui non si hanno più notizie da ieri mattina. Grazie a una segnalazione arrivata da facebook - e confermata anche dalle telecamere di Ponte nelle Alpi che, ieri mattina poco prima delle 10 avevano ripreso la vettura di passaggio sulla sinistra Piave - il sopralluogo di verifica ha permesso il rinvenimento della macchina. Attualmente la ricerca è concentrata nell'area dove è parcheggiata l'auto e dove stanno intervenendo le squadre del Soccorso alpino di Belluno e Prealpi Trevigiane, vigili del fuoco e Corpo forestale dello Stato.

Tambre (BL), 06-02-16
Si cerca ancora l'auto di Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL), di cui non si hanno più notizie da ieri mattina quando si è allontanato di casa con la propria automobile ed è stato visto l'ultima volta a Puos d'Alpago verso le 9.30. Il Soccorso alpino dell'Alpago, assieme a vigili del fuoco e forze di polizia, tra ieri e le prime ore di oggi, ha avviato la ricerca della sua macchina, una Ford Fiesta grigio chiaro, targata BZ109TR, controllando tutti i parcheggi da dove partono i sentieri per le vette dell'Alpago, nell'eventualità la sua intenzione fosse quella di effettuare un'escursione come di consueto, senza però rinvenirne traccia. La ricerca è stata quindi allargata all'area di Piancavallo e Vittorio Veneto, ma non si esclude alcuna possibilità, in quanto potrebbe aver deciso tutt'altra meta. Chiunque vedesse la macchina o avesse sue notizie è pregato di segnalarlo ai carabinieri.

Tambre (BL), 05-02-16
Il Soccorso alpino dell'Alpago assieme a vigili del fuoco e forze dell'ordine sta cercando la Ford Fiesta grigio chiaro, targata BZ109TR, appartenente a Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre (BL), di cui la famiglia non ha più notizie da quando questa mattina è uscito di casa per una escursione, non si sa se sulle vette dell'Alpago, o in altre montagne della provincia o limitrofe. Chiunque avesse visto l'auto o incontrato l'uomo, è pregato di contattare i carabinieri.

Tambre (BL), 05-02-16
Le squadre del Soccorso alpino dell'Alpago sono state allertate attorno alle 19 per avviare la ricerca di un uomo di Tambre (BL), di 55 anni, non rientrato dopo essere uscito di casa oggi per un'escursione in montagna. Al momento, assieme ai vigili del fuoco, si sta cercando la sua auto nei diversi parcheggi nei cui pressi partono i vari sentieri, sia in Alpago che nella zona di Piancavallo.

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