2016

Schio (VI), 04-02-16
Questa mattina attorno alle 7, il Soccorso alpino di Schio è stato allertato per prendere parte alle ricerche di un ventisettenne di Schio, allontanatosi dalla propria abitazione attorno a mezzanotte. Otto soccorritori hanno quindi iniziato a perlustrare le colline in località Santa Trinità - Piane, finché attorno a mezzogiorno è arrivata la notizia che il giovane era stato rintracciato alla periferia di Schio. Erano presenti vigili del fuoco, carabinieri e unità cinofile.

Canale d'Agordo (BL), 30-01-16
Verso le 19.40 il Soccorso alpino della Val Biois è stato allertato per due escursionisti in difficoltà. I due, F.B., 27 anni, di Trento, e F.G., 28 anni, di Macerata, erano scesi questa mattina alle 6 da Passo Rolle per la Val Veneggia e avevano risalito il Canale dei Bureloni. Al momento di rientrare per la Val di Gares, la nebbia aveva fatto perdere loro l'orientamento a circa 2.100 metri di quota, e i due ragazzi avevano iniziato a calarsi con le doppie, per poi avvertire il 118. Avute alcune indicazioni al cellulare, le loro coordinate erano state individuate grazie all'applicazione in dotazione al Soccorso alpino e una squadra era partita per andare loro incontro. I due escursionisti sono stati incrociati sul Pian delle Comelle che stavano rientrando.

Alano di Piave (BL), 30-01-16
Attorno alle 11.30 il Soccorso alpino di Feltre è intervenuto su richiesta di un ragazzo trevigiano che, mentre stava passeggiando col suo cane in fondo alla Valle di Schievenin, lo aveva visto allontanarsi seguendo una traccia, per poi perderlo di vista sopra un canale ripido e impervio. Aveva cercato di individuarlo senza riuscirci, sentendolo guaire, per poi chiedere aiuto. Una squadra, raggiunto il luogo, si è fatta indicare dal proprietario il punto in cui era sparito il cane, Bibo, un beagle di 6 anni, e da lì in due si sono calati in corda doppia per una sessantina di metri. I soccorritori hanno quindi iniziato a perlustrare l'area, cercando a lungo attorno senza che il cane si facesse più sentire, finché, risalendo un canalino parallelo, lo hanno fortunatamente ritrovato, ferito, sotto un salto di roccia. I soccorritori lo hanno avvolto in un telo termico e, tenendolo in braccio, lo hanno riportato sul sentiero, dove nel frattempo era arrivato anche un veterinario, cui l'animale è stato affidato dal proprietario per le visite del caso.

Canale d'Agordo (BL), 24-01-16
È in gravi condizioni uno scalatore colpito alla testa da un blocco ghiacciato in Val di Gares. L.M., 31 anni, di Padova, dopo aver salito parte del primo tiro, si era appena calato con un amico dalla cascata di ghiaccio '3x3' su segnalazione di una seconda cordata che li aveva avvertiti del distacco di materiale, e si trovava alla base quando dall'alto è caduto altro ghiaccio che lo ha investito in pieno. All'allarme, scattato poco prima di mezzogiorno, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Sbarcati sul luogo dell'incidente con un verricello di 90 metri tecnico di elisoccorso, medico e infermiere dell'equipaggio, all'infortunato sono state subito prestate le prime cure urgenti. Una volta caricato in barella, è quindi stato recuperato con una verricello di 60 metri, per essere trasportato all'ospedale di Belluno. Da Capanna Comelle, personale del Soccorso alpino della Val Biois ha garantito un ponte radio per le comunicazioni.

Comelico Superiore (BL), 21-01-16
Mentre sciava con gli amici a Padola, uno sciatore tedesco di 76 anni si è accasciato a terra, colto da malore. Subito alcuni ragazzi di passaggio hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco, aiutati dal personale del servizio piste. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato passate da poco le 15, ha quindi sbarcato tecnico del Soccorso alpino, medico e infermiere, che hanno messo in atto le manovre di rianimazione, purtroppo invano. Constatato il decesso, la salma ricomposta è stata imbarellata e accompagnata al carro funebre.

Sappada (BL), 21-01-16
Uno sciatore polacco, uscito dalla pista sotto il Monte Siera, si è infortunato gravemente quando, uscito fuori pista, ha sbattuto al suolo. L'allarme, lanciato al 118 attorno alle 10.30 dal servizio piste della polizia, ha fatto decollare l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, individuato il luogo dell'incidente, ha sbarcato in hovering nelle vicinanze il personale sanitario e il tecnico di elisoccorso dell'equipaggio. Dopo aver prestato le prime cure urgenti all'uomo, P.K., 52 anni, con un probabile politrauma, i soccorritori lo hanno imbarellato e trasportato con la motoslitta fino all'eliambulanza pronta a dirigersi all'ospedale di Belluno.

Rocca Pietore (BL), 20-01-16
Su richiesta dell'assistenza piste del Soccorso alpino, attorno alle 11 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Marmolada, dove uno sciatore tedesco, D.S., 41 anni, era caduto in pista sbattendo la schiena e lamentava forti dolori. Dopo che il personale medico dell'equipaggio gli ha prestato le prime cure, l'uomo è stato imbarellato e trasportato fino all'elicottero atterrato nelle vicinanze, per essere accompagnato all'ospedale di Belluno.

San Pietro di Cadore (BL), 19-01-16
Passate da poco le 18, il Soccorso alpino della Val Comelico è stato allertato dal Suem per intervenire sopra Presenaio, a seguito della chiamata di M.P., una settantina di anni, di San Pietro di Cadore (BL), infortunatosi dopo aver ricevuto la testata di un caprone. L'uomo, che si trovava nella stalla raggiungibile soltanto a piedi con una camminata di 10 minuti, è stato medicato per un sospetto trauma all'anca e imbarellato dai soccorritori e dai vigili del fuoco. La barella, assicurata alla corda, è stata trasportata lungo la discesa fino alla strada e affidata all'ambulanza dei vigili del fuoco diretta all'ospedale di Pieve di Cadore.

Longarone (BL), 19-01-16
Si è concluso dopo le 3 di questa notte l'intervento scattato ieri sera verso le 19.30, in seguito al mancato rientro di un uomo uscito per un'escursione da Cajada verso il Rifugio Settimo alpini, su segnalazione della moglie preoccupata perché non riusciva più a contattarlo dalle 13. Mentre il Soccorso alpino di Longarone faceva partire le squadre da Cajada, dove era stata rinvenuta parcheggiata la macchina, verso Forcella Caneva e Forcella Pis Pilon e quello di Belluno si incamminava per i sentieri 501 del Settimo alpini e 511 di Casera Medassa, la donna era riuscita per un momento a mettersi in contatto col marito, V.P., 54 anni, di Pordenone: dopo un lungo giro, raggiunto il Settimo stava tornando indietro, ma aveva perso il sentiero cercando di raggiungere una forcella. Inutili ulteriori tentativi dei soccorritori di parlare con lui, la linea cadeva ogni volta. Portato il Centro mobile di coordinamento in Cajada, dalla Delegazione Dolomiti Bellunesi, viste le temperature proibitive della notte (-15 gradi) era stata chiesta tramite Poggio Renatico la disponibilità - poi accordata - di un elicottero con visori notturni. Poco prima delle 23, la squadra da Longarone aveva fortunatamente intravisto la luce della frontale dell'uomo, in una zona tra Forcella Caneva e Pis Pilon a circa 1600 metri di quota. Per i soccorritori è stato però abbastanza complicato riuscire a raggiungere il punto, pur avendolo individuato, per la presenza di numerosi canali che costringevano al saliscendi. Una volta arrivati da lui, riscaldato e rinfrancato, è stato appurato che l'uomo stava bene ed era in grado di camminare autonomamente. L'elicottero dell'esercito previsto in arrivo da Cervia è stato quindi fermato. Di fronte alla pericolosità del rientro da Forcella Caneva, trasformata in uno scivolo di ghiaccio, è stato scelto di proseguire lungo il sentiero della Medassa, dove le squadre di Longarone e Belluno si sono ricongiunte per scendere a Ponte Mariano, raggiunto alle 2.15, per poi affrontare l'ultimo tratto in jeep. L'uomo è stato infine accompagnato in Cajada a recuperare la propria macchina. All'origine del problema ancora il ghiaccio. L'escursionista, infatti, indossando calzature leggere, era partito per un lungo giro limitato a sentieri e pascoli. Una volta che però si era affacciato su Forcella Caneva scorgendo il canale ricoperto da uno strato di ghiaccio impensabile da ridiscendere, aveva cercato di tagliare per Cima Tanzon, finendo incrodato, senza possibilità di avanzare o tornare sui propri passi.
Il Soccorso alpino invita tutti i frequentatori della montagna ad osservare la massima prudenza in ogni luogo in quota, visto il mutare improvviso delle condizioni ghiacciate del terreno anche sullo stesso sentiero a seconda di pendenza, esposizione e presenza o meno di neve e consiglia di dotarsi dell'adeguata attrezzatura, soprattutto di calzature appropriate al tipo di itinerario, da valutare bene prima di partire.

Tambre (BL), 18-01-16
È stato trovato senza vita l'escursionista le cui ricerche erano scattate questa mattina, dopo la segnalazione del fratello che non ne aveva più notizie da ieri, dal momento in cui era partito per l'Alpago, meta il Rifugio Semenza. Dopo che i carabinieri avevano trovato la sua macchina ancora parcheggiata a Pian delle Lastre, in località Col Indes, era scattato l'allarme al 118, che, passate da poco le 10, aveva chiesto l'intervento del Soccorso alpino dell'Alpago. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, imbarcato un tecnico della Stazione profondo conoscitore della zona, era decollato in direzione del Rifugio Semenza per sorvolare i due sentieri, alto e basso, che conducono alla struttura. Contestualmente squadre di soccorritori e vigili del fuoco erano partite a piedi nella stessa direzione. Non rinvenendo tracce in quel versante, l'elicottero si è spostato dalla parte della Val Salatis, ed è stato lì, attorno a mezzogiorno, verso la Val Sperlonga, che è stato individuato uno zaino e subito dopo il corpo senza vita dell'uomo, M.V., 44 anni, di Cappella Maggiore (TV), a circa 2.000 metri di altitudine. Sbarcati tecnico di elisoccorso e il soccorritore, l'eliambulanza ha poi trasportato sul posto infermiere e medico che hanno potuto purtroppo solamente constatarne il decesso. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma ricomposta è stata recuperata con un verricello di una decina di metri, per essere trasportata al campo base a Pian Grand ed essere affidata al carro funebre. Da una prima valutazione l'uomo - che calzava scarponi e ramponcini con le catenelle, pur avendo nello zaino i ramponi da ghiaccio - ieri stava probabilmente percorrendo le creste ghiacciate del Lastè, quando ha perso l'equilibrio, scivolando per un centinaio di metri e fermandosi in un pianoro sotto un salto di roccia.
Dopo i numerosi incidenti di questi giorni sulle montagne venete, di cui due mortali, il Soccorso alpino torna a ribadire la necessità della massima prudenza in tutti gli itinerari in quota e invita a dotarsi dell'opportuna attrezzatura, indossando per tempo sui terreni ghiacciati i ramponi, che sebbene non proteggano in maniera assoluta dalle scivolate, sono più sicuri dei ramponcini a catenella.

Tambre (BL), 18-01-16
Il Soccorso alpino dell'Alpago è impegnato nella ricerca di un uomo non rientrato ieri dalla zona del Rifugio Semenza. All'allarme, lanciato in mattinata dal fratello, è seguita da parte dei carabinieri una verifica a Pian delle Laste, dove è stata ritrovata ancora parcheggiata la sua macchina. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore sta effettuando un sopralluogo dall'alto.

Date le particolari condizioni di scarso innevamento, temperature calde durante il giorno ed estremamente rigide di notte, il Soccorso alpino e speleologico del Veneto invita tutti i frequentatori della montagna a prestare la massima attenzione nell'affrontare tutti gli itinerari in quota. Molto spesso la poca neve trasportata dal vento e poi ghiacciata si trasforma in lisce lastre di ghiaccio con pericolosissime rocce affioranti. È quindi importante, oltre a informarsi prima di ogni escursione sullo stato dei percorsi, indossare per tempo l'opportuna attrezzatura e conoscere le più appropriate tecniche alpinistiche di movimento, specie nei versanti a nord, dove sentieri apparentemente semplici si trasformano in scivoli pericolosi. In ultimo, di fronte a qualsiasi percezione di rischio, è sempre meglio rinunciare e tornare sui propri passi.

Canale d'Agordo (BL), 17-01-16
Attorno alle 14.20 il 118 ha allertato il Soccorso alpino della Val Biois per un'escursionista infortunatasi sotto la Baita dei cacciatori. Una squadra in jeep ha quindi raggiunto il luogo indicato, a circa 1.700 metri di quota, dove A.M., 60 anni, di Padova, scendendo con il marito lungo la stradina ghiacciata era scivolata procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Caricata a bordo del mezzo, la donna è stata accompagnata dai soccorritori fino alla frazione di Colmean, per essere affidata all'ambulanza della Croce Verde diretta all'ospedale di Agordo.

Vallarsa (TN), 17-01-16
Scivolano in un canale ghiacciato: un morto e un ferito grave. Mentre risaliva con un amico il canale del Boale dei Fondi nel Gruppo del Carega, con scarponi e catenelle ai piedi, G.Z., 52 anni, di Cornedo Vicentino (VI) ha perso l'equilibrio iniziando a scivolare verso il basso e passando accanto a un escursionista che si trovava 100 metri più sotto, fino a fermarsi dopo alcune centinaia di metri privo di vita per i traumi riportati negli urti con le rocce affioranti. F.L., una cinquantina di anni, di Valdagno (VI), che se lo era visto sfrecciare accanto, aveva contattato il 118 attorno alle 10.30 per lanciare l'allarme e chiamato subito dopo il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno, per conoscenze personali. Al cellulare, gli era stato quindi consigliato di stare fermo in una posizione di sicurezza e di indossare subito i ramponi (anche lui aveva scarponi e catenelle). Purtroppo proprio nel calzare i ramponi anche lui è scivolato, cadendo per oltre 300 metri e riportando gravi traumi. Sul posto sono arrivati contemporaneamente l'elicottero di Trento, che ha sbarcato il personale medico, e una squadra di soccorritori di Recoaro-Valdagno. Prestate le prime cure, l'escursionista ferito è stato imbarellato e recuperato con un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Trento. Successivamente l'eliambulanza ha portato nella frazione di Raossi la salma dell'uomo deceduto, il cui amico, testimone impotente di entrambi gli incidenti, è stato riaccompagnato a valle da una persona di passaggio.

Chies d'Alpago (BL), 17-01-16
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul Teverone, a circa 1.800 metri di quota, per un escursionista scivolato per oltre 200 metri sul nevaio. Risalendo la normale assieme a due amici, attrezzato e con ramponi, J.V., 23 anni, di Fiume Veneto (PN), perso l'equilibrio, era infatti caduto, finendo molto più in basso oltre il tratto innevato sul ghiaione. Sbarcato in hovering poco sopra il luogo dove si trovava l'infortunato, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio lo ha raggiunto per poi recuperarlo con un verricello di 30 metri. Il giovane è stato trasportato all'ospedale di Belluno con un possibile lieve trauma cranico, contusioni ed escoriazioni sul volto. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago, che è andata incontro ai compagni scesi autonomamente.

Belluno, 16-01-16
Si sono svolte oggi, durante la prima assemblea regionale tenutasi a Pedavena, le votazioni per il rinnovo della presidenza del Soccorso alpino e speleologico del Veneto. I capi e vicecapistazione delle tre Delegazioni - II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica Veneto-Trentino Alto Adige - hanno confermato per il triennio 2016-2018 Rodolfo Selenati della Stazione di Sappada come presidente e Giovanni Busato della Stazione di Arsiero come vicepresidente.

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