2016

San Zeno di Montagna (VR), 16-04-16

Mentre con un gruppo di amici percorreva il tracciato di downhill in località Pineta delle Sperane, E.O., 39 anni, di Verona, ha perso il controllo della bici su un salto ed è stato sbalzato a terra, sbattendo la schiena. Scattato l'allarme alle 9.30, l'elicottero di Verona emergenza si è alzato in volo e, dopo aver individuato il luogo dell'incidente ha sbarcato con un verricello, tecnico del Soccorso alpino, medico e infermiere dell'equipaggio, che hanno prestato le prime cure all'uomo. Dopo essere stato imbarellato, l'infortunato, con un sospetto trauma alla colonna, è stato recuperato con un verricello di 15 metri, per essere trasportato all'ospedale.

Valli del Pasubio (VI), 16-04-16
Ieri sera attorno alle 20.30 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato per una coppia di escursionisti in difficoltà sulla Strada delle 52 gallerie in Pasubio. I due ragazzi, A.R., 24 anni, di Badia Polesine (RO), lui, e E.D.G., 21 anni, di Castagnaro (VR), lei, erano partiti attorno alle 16 da Bocchetta Campiglia per raggiungere il Rifugio Papa e tornare indietro (lungo l'itinerario che d'estate è dato della durata di due ore e mezza), senza però essersi informati sulle condizioni attuali e con abbigliamento sportivo, ma non adatto alla quantità di neve ancora presente sulla strada. La coppia, infatti, dopo aver superato alcuni scivoli ghiacciati, era arrivata in un punto pericoloso sia per proseguire, che per tornare indietro sui propri passi, all'altezza della quarantesima galleria e lì, ormai al buio, aveva chiesto aiuto. In contatto telefonico con i ragazzi, i soccorritori si sono fatti descrivere il punto dove si trovavano e sono partiti in cinque da Bocchetta Campiglia a risalire il percorso. La squadra li ha quindi raggiunti sul sentiero che, al bivio della galleria chiusa per una frana, porta sulla selletta di Val Fontana d'Oro. Dopo averli rifocillati e dotati di opportuna attrezzatura, i soccorritori hanno deciso di tornare a valle dalla Strada degli Eroi, più semplice e sicura, così hanno accompagnato i ragazzi fino al Rifugio Papa per poi intraprendere la discesa da quella parte, mentre un soccorritore andava loro incontro con la jeep. Ritrovatisi a Malga Fieno con il fuoristrada, i due giovani sono quindi stati riaccompagnati a Bocchetta Campiglia, dove avevano la macchina. L'intervento si è concluso alle 4.

Auronzo di Cadore (BL), 14-04-16
Un blocco al motore causa l'arresto improvviso della seggiovia con alcune persone in preda al panico e l'urgenza di un'evacuazione veloce dell'impianto: uno scenario verosimile, che richiede l'intervento immediato dei soccorritori anche nei tratti più distanti e impegnativi da raggiungere. Proprio per far fronte a questo tipo di necessità, ieri a partire da mezzogiorno il Soccorso alpino di Auronzo, in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato, ha provveduto allo svolgimento dell'annuale prova di evacuazione della quadriposto del Monte Agudo, prevista dalla convenzione con la Società degli impianti anche per il periodico collaudo, utilizzando l'elicottero per il rapido trasporto delle squadre sui piloni distanti e posti nei punti più impervi, anziché prevedere l'avvicinamento a piedi o con mezzi a terra dalle consuete vie di accesso. I soccorritori, assieme al personale della Forestale e della Guardia di finanza, sono stati quindi fatti calare nei punti previsti lungo la linea Taiarezze-Malon utilizzando il verricello. Un grande ringraziamento  all'equipaggio del 412 del Corpo forestale dello Stato, presente con l'NH 500, e un plauso per la precisione delle operazioni di sbarco. Hanno assistito alle manovre anche il direttore e i responsabili dell'impianto.

Rotzo (VI), 11-04-16
Alle 14.15 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per  l'infortunio di una escursionista lungo il sentiero numero 802 per Punta Altaburg. Una squadra si è quindi avvicinata in fuoristrada per poi proseguire a piedi e ha raggiunto assieme ai vigili del fuoco la donna, C.B., 51 anni, di Bassano del Grappa (VI), che si trovava con un'amica. Prestatele le prime cure, per una sospetta frattura alla caviglia, i soccorritori hanno imbarellato l'infortunata, la hanno trasportata a spalla per una ventina di minuti fino alla jeep e da lì per un chilometro di mulattiera alla strada, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago.

Agordo (BL), 07-04-16
Un incidente a 2.300 metri di quota, pareti di neve verticale e salti di roccia, l'elicottero riesce a portare in quota le squadre, ma poi è ostacolato dal maltempo. Sabato scorso, 2 aprile, è stata una simulazione, l'addestramento che ha visto impegnata l'intera Stazione del Soccorso alpino di Agordo in vetta al San Sebastiano poteva invece essere un'emergenza reale, vista l'alta frequentazione della montagna in veste invernale sia da parte di scialpinisti, che di scalatori che ne risalgono i canali innevati da nord e da sud. L'esercitazione, iniziata alle 8.30 e conclusa alle 14.30, è stata incentrata sul recupero di un infortunato un centinaio di metri sotto la Cima Nord di San Sebastiano (2.488 metri di altitudine). L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha trasportato sulla vetta le squadre e l'attrezzatura, sbarcandole in hovering. Da lì i soccorritori hanno proseguito in cresta fino a porsi sulla verticale rispetto al ferito e, attrezzata la prima calata, lo hanno raggiunto e caricato sulla barella Kong. Era impossibile, infatti, date le pendenze nella parte iniziale e finale, pensare a un toboga. Per trasportarlo in un punto poi accessibile per l'eliambulanza, le squadre si sono alternate per 500 metri di dislivello calando la barella in orizzontale e verticale con corde statiche di 100 metri e riprese di ancoraggi su roccia (utilizzando chiodi) e su neve. L'elicottero ha infine recuperato l'infortunato con un verricello e i soccorritori sono scesi con gli sci lungo la traccia comunemente usata per la salita. “Per il secondo anno, dopo quella in Framont, abbiamo puntato a un'esercitazione in ambiente severo e difficile – spiega il capostazione Diego Favero – non frequentato in massa, ma da un numero sempre più alto di appassionati provenienti anche da fuori provincia. Non posso che esprimere una particolare soddisfazione per la buona riuscita ed elogiare i miei ragazzi, come i miei 'veci', per il loro livello di preparazione”. L'addestramento è stato ripreso da una troupe di Geo&Geo che ne trasmetterà alcuni spezzoni in una puntata del prossimo dicembre dedicata alle Dolomiti Agordine in inverno.

Savona, 05-04-16
Con i primi caldi primaverili riprende l'attività degli appassionati di canyoning e, in vista del periodo estivo in cui sono maggiormente concentrati gli interventi in aiuto di torrentisti in difficoltà, il Gruppo forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto ha preso parte lo scorso fine settimana a un addestramento nei Monti dei Beigua e in Valle Scrivia, assieme ai colleghi liguri ed emiliani. L'occasione per confrontare le reciproche esperienze e mettere in pratica le manovre in un ambiente sconosciuto ai più. Sabato, a partire dal primo pomeriggio, una ventina di tecnici forristi ha quindi iniziato il trasporto della barella stagna contenente un 'infortunato', affrontato i 260 metri di dislivello della gola scavata dal Rio Prialunga, comune di Varazze, nei Monti dei Beigua, e ha impiegato circa quattro ore per superare i 900 metri di sviluppo, in una situazione di acquaticità abbondante e temperature ancora fredde. Quindici le cascate da superare, la più alta di 30 metri, e molte da discendere immersi sotto il getto proprio per la presenza di acqua abbondante. Utilizzati in gran parte ancoraggi naturali. Domenica invece, le squadre si sono spostate nella zona di Genova, dove, in Valle Scrivia, i soccorritori hanno approfondito le tecniche di progressione sul Rio San Rocco, conosciuto anche come Rio Creverino, provando inoltre tuffi da un'altezza di 15 metri. Ricordiamo che per accedere alla qualifica per operare in forra è indispensabile innanzitutto essere soccorritore alpino o speleo. Successivamente, superata una griglia di ammissione, si diventa operatore in forra e con un ulteriore esame, operatore di soccorso in forra e poi tecnico di soccorso in forra (un caposquadra, ad esempio, deve superare 4 esami). Ogni tre anni ogni soccorritore dovrà inoltre sostenere un esame di mantenimento della qualifica. Il prossimo anno il Gruppo forre Veneto - che raggruppa soccorritori provenienti dalle province di Verona, Padova, Vicenza, Belluno e Treviso - ha già in programma una trasferta sui Monti Sibillini, dove è prevista una discesa in grotta per raggiungere, a 80 metri di profondità, una vena ipogea di acqua sulfurea.

Arsiero (VI), 03-04-16
Durante una passeggiata assieme a una comitiva sul Monte Cimone, un'escursionista di Schio (VI), G.B., 58 anni, è scivolata lungo il sentiero in località Baito Smaniotto. L'allarme è stato lanciato da un volontario del Soccorso alpino di Arsiero che casualmente di trovava sul luogo dell'incidente e il 118 ha subito fatto decollare l'elicottero di Verona emergenza, mentre altri soccorritori della Stazione di Arsiero partivano per mettersi a disposizione dell'equipaggio in caso di necessità di supporto nelle operazioni. Una volta individuato il punto, l'eliambulanza ha sbarcato il tecnico di elisoccorso che ha imbarellato l'infortunata, recuperata poi con un verricello. Dopo le prime cure prestatele dal personale sanitario di bordo, la donna, con una probabile frattura alla gamba, è stata trasportata per le cure del caso all'ospedale di Santorso.

Belluno, 02-04-16
Alle 11.30 il 118 è stato allertato dalla compagna di uno scialpinista feritosi in Val Travenanzes, comune di Cortina d'Ampezzo. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato subito dopo, ha individuato la coppia a circa 2.100 metri di quota e ha sbarcato nelle vicinanze tecnico del Soccorso alpino, medico e infermiere dell'equipaggio. Prestate le prime cure a M.S., 50 anni, di Padova, che, caduto sopra un sasso affiorante, si era procurato la probabile frattura di una gamba, l'uomo è stato imbarellato e recuperato con un verricello per essere accompagnato all'ospedale di Belluno. La donna, trasportata fino agli ospedaletti di guerra sotto le Torri del Falzarego, è rientrata autonomamente. Attorno alle 13 l'eliambulanza è invece intervenuta sul Col Nudo, nel territorio di Alpago, a 2.200 metri di altitudine, dove una scialpinista, S.P., 34 anni, di Mansuè (TV), si era infortunata a una gamba. Imbarcata con un verricello di 10 metri, la sciatrice, che era in compagnia di altre due persone, è stata portata all'ospedale di Belluno per una probabile distorsione. Pronta a intervenire in supporto alle operazione una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago.

Bosco Chiesanuova (VR), 28-03-16
Attorno alle 15.30 la centrale di Verona emergenza ha allertato il Soccorso alpino per un intervento nella zona di Maregge. Una squadra si è quindi avvicinata alla località, mentre nel frattempo le poche indicazioni sono diventate più chiare. Un'escursionista in gita con gli amici era infatti scivolata su una lastra di ghiaccio. Il marito aveva dato un primo allarme, ma essendoci scarsa copertura, mentre i compagni trasportavano l'infortunata fino a una Malga in Contrada Tinazzo, aveva raggiunto la strada provinciale a Griez e fornito maggiori dettagli al 118. I soccorritori hanno quindi raggiunto la malga con il quad, superando un lungo tratto di mulattiera innevata e, dopo aver caricato a bordo la donna, con una sospetta frattura alla caviglia, la hanno accompagnata fino alla strada, per affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Borgo Trento.

Vicenza, 26-03-16
Questa mattina alle 11.35 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato dai vigili del fuoco, che stavano intervenendo in aiuto di un escursionista bloccato in un canale innevato, sopra Malga Pianetti sul Monte Novegno, comune di Schio. Quando, poco dopo l'allerta, i soccorritori sono arrivati sul posto, i vigili stavano già recuperando l'uomo L.F., 37 anni, di Schio (VI), con il proprio elicottero arrivato da Mestre. Una seconda chiamata ai soccorritori di Schio è arrivata qualche minuto prima delle 13 dal 118, per una nuova emergenza sul Monte Novegno, sopra Contrada Alta questa volta, dove, a circa 1.200 metri di quota, un parapendio era precipitato al suolo, in mezzo a un bosco rado, dopo aver urtato i cavi di una teleferica per il trasporto della legna. Sei soccorritori hanno raggiunto a piedi il luogo, anche grazie alle indicazioni di un amico del pilota caduto, fornendo le precise coordinate all'equipaggio dell'elicottero di Verona emergenza in avvicinamento. Sbarcati tecnico di elisoccorso e medico con un verricello di 20 metri, all'uomo P.B., 50 anni, di nazionalità polacca, sono state prestate le prime cure. Una volta imbarellato, l'infortunato, che aveva riportato un probabile politrauma, è stato recuperato con l'aiuto dei soccorritori a terra sempre con il verricello, per essere trasportato all'ospedale di Borgo Trento. Alle 14.30, infine, il Soccorso alpino di Schio e quello di Arsiero sono stati allertati per un deltaplano caduto tra la boscaglia sul Monte di Calvene, comune di Calvene, a circa 700 metri di altitudine. Purtroppo per il pilota, C.C., 55 anni, di Ponzano Veneto (TV), non c'è stato nulla da fare. Da alcune testimonianze, l'uomo, probabilmente a causa di un malore in volo, ha perso il controllo del mezzo, che ha iniziato ad avvitarsi già ad alta quota. Inutile l'intervento di alcune persone presenti nel punto dell'impatto, che hanno tentato le manovre di rianimazione. Al personale saitario, giunto con l'ambulanza, non è rimasto che constatarne il decesso. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata imbarellata e trasportata a spalla dai soccorritori fino alla strada, dove attendeva il carro funebre.

Borso del Grappa (TV), 26-03-16
Ieri sera poco prima delle 21 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato per due persone in difficoltà nella zona di Campocroce sul Monte Grappa. I due, F.B., 48 anni, di San Secondo (PG), e O.Z., 52 anni, di Marano Vicentino (VI), che stavano prendendo parte a una gara cinofila di cani da ferma, avevano infatti rincorso uno dei segugi, addentratosi in un canale seguendo una traccia. Dopo aver cercato invano di individuarlo, si erano però ritrovati incrodati in un ripido pendio con salti di roccia, ormai buio, senza pila e attrezzatura opportuna. I soccorritori - una squadra di sette - hanno quindi raggiunto, in località Legnarola, un amico dei due, che li aspettava e che ha loro indicato il punto in cui si erano allontanati, rimanendo visibile sul bordo del sentiero con una frontale accesa, come punto di riferimento altimetrico per la squadra che si apprestava a scendere. In contatto telefonico, e poi vocale, con i due uomini, a un'ora e mezza di cammino dalla partenza, i soccorritori li hanno ritrovati, infreddoliti, ma illesi, circa 400 metri più sotto nella vallata. Dopo averli assicurati, hanno quindi attrezzato un traverso con le corde fisse per riaccompagnarli sul sentiero. L'intervento si è concluso verso l'una.

Torrebelvicino (VI), 26-03-16
Ieri sera attorno alle 21 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato per il mancato rientro di un uomo, G.C., 76 anni, di Torrebelvicino (VI) uscito dalla propria abitazione verso le 14 per andare in cerca di spugnole. Le ricerche si sono subito concentrate nella zona di Ponte Asse, dove, lungo la strada provinciale che porta a Pian delle Fugazze, era stata rinvenuta parcheggiata la sua auto. Dal telefono nessuna risposta e, dopo aver sentito alcune persone sul posto, che non lo avevano incontrato durante la giornata, soccorritori e vigili del fuoco si sono suddivisi in squadre per perlustrare le zone circostanti, fino al triste epilogo, quando, alle 23.30 circa, il corpo senza vita dell'uomo, quasi sicuramente scivolato, non si sa se per un malore, è stato rinvenuto nel torrente Leogra, una ventina di metri sotto la sede stradale. Dopo essere stato assicurato, un carabiniere è stato accompagnato nel punto del ritrovamento per i dovuti rilievi. Poi, una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma, estratta dall'acqua e ricomposta, è stata imbarellata e sollevata con un paranco fino alla strada, per essere affidata al carro funebre.

Belluno, 25-03-16
Attorno alle 15, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della palestra di roccia di Schievenin, nel comune di Quero-Vas, dove un freeclimber era volato per qualche metro mentre scalava una via nel settore 'Il pellicano'. Individuato il luogo dell'incidente, sono stati sbarcati nelle vicinanze tecnico del Soccorso alpino, medico e infermiere, che hanno subito prestato le prime cure a P.T., 57 anni, di Vigonza (PD). Una volta imbarellato, l'infortunato, con sospetti traumi al bacino e a una gamba, è stato recuperato con un verricello di 40 metri per essere trasportato all'ospedale di Feltre. Verso le 16.30, l'eliambulanza è stata invece indirizzata dal 118 verso la pista Tofanina a Cortina d'Ampezzo, per una sciatrice polacca, R.W., 46 anni, che aveva sbattuto la testa e si era procurata un possibile lieve trauma cranico, dopo essere caduta in pista. Sbarcati in hovering, i soccorritori si sono presi cura della donna, vegliata dall'assistenza piste della polizia, e, dopo averla imbarcata, l'hanno accompagnata all'ospedale di Pieve di Cadore per le cure del caso.

Pieve di Cadore (BL), 21-03-16
Attorno alle 15.30 il 118 è stato allertato da un gruppo di escursionisti spagnoli, poiché una di loro era scivolata in un canale durante una gita con le ciaspe. Con la sommaria descrizione di dove potessero trovarsi, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato e ha sorvolato la zona, cercando di farsi dare informazioni più precise, finché non ha individuato parte del gruppo fermo poco distante dal bivio   del sentiero che scende da Forcella Antracisa in direzione di Pozzale. In un canale coperto da neve di slavina, invece, l'eliambulanza ha scorto altri due escursionisti in basso e, più in alto, la donna che era scivolata per diversi metri, senza fortunatamente farsi male, ma bloccata dalla paura. L'elicottero ha quindi sbarcato nelle vicinanze il tecnico di elisoccorso che la ha recuperata con un verricello, per poi trasportarla fino a Pieve. In una seconda rotazione, l'equipaggio si era anche assicurato che il resto della comitiva fosse in grado di rientrare autonomamente. Pronta a intervenire in supporto alle operazioni una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore.

Calalzo di Cadore (BL), 21-03-16
Attorno alle 10.30 un un vigile urbano, che si trovava in località Ponte della Molinà per fermare le macchine durante i lavori boschivi in corso, ha allertato il 118, perché un boscaiolo era stato travolto dall'albero che stava tagliando. Sul posto, personale del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, i vigili del fuoco e un'ambulanza. Mentre l'infermiere prestava le prime cure all'uomo, M.F., una cinquantina di anni, di Calalzo di Cadore (BL), rimasto sotto la pianta, i soccorritori hanno subito messo in sicurezza l'albero ancora in bilico sulla scarpata, poi hanno imbarellato l'infortunato, che lamentava dolori al torace, e lo hanno riportato sulla strada, cinque metri più in alto, per affidarlo all'ambulanza diretta all'ospedale.

Verona, 20-03-16
È di poco fa la notizia che la signora di 52 anni per il cui mancato rientro erano scattate le ricerche da parte di vigili del fuoco e Soccorso alpino di Verona nella zona di Trezzolano è fortunatamente tornata alla propria abitazione. L'allarme è quindi cessato.

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