2014
Longarone (BL), 24-01-14
Nel pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato dal 118 sulla diga del Vajont, dove un uomo di 42 anni, di Castellavazzo (BL), si è tolto la vita, lanciandosi da una delle feritoie sulla strada della galleria. Individuata col supporto di una squadra del Soccorso alpino di Longarone, l'equipaggio dell'eliambulanza ha raggiunto e imbarellato la salma, per poi recuperarla con un verricello di 20 metri e affidarla al carro funebre.
Nel pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato dal 118 sulla diga del Vajont, dove un uomo di 42 anni, di Castellavazzo (BL), si è tolto la vita, lanciandosi da una delle feritoie sulla strada della galleria. Individuata col supporto di una squadra del Soccorso alpino di Longarone, l'equipaggio dell'eliambulanza ha raggiunto e imbarellato la salma, per poi recuperarla con un verricello di 20 metri e affidarla al carro funebre.
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2014
Verona, 18-01-14
Al termine della bonifica lungo la superficie dell'imponente valanga staccatasi oggi sul monte Baldo, il Soccorso alpino di Verona esclude la presenza di persone coinvolte e invita a prestare la massima attenzione nei prossimi giorni per l'elevato rischio di distacchi in montagna.
Oggi attorno a mezzogiorno, la Stazione di Verona è stata allertata dalla Protezione civile di Ferrara di Montebaldo, che aveva ricevuto la chiamata da uno chalet dove erano arrivati due componenti di una comitiva. I due avevano sentito cadere la valanga ed erano in apprensione per i compagni, poi in realtà rientrati. L'elicottero, decollato da Trento per l'assenza di nebbia, ha sorvolato la valanga (si notavano delle tracce di sci in entrata e in uscita) e il controllo con l'Artva ha dato esito negativo. Due soccorritori, casualmente sul posto, hanno iniziato a sondare la superficie, raggiunti ben presto da altri 12 tecnici, che hanno bonificato l'intera superficie. La valanga si è staccata dal canale che scende da Cima Pra delle Basive, investendo il sentiero estivo n.66 che lo percorre a zigzag e finendo sopra parte delle vecchie piste da sci abbandonate, 200 metri sopra la sella di Cavallo di Novezza. Lungo il percorso la valanga si è divisa in due lingue, a circa 50 metri una dall'altra. Uno dei due fronti aveva un'ampiezza di 70 metri. Per le proibitive condizioni della neve, il Soccorso alpino invita sciatori e ciaspolatori a osservare la massima prudenza o addirittura a rinunciare a gite ed escursioni in zone a rischio. L'Arpav sottolinea, fino a martedì prossimo, il grado 4, ovvero forte, per rischio valanghe.
Al termine della bonifica lungo la superficie dell'imponente valanga staccatasi oggi sul monte Baldo, il Soccorso alpino di Verona esclude la presenza di persone coinvolte e invita a prestare la massima attenzione nei prossimi giorni per l'elevato rischio di distacchi in montagna.
Oggi attorno a mezzogiorno, la Stazione di Verona è stata allertata dalla Protezione civile di Ferrara di Montebaldo, che aveva ricevuto la chiamata da uno chalet dove erano arrivati due componenti di una comitiva. I due avevano sentito cadere la valanga ed erano in apprensione per i compagni, poi in realtà rientrati. L'elicottero, decollato da Trento per l'assenza di nebbia, ha sorvolato la valanga (si notavano delle tracce di sci in entrata e in uscita) e il controllo con l'Artva ha dato esito negativo. Due soccorritori, casualmente sul posto, hanno iniziato a sondare la superficie, raggiunti ben presto da altri 12 tecnici, che hanno bonificato l'intera superficie. La valanga si è staccata dal canale che scende da Cima Pra delle Basive, investendo il sentiero estivo n.66 che lo percorre a zigzag e finendo sopra parte delle vecchie piste da sci abbandonate, 200 metri sopra la sella di Cavallo di Novezza. Lungo il percorso la valanga si è divisa in due lingue, a circa 50 metri una dall'altra. Uno dei due fronti aveva un'ampiezza di 70 metri. Per le proibitive condizioni della neve, il Soccorso alpino invita sciatori e ciaspolatori a osservare la massima prudenza o addirittura a rinunciare a gite ed escursioni in zone a rischio. L'Arpav sottolinea, fino a martedì prossimo, il grado 4, ovvero forte, per rischio valanghe.
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2014
Verona, 18-01-14
Le squadre del Soccorso alpino di Verona stanno intervenendo sul monte Baldo, per bonificare la valanga caduta con un fronte di una settantina di metri in un canale sopra Cavallo di Novezza, dove non sembra siano rimaste persone coinvolte. Sul posto è già presente l'elicottero di Trento con un unità cinofila da valanga.
Le squadre del Soccorso alpino di Verona stanno intervenendo sul monte Baldo, per bonificare la valanga caduta con un fronte di una settantina di metri in un canale sopra Cavallo di Novezza, dove non sembra siano rimaste persone coinvolte. Sul posto è già presente l'elicottero di Trento con un unità cinofila da valanga.
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2014
Rocca Pietore (BL), 15-01-14
Facendo fuori pista in Marmolada, uno snowboarder è sceso lungo il versante sopra Capanna Bill, finchè non è scivolato per una decina di metri, bloccandosi su un ripido pendio, non distante da un salto di roccia verticale. Scattato l'allarme poco prima delle 15, sul posto è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Dopo aver individuato il ragazzo, che era incolume, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio lo ha recuperato con un verricello di venti metri. Accompagnato a valle, lo snowboarder è stato affidato al personale del Corpo forestale dello Stato. Pronta a intervenire anche una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina.
Facendo fuori pista in Marmolada, uno snowboarder è sceso lungo il versante sopra Capanna Bill, finchè non è scivolato per una decina di metri, bloccandosi su un ripido pendio, non distante da un salto di roccia verticale. Scattato l'allarme poco prima delle 15, sul posto è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Dopo aver individuato il ragazzo, che era incolume, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio lo ha recuperato con un verricello di venti metri. Accompagnato a valle, lo snowboarder è stato affidato al personale del Corpo forestale dello Stato. Pronta a intervenire anche una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina.
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2014
RIENTRATI SCIATORI IN DIFFICOLTÀ
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 12-01-14
Scesi dal Bus di Tofana, due sciatori, uno con gli sci l'altro con lo snowboard, ormai con il sole tramontato e senza riuscire ad orientarsi lungo il versante, hanno chiesto aiuto al 118, che li ha messi in contatto telefonico con il Soccorso alpino di Cortina. I soccorritori, dopo aver intuito che i due si trovavano circa 300 metri sopra il rifugio Dibona senza problemi ad arrivarvi con alcune indicazioni, hanno spiegato agli sciatori come raggiungerlo e contestualmente hanno chiesto al gestore di andare loro incontro. I due sono ben presto stati incrociati e accompagnati dal personale del servizio piste della polizia.
Scesi dal Bus di Tofana, due sciatori, uno con gli sci l'altro con lo snowboard, ormai con il sole tramontato e senza riuscire ad orientarsi lungo il versante, hanno chiesto aiuto al 118, che li ha messi in contatto telefonico con il Soccorso alpino di Cortina. I soccorritori, dopo aver intuito che i due si trovavano circa 300 metri sopra il rifugio Dibona senza problemi ad arrivarvi con alcune indicazioni, hanno spiegato agli sciatori come raggiungerlo e contestualmente hanno chiesto al gestore di andare loro incontro. I due sono ben presto stati incrociati e accompagnati dal personale del servizio piste della polizia.
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2014
Auronzo di Cadore (BL), 12-01-14
Dopo essere salito con le ciaspe dal rifugio Auronzo fino alla forcella del Col di Mezzo, punto panoramico verso le Tre Cime di Lavaredo, un escursionista di Rovigo, G.B., 47 anni, ha iniziato a scendere lungo un canale, rimanendo però bloccato sul pendio ghiacciato, incapace di proseguire o tornare sui propri passi. Impaurito ha quindi contattato il 118. In suo aiuto è stato inviato l'elicottero di Trento che, per individuare velocemente il luogo dove si trovava l'uomo, ha prima imbarcato un soccorritore della Stazione di Auronzo. Una volta rintracciato nel canale innevato, l'escursionista è stato recuperato e trasportato a valle.
Dopo essere salito con le ciaspe dal rifugio Auronzo fino alla forcella del Col di Mezzo, punto panoramico verso le Tre Cime di Lavaredo, un escursionista di Rovigo, G.B., 47 anni, ha iniziato a scendere lungo un canale, rimanendo però bloccato sul pendio ghiacciato, incapace di proseguire o tornare sui propri passi. Impaurito ha quindi contattato il 118. In suo aiuto è stato inviato l'elicottero di Trento che, per individuare velocemente il luogo dove si trovava l'uomo, ha prima imbarcato un soccorritore della Stazione di Auronzo. Una volta rintracciato nel canale innevato, l'escursionista è stato recuperato e trasportato a valle.
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2014
ESPLODE UN ORDIGNO, GRAVE UN UOMO
Scritto da Michela Canova
Cencenighe Agordino (BL), 12-01-14
Ferito gravemente da un ordigno non identificato un uomo che stava lavorando nei pressi di una baita in località Bricol. L'uomo (al momento non sono note le generalità), che dalle prime informazioni stava zappando, è rimasto colpito dall'esplosione al volto e alle mani. A lanciare l'allarme un amico che era con lui. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è portato sul luogo dell'incidente, distante una quindicina di minuti dalla strada, e ha sbarcato medico e tecnico del Soccorso alpino. Prestategli le prime cure, i soccorritori lo hanno caricato a bordo dell'eliambulanza e trasportato all'ospedale di Belluno.
Ferito gravemente da un ordigno non identificato un uomo che stava lavorando nei pressi di una baita in località Bricol. L'uomo (al momento non sono note le generalità), che dalle prime informazioni stava zappando, è rimasto colpito dall'esplosione al volto e alle mani. A lanciare l'allarme un amico che era con lui. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è portato sul luogo dell'incidente, distante una quindicina di minuti dalla strada, e ha sbarcato medico e tecnico del Soccorso alpino. Prestategli le prime cure, i soccorritori lo hanno caricato a bordo dell'eliambulanza e trasportato all'ospedale di Belluno.
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2014
Vittorio Veneto (TV), 12-01-14
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore nel primo pomeriggio ha verificato la segnalazione di una persona, che aveva visto qualcosa appeso agli alberi nella zona del Fadalto e temeva potesse trattarsi della vela di un parapendio precipitato. Il sopralluogo dall'alto ha fatto subito fortunatamente rientrare l'allarme, per il quale erano state allertate le Stazioni del Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane e Alpago, in quanto si trattava di palloncini impigliati tra i rami.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore nel primo pomeriggio ha verificato la segnalazione di una persona, che aveva visto qualcosa appeso agli alberi nella zona del Fadalto e temeva potesse trattarsi della vela di un parapendio precipitato. Il sopralluogo dall'alto ha fatto subito fortunatamente rientrare l'allarme, per il quale erano state allertate le Stazioni del Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane e Alpago, in quanto si trattava di palloncini impigliati tra i rami.
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2014
Tambre (BL), 12-01-14
Mentre scendeva sulla neve ghiacciata lungo la Val de Piera con un'altra persona, uno scialpinista di Mogliano Veneto (TV), P.C., 47 anni, è finito contro una pianta infortunandosi. Scattato l'allarme, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore decollato verso il luogo dell'incidente, ha prima imbarcato un soccorritore della Stazione dell'Alpago, mentre una squadra si metteva a disposizione in supporto alle operazioni. Individuato il punto in cui si trovava l'infortunato, sotto il Sasso della Madonnina verso le Baracche Mognol, l'eliambulanza ha sbarcato con un verricello personale medico, tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio e il secondo soccorritore. Lo sciatore, con un probabile trauma toracico, è stato recuperato e trasportato all'ospedale di Belluno. Il compagno è invece sceso con il soccorritore dell'Alpago rimasto con lui fino a Malga Pian Grant.
Mentre scendeva sulla neve ghiacciata lungo la Val de Piera con un'altra persona, uno scialpinista di Mogliano Veneto (TV), P.C., 47 anni, è finito contro una pianta infortunandosi. Scattato l'allarme, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore decollato verso il luogo dell'incidente, ha prima imbarcato un soccorritore della Stazione dell'Alpago, mentre una squadra si metteva a disposizione in supporto alle operazioni. Individuato il punto in cui si trovava l'infortunato, sotto il Sasso della Madonnina verso le Baracche Mognol, l'eliambulanza ha sbarcato con un verricello personale medico, tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio e il secondo soccorritore. Lo sciatore, con un probabile trauma toracico, è stato recuperato e trasportato all'ospedale di Belluno. Il compagno è invece sceso con il soccorritore dell'Alpago rimasto con lui fino a Malga Pian Grant.
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2014
Forno di Zoldo (BL), 12-01-14
Partito per una gita con le ciaspe, assieme alla figlia e a un'altra persona, da Brusadaz in direzione del Monte Punta, all'altezza del Col de Salera M.S., 71 anni, di Sacile (PN), è scivolato per oltre cento metri, perdendo la vita per i traumi riportati nella caduta. I tre stavano superando un prato ghiacciato, scoperto dal distacco di una vecchia valanga, quando l'uomo (che probabilmente si era tolto le racchette da neve) ha perso l'equilibrio ed è sparito alla vista dei compagni senza più rispondere ai richiami. Mentre la persona che era con loro chiamava il 118, la figlia ha iniziato a scendere per andare in aiuto del padre, scivolando a sua volta e finendo ferita sui resti della valanga sottostante. Attorno a mezzogiorno è stato allertato il Soccorso alpino della Valle di Zoldo. Poichè l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore era impegnato in Alpago, è intervenuto l'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, che ha imbarcato subito un soccorritore della Valle di Zoldo per supportare l'equipaggio nell'individuazione del luogo dell'incidente e nelle successive manovre. Sbarcati con un verricello medico, soccorritore e tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, il velivolo è tornato a valle con la persona illesa, per poi imbarcare un secondo soccorritore. Per l'uomo precipitato purtroppo non c'è stato nulla da fare. L'elicottero ha quindi recuperato l'infortunata, S.S., 36 anni, di Sacile (PN), con sospetti traumi alla gamba, alla spalla e a un braccio, e l'ha trasportata alla piazzola di atterraggio, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Belluno. Una volta ottenuto il nulla osta per la rimozione, la salma ricomposta è stata imbarellata e accompagnata a valle, per essere affidata al carro funebre.
Partito per una gita con le ciaspe, assieme alla figlia e a un'altra persona, da Brusadaz in direzione del Monte Punta, all'altezza del Col de Salera M.S., 71 anni, di Sacile (PN), è scivolato per oltre cento metri, perdendo la vita per i traumi riportati nella caduta. I tre stavano superando un prato ghiacciato, scoperto dal distacco di una vecchia valanga, quando l'uomo (che probabilmente si era tolto le racchette da neve) ha perso l'equilibrio ed è sparito alla vista dei compagni senza più rispondere ai richiami. Mentre la persona che era con loro chiamava il 118, la figlia ha iniziato a scendere per andare in aiuto del padre, scivolando a sua volta e finendo ferita sui resti della valanga sottostante. Attorno a mezzogiorno è stato allertato il Soccorso alpino della Valle di Zoldo. Poichè l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore era impegnato in Alpago, è intervenuto l'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, che ha imbarcato subito un soccorritore della Valle di Zoldo per supportare l'equipaggio nell'individuazione del luogo dell'incidente e nelle successive manovre. Sbarcati con un verricello medico, soccorritore e tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, il velivolo è tornato a valle con la persona illesa, per poi imbarcare un secondo soccorritore. Per l'uomo precipitato purtroppo non c'è stato nulla da fare. L'elicottero ha quindi recuperato l'infortunata, S.S., 36 anni, di Sacile (PN), con sospetti traumi alla gamba, alla spalla e a un braccio, e l'ha trasportata alla piazzola di atterraggio, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Belluno. Una volta ottenuto il nulla osta per la rimozione, la salma ricomposta è stata imbarellata e accompagnata a valle, per essere affidata al carro funebre.
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2014
MUORE COLTO DA MALORE
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 09-01-14
Durante una passeggiata verso il rifugio Cinque Torri assieme alla moglie, P.V., un turista di 54 anni, di Cesena, è stato colto da improvviso malore. Allertato verso le 14, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, individuata la coppia, ha sbarcato il personale medico e il tecnico del Soccorso alpino con un verricello di 35 metri. I soccorritori hanno a lungo tentato le manovre di rianimazione, per poi dover purtroppo constatare il decesso dell'uomo. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata recuperata con un verricello per essere trasportata a Malga Peziè de Parù e affidata al carro funebre. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina, con la Guardia di finanza, è andata incontro alla moglie dell'escursionista.
Durante una passeggiata verso il rifugio Cinque Torri assieme alla moglie, P.V., un turista di 54 anni, di Cesena, è stato colto da improvviso malore. Allertato verso le 14, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, individuata la coppia, ha sbarcato il personale medico e il tecnico del Soccorso alpino con un verricello di 35 metri. I soccorritori hanno a lungo tentato le manovre di rianimazione, per poi dover purtroppo constatare il decesso dell'uomo. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata recuperata con un verricello per essere trasportata a Malga Peziè de Parù e affidata al carro funebre. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina, con la Guardia di finanza, è andata incontro alla moglie dell'escursionista.
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2014
Alleghe (BL), 06-01-14
Il Soccorso alpino di Alleghe è intervenuto nel pomeriggio sopra l'abitato di Fernazza assieme alla Guardia medica, per trasportare a valle il corpo di F.P., 70 anni, di Alleghe (BL), da tempo malato e ritrovato purtroppo oggi privo di vita. Già nei giorni scorsi i soccorritori, come pure altre persone del Comune, si erano più volte recate dove l'uomo dimorava da solo, in una casa isolata, per portargli conforto e generi di prima necessità, cercando di convincerlo, senza fortuna, a scendere nel centro abitato. Oggi il triste epilogo, con il rinvenimento del corpo senza vita. Ricomposta e imbarellata, la salma è stata trasportata a valle in toboga per essere infine affidata al carro funebre.
Il Soccorso alpino di Alleghe è intervenuto nel pomeriggio sopra l'abitato di Fernazza assieme alla Guardia medica, per trasportare a valle il corpo di F.P., 70 anni, di Alleghe (BL), da tempo malato e ritrovato purtroppo oggi privo di vita. Già nei giorni scorsi i soccorritori, come pure altre persone del Comune, si erano più volte recate dove l'uomo dimorava da solo, in una casa isolata, per portargli conforto e generi di prima necessità, cercando di convincerlo, senza fortuna, a scendere nel centro abitato. Oggi il triste epilogo, con il rinvenimento del corpo senza vita. Ricomposta e imbarellata, la salma è stata trasportata a valle in toboga per essere infine affidata al carro funebre.
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2014
MALORE NEI SERRAI DI SOTTOGUDA
Scritto da Michela Canova
Rocca Pietore (BL), 06-01-14
Un alpinista veneziano, che si apprestava a scalare la cascata di ghiaccio della Cattedrale nei Serrai di Sottoguda, si è sentito male e ha perso i sensi. Scattato l'allarme poco dopo mezzogiorno, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, allertando il Soccorso alpino della Val Pettorina. L'eliambulanza ha individuato il luogo dove si trovava l'uomo, P.T., 55 anni, di Spinea. Recuperato con un verricello di 70 metri dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, l'alpinista è stato trasportato a Belluno, ma per la presenza di nebbia, è stato imbarcato da un'ambulanza nella frazione di Cavarzano per essere poi accompagnato all'ospedale per le verifiche del caso.
Un alpinista veneziano, che si apprestava a scalare la cascata di ghiaccio della Cattedrale nei Serrai di Sottoguda, si è sentito male e ha perso i sensi. Scattato l'allarme poco dopo mezzogiorno, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, allertando il Soccorso alpino della Val Pettorina. L'eliambulanza ha individuato il luogo dove si trovava l'uomo, P.T., 55 anni, di Spinea. Recuperato con un verricello di 70 metri dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, l'alpinista è stato trasportato a Belluno, ma per la presenza di nebbia, è stato imbarcato da un'ambulanza nella frazione di Cavarzano per essere poi accompagnato all'ospedale per le verifiche del caso.
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2014
Auronzo di Cadore (BL), 06-01-14
È stato recuperato questa mattina, da poco passate le 8, D.D.L., 53 anni, di Milano, l'escursionista che ieri aveva chiesto aiuto alla moglie, inviandole un messaggio sul cellulare, poichè era bloccato dalla neve al rifugio Auronzo. Ieri le squadre del Soccorso alpino di Auronzo e Cortina avevano tentato di raggiungere in quad l'uomo, in gita da due giorni con le ciaspe sulle Tre Cime di Lavaredo, che non era più raggiungibile al telefono, ma alcune valanghe appena cadute, nonchè l'elevato rischio di altri pericolosi distacchi, le aveva purtroppo costrette al rientro. Stamane è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che ha recuperato l'escursionista utilizzando un verricello, per poi accompagnarlo a Misurina.
È stato recuperato questa mattina, da poco passate le 8, D.D.L., 53 anni, di Milano, l'escursionista che ieri aveva chiesto aiuto alla moglie, inviandole un messaggio sul cellulare, poichè era bloccato dalla neve al rifugio Auronzo. Ieri le squadre del Soccorso alpino di Auronzo e Cortina avevano tentato di raggiungere in quad l'uomo, in gita da due giorni con le ciaspe sulle Tre Cime di Lavaredo, che non era più raggiungibile al telefono, ma alcune valanghe appena cadute, nonchè l'elevato rischio di altri pericolosi distacchi, le aveva purtroppo costrette al rientro. Stamane è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che ha recuperato l'escursionista utilizzando un verricello, per poi accompagnarlo a Misurina.
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2014
Auronzo di Cadore (BL), 05-01-14
Da due giorni in passeggiata con le ciaspe sulle Tre Cime di Lavaredo, un escursionista ha inviato oggi un sms alla moglie con il quale la avvertiva di essere bloccato al rifugio Auronzo e chiedeva di mandargli una motoslitta che lo riportasse a valle. Ma, per il pericolo delle valanghe, il servizio di motoslitte che si muove tra il Lago d'Antorno e il rifugio Auronzo è stato sospeso e la donna ha quindi chiamato il 118. Il Soccorso alpino di Auronzo non è però riuscito a mettersi in contatto telefonico con l'uomo, che sta bene ed è attrezzato, e ha inviato una propria squadra con il quad, assieme ad un'altra squadra sempre in quad arrivata dalla Stazione di Cortina in supporto alle operazioni. I soccorritori hanno cercato di raggiungere il rifugio, ma le valanghe già cadute (una sono riusciti a superarla, non la successiva), nonchè l'elevata possibilità di nuovi distacchi e il conseguente rischio per la loro stessa incolumità, li ha costretti a desistere. Domattina, confidando nel miglioramento annunciato dalle previsioni meteo, sarà l'eliambulanza a intervenire.
Da due giorni in passeggiata con le ciaspe sulle Tre Cime di Lavaredo, un escursionista ha inviato oggi un sms alla moglie con il quale la avvertiva di essere bloccato al rifugio Auronzo e chiedeva di mandargli una motoslitta che lo riportasse a valle. Ma, per il pericolo delle valanghe, il servizio di motoslitte che si muove tra il Lago d'Antorno e il rifugio Auronzo è stato sospeso e la donna ha quindi chiamato il 118. Il Soccorso alpino di Auronzo non è però riuscito a mettersi in contatto telefonico con l'uomo, che sta bene ed è attrezzato, e ha inviato una propria squadra con il quad, assieme ad un'altra squadra sempre in quad arrivata dalla Stazione di Cortina in supporto alle operazioni. I soccorritori hanno cercato di raggiungere il rifugio, ma le valanghe già cadute (una sono riusciti a superarla, non la successiva), nonchè l'elevata possibilità di nuovi distacchi e il conseguente rischio per la loro stessa incolumità, li ha costretti a desistere. Domattina, confidando nel miglioramento annunciato dalle previsioni meteo, sarà l'eliambulanza a intervenire.
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2014
Auronzo di Cadore (BL), 05-01-14
Sono gravi le condizioni di un uomo travolto da una valanga sui Cadini di Misurina, tra il rifugio Col de Varda e il Città di Carpi a circa 2.100 metri di altitudine. Da una prima ricostruzione, M.D.F., 58 anni, di Auronzo di Cadore (BL), che stava scendendo in pista dal Col de Varda con gli sci d'alpinismo, è uscito per un tratto in neve fresca e in quel momento è avvenuto il distacco. A lanciare l'allarme il figlio che lo precedeva. Non vedendolo arrivare, è tornato indietro e, vista la valanga, è corso a lanciare l'allarme. La prima squadra del Soccorso alpino di Auronzo ha impiegato cinque minuti a salire e 13 a individuare e liberare l'uomo da uno strato di circa 30 centimetri di neve, anche grazie alle indicazioni di un soccorritore di Pieve di Cadore che si trovava casualmente in zona. Una volta estratto, i soccorritori hanno continuato a praticare le manovre di emergenza, fino all'arrivo del medico trasportato sul luogo in motoslitta, vista l'impossibilità di intervenire dell'elicottero per il maltempo. Si pensa che lo sciatore sia rimasto sepolto una quarantina di minuti. Caricato in barella è poi stato trasportato a valle e affidato all'ambulanza diretta all'ospedale di Treviso. Presente anche il Corpo forestale dello Stato.
Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi invita i frequentatori della montagna d'inverno, sia i residenti che gli ospiti, a prestare la massima attenzione sulla neve, in particolare fuori pista. Ricorda pertanto a quanti vogliano avventurarsi sulla neve fresca con sci, ciaspe, scarponi, ramponi, di essere prudenti, informandosi preventivamente sui luoghi in cui intendano muoversi, di consultare i bollettini della neve dell'Arpav, di chiedere ulteriori informazioni a guide alpine e rifugi, evitando luoghi rischiosi. Invita altresì tutti a dotarsi dell'attrezzatura opportuna, a partire dagli strumenti di autosoccorso (Artva, pala e sonda), e a non affrontare itinerari al di sopra delle proprie capacità.
In caso di necessità il numero unico di emergenza è il 118.
Di seguito il link al bollettino dell'Arpav neve e valanghe
http://www.arpa.veneto.it/neve_valanghe/it/pdf/dolomiti_nevevalanghe.pdf
Sono gravi le condizioni di un uomo travolto da una valanga sui Cadini di Misurina, tra il rifugio Col de Varda e il Città di Carpi a circa 2.100 metri di altitudine. Da una prima ricostruzione, M.D.F., 58 anni, di Auronzo di Cadore (BL), che stava scendendo in pista dal Col de Varda con gli sci d'alpinismo, è uscito per un tratto in neve fresca e in quel momento è avvenuto il distacco. A lanciare l'allarme il figlio che lo precedeva. Non vedendolo arrivare, è tornato indietro e, vista la valanga, è corso a lanciare l'allarme. La prima squadra del Soccorso alpino di Auronzo ha impiegato cinque minuti a salire e 13 a individuare e liberare l'uomo da uno strato di circa 30 centimetri di neve, anche grazie alle indicazioni di un soccorritore di Pieve di Cadore che si trovava casualmente in zona. Una volta estratto, i soccorritori hanno continuato a praticare le manovre di emergenza, fino all'arrivo del medico trasportato sul luogo in motoslitta, vista l'impossibilità di intervenire dell'elicottero per il maltempo. Si pensa che lo sciatore sia rimasto sepolto una quarantina di minuti. Caricato in barella è poi stato trasportato a valle e affidato all'ambulanza diretta all'ospedale di Treviso. Presente anche il Corpo forestale dello Stato.
Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi invita i frequentatori della montagna d'inverno, sia i residenti che gli ospiti, a prestare la massima attenzione sulla neve, in particolare fuori pista. Ricorda pertanto a quanti vogliano avventurarsi sulla neve fresca con sci, ciaspe, scarponi, ramponi, di essere prudenti, informandosi preventivamente sui luoghi in cui intendano muoversi, di consultare i bollettini della neve dell'Arpav, di chiedere ulteriori informazioni a guide alpine e rifugi, evitando luoghi rischiosi. Invita altresì tutti a dotarsi dell'attrezzatura opportuna, a partire dagli strumenti di autosoccorso (Artva, pala e sonda), e a non affrontare itinerari al di sopra delle proprie capacità.
In caso di necessità il numero unico di emergenza è il 118.
Di seguito il link al bollettino dell'Arpav neve e valanghe
http://www.arpa.veneto.it/neve_valanghe/it/pdf/dolomiti_nevevalanghe.pdf
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2014
